Testimonianze / Il tesoro della Messa antica. 2

Cari amici di Duc in altum, come promesso, proseguiamo con la pubblicazione di testimonianze scritte da fedeli che si sono accostati alla Santa Messa tradizionale. Ne abbiamo ricevute tante e molto belle. Continueremo a pubblicarle con cadenza settimanale. Invitiamo tutti a scrivere. Famiglie con bambini, chierichetti, sacerdoti…

Potete inviare a questo indirizzo: venietvide.missa@gmail.com

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Gentile dottor Valli,

ho 61 anni e da cinque frequento il Rito Antico. Sono cresciuto in una delle prime parrocchie moderniste post-conciliari, ma solo da pochi anni ho scoperto la Messa di sempre nonché le “omissioni” del passato. Mi sono rimesso a leggere, studiare e cercar di capire gli inganni perpetrati ai danni dei cattolici ignari e ignoranti, come me!  Ringrazio Dio per questo atto di misericordia nei miei confronti. Non tornerò più indietro. Sia lodato Gesù Cristo

Alfredo

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Gentile dottor Valli,

persi mio fratello venticinquenne ormai quasi diciassette anni fa. Seguirono anni bui culminati in una miracolosa conversione dodici anni fa.

Quasi da subito sentii un misterioso richiamo alla Santa Messa antica. Ancora adesso quella croce che mi carico in spalla tutte le mattine, a volte con più vigore a volte molto difficilmente, la porto ai piedi della Croce. E in ginocchio, durate la Santa Messa antica, ancora oggi mi commuovo contemplando la Croce e il mistero d’Amore di un Dio che si è sacrificato per la mia e nostra salvezza.

Con il trasporto di tutto me stesso, alla silenziosa consacrazione dell’alter Christus sacerdotale, dico “mio Signore e mio Dio” con il cuore pieno di gratitudine.

Un caro saluto in J et M

Emanuele

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Ho avuto una forte conversione due anni fa. Come seguendo i sassolini lasciati lungo la strada, piano piano, camminando nel sentiero della conversione, ho sentito parlare della Messa antica.
Inspiegabilmente una forza mi attraeva e mi spingeva a cercarne una in zona.

In un blog che riporta l’elenco delle Messe in rito antico celebrate in Italia trovai un numero di telefono di una chiesa non lontano da me e chiamai per chiedere informazioni. Una signora anziana, devota, mi spiegò tutto. Decisi di andarci. Venticinque chilometri all’andata, venticinque al ritorno.

La prima Messa mi lasciò stranita; tutto diverso. E perché quel silenzio? E perché il sacerdote tace per quasi tutto il tempo? Osservavo, da un angolino, sfogliando un ordinario della Messa che non sapevo seguire.

Confesso, il primo impatto fu quasi deludente. Ma decisi di perseverare. E a poco a poco un Amore cresceva e s’imponeva. Quel silenzio non era silenzio e basta: era un colloquio con Dio, che era lì, davanti a me, nelle mani del sacerdote che sollevava il Suo Corpo verso il cielo. Fui rapita. E iniziai la mia storia d’amore con la Messa di sempre.

Domenica dopo domenica, chilometro dopo chilometro, lite dopo lite con una famiglia che non capiva che bisogno c’era di fare tutta quella strada, quando avevo la chiesa in paese.

Torno ogni tanto nella chiesa della mia parrocchia, ma non riesco a pregare: non c’è silenzio, non c’è sacralità, non c’è rispetto. E anche la comunione ha un altro “gusto”.

Dio poi mi ha fatto la Grazia di darmi una Messa in più alla domenica, nel pomeriggio, poiché, per motivi di lavoro, lavorando alla domenica mattina a settimane alterne, ero costretta, sconsolata, a seguire quella del sabato sera nella mia parrocchia.

Ma il miracolo più grande lo ha fatto con mio zio: è venuto con me alla Messa, è rimasto incantato e si è confessato. Dopo quarant’anni.

Raffaella, 37 anni

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Le precedenti testimonianze sono state pubblicate qui.

 

 

 

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