Trovare la fede ad Harvard. Cinque storie di conversione

Percorsi diversi, ma con la stessa destinazione: la parrocchia cattolica di St. Paul a Cambridge, nel Massachusetts, dove, durante la Messa della Veglia pasquale, trentuno persone sono state accolte nella Chiesa cattolica.

***

Per una di loro tutto iniziò con l’invito a una festa per un gelato. Un altro dice di aver creduto subito nella Presenza Reale nel momento stesso in cui qualcuno gli spiegò che cosa fosse l’oggetto rotondo che tutti guardavano durante l’adorazione eucaristica. Per un altro ancora sono state le poesie di T.S. Eliot e un incontro apparentemente fortuito con un sacerdote. Percorsi diversi, ma stessa destinazione: la St. Paul Parish a Cambridge, nel Massachusetts, dove trentuno persone sono state accolte nella Chiesa cattolica durante la Messa della Veglia Pasquale, sabato 16 aprile.

St. Paul è una chiesa in mattoni, in stile romanico, quasi centenaria. Il campanile domina Harvard Square. I ritardi nella programmazione causati dal Covid-19 sono in parte responsabili dell’alto numero di catecumeni (non battezzati) e candidati (battezzati non cattolici) di quest’anno, come spiega don Patick J. Fiorillo, vicario parrocchiale di St. Paul: “Sicuramente un segmento significativo di persone ha iniziato a pensare più profondamente alla vita e alla fede durante il Covid-19. Quindi uscire dal Covid ha dato loro l’opportunità di fare il passo successivo e andare avanti”.

Don Fiorillo è il cappellano universitario dell’Harvard Catholic Center, la cappellania con sede a St. Paul per studenti universitari e laureati dell’Università di Harvard e di altre istituzioni accademiche della zona. Quest’anno, diciassette dei trentuno iniziati erano studenti di Harvard.

Dice don Fiorillo: “Tutti presumono che, poiché si tratta dell’Harvard Catholic Center, qui le persone siano molto intelligenti e quindi molto intellettualmente orientate verso la loro fede, il che è sicuramente vero per alcuni. Ma direi che la maggior parte non è qui per pensare intellettualmente la propria strada verso la fede. Alcuni lo fanno, ma la maggior parte si trova in circostanze di vita ordinarie. Cercano la loro strada, mettono in discussione le vie del mondo e vogliono soddisfare il desiderio, che è nei loro cuori, di qualcosa di più. Per me è un onore. Mi dà speranza vedere tutta questa nuova vita e nuova fede. E quando ne parlo ad altre persone, dà loro speranza sentire che molti giovani continuano a convertirsi al cattolicesimo, e lo fanno in un luogo laico come Cambridge”.

Prima della veglia pasquale, abbiamo parlato con cinque dei convertiti. Ecco le loro storie.

Katie Cabrera, matricola di Harvard di diciannove anni, si dice entusiasta di aver sperimentato per la prima volta, nella Messa della Veglia pasquale, il “potere trasformante di Cristo attraverso il suo corpo e il suo sangue”. Nativa di Dorchester, nel Massachusetts, Katie racconta di essere stata battezzata da bambina e di provenire da una famiglia di immigrati dominicani. Suo padre, cresciuto in una zona estremamente povera, non aveva un’istruzione formale, ma non abbandonò le tradizioni della fede cattolica. L’amore e la fede cattolica del padre hanno ispirato profondamente Katie. Tuttavia, crescendo, la ragazza frequentò con la madre una chiesa aconfessionale, dove avvertì che gli insegnamenti mancavano di enfasi sull’amore e la misericordia di Dio. Decise così di abbandonare, ma “anche se me ne sono andata, ho sempre saputo di credere in Dio”. Dice Katie: “Mi trovavo in un posto in cui mi sentivo un po’ persa. Avevo la fede, ma non sapevo cosa farne. Nel mio cuore c’era un vuoto”. Dopo essere arrivata ad Harvard, accettò l’invito di un’amica a partecipare a una festa del gelato all’Harvard Catholic Center, “ed è così che è iniziato tutto”. Una volta aggiunta alla mailing list degli eventi del centro, Katie sentì la chiamata: diventare ufficialmente cattolica. “La dottrina cattolica sui sacramenti non fu un ostacolo, poiché don Fiorillo spiegò tutto per bene. Non appena don Patrick iniziò a insegnare la dottrina sul matrimonio e la famiglia, la teologia del corpo e i sacramenti, mi sono detta: questo è ciò che ho cercato per tutta la vita”.

Kent Shi ride mentre ricorda quanto era sconcertato la prima volta che ebbe modo di assistere all’adorazione eucaristica a Santa Maria dell’Assunzione a Cambridge. Qualcuno gli spiegò che ciò che stava guardando era l’Eucaristia esposta all’interno di un ostensorio. “E che cos’è l’Eucaristia?” chiese Kent.

Papa Francesco alla Veglia pasquale ha detto che il Signore risorto ha spogliato il male del suo potere. Per molti non cattolici che stanno pensando di entrare nella Chiesa cattolica, la presenza reale potrebbe essere un grosso ostacolo, ma non è il caso di Kent. Il quale racconta: “Una volta che quel giorno mi fu spiegata l’Eucaristia, ho subito creduto”. Kent, venticinque anni, si considerava un agnostico: non credeva in Dio. Tuttavia, tra il primo e il secondo anno alla Kennedy School of Government di Harvard accettò di frequentare le funzioni in una chiesa presbiteriana. Un giorno, nell’estate del 2021, fu colpito da un crocifisso che si trova all’esterno della chiesa di St. Paul. “Ci ero passato più volte alla settimana per mesi e non l’avevo mai notato, ma quel giorno ne rimasi profondamente commosso”. Poco dopo accettò l’invito di un amico per partecipare all’adorazione eucaristica a Santa Maria, anche se “non sapevo cosa significasse l’adorazione”. Non sapendo in cosa si stesse cacciando, chiese quale fosse il codice di abbigliamento per l’occasione, e un amico gli rispose: “Rispettoso”. E così, vestito con camicia abbottonata, Kent si sedette in prima fila. Non passò molto tempo e iniziò a partecipare alla Messa a St. Paul e al programma per l’iniziazione cristiana degli adulti. Dice: “Qui ci sono molti figli e figlie prodighi. Apprezzeremmo davvero, specialmente io, le vostre preghiere per noi”.

Loren Brown, venticinque anni, di La Center, Washington, racconta di provenire da una famiglia cattolica non praticante e di non essere stata battezzato. Non pensò molto alla fede fino al semestre primaverile del primo anno, quando i suoi amici cattolici “iniziarono a mettere in discussione la mia mancanza di impegno per la fede”. Più tardi, quando gli studenti furono mandati a casa per seguire le lezioni on line a causa della pandemia, ebbe il tempo di riflettere e iniziò a leggere alcuni dei libri che le erano stati consigliati. Le poesie di T.S. Eliot (in particolare Four Quartets) e Le confessioni di sant’Agostino la spinsero verso la fede. Loren descrive la sua conversione come un processo graduale, che l’ha spinta in un angolo. Ma ha avuto un ruolo anche un incontro casuale con un prete. Tornando nella sua camera, un giorno dell’estate del 2021, incontrò un uomo che indossava un collare bianco fuori dalla chiesa di St. Paul, nella trafficata Mount Auburn Street. Era padre George Salzmann, cappellano dell’Harvard Catholic Center. “Mi chiese come stavo, cosa stavo studiando e scoprimmo un interesse comune per sant’Agostino”. La settimana successiva, Loren si ritrovò seduta in chiesa, per la sua prima Messa domenicale a St. Paul. Da allora, non ha perso una domenica, una routine che l’ha portata a unirsi al programma per l’iniziazione cristiana degli adulti. Ora dice che evidentemente nel suo desiderio di frequentare Harvard c’era molto di più di ottenere una specializzazione. “Quello che volevo da Harvard è completamente cambiato. Invece di un’istruzione che mi prepari per un lavoro o una carriera, ora ne voglio una che mi formi come essere umano e morale”.

Verena Kaynig-Fittkau, quarantadue anni, è un’immigrata tedesca. Arrivò negli Stati Uniti dieci anni fa con suo marito per fare ricerca post-dottorato in biomedicina presso la Harvard Engineering School. La coppia si stabilì a Cambridge, dove ebbe il primo figlio. Due successive gravidanze si conclusero con un aborto spontaneo e la seconda perdita fu schiacciante per Verena, cresciuta come luterana senza una fede forte. In un Giorno del Ringraziamento si ritrovò in ginocchio, implorando Dio: “Non ce la faccio da sola. Per favore, aiutami”. Dio rispose alla preghiera facendole conoscere un’altra madre, incontrata in un parco giochi. Era una cristiana che in seguito invitò Verena a partecipare ai servizi in una chiesa presbiteriana a Somerville, nel Massachusetts. In quella chiesa c’era molta enfasi sulla “sola fede”, ma Verena si chiedeva se la sua fede fosse abbastanza profonda. Fu un video su YouTube dedicato all’Eucaristia, di padre Mike Schmitz, a condurla verso il cattolicesimo. Incuriosita, incominciò a guardare video simili di altri cattolici, tra cui padre Casey Cole, il vescovo Robert Barron, Matt Fradd e Scott Hahn, ognuno dei quali l’avvicinò sempre più alla fede cattolica. Poiché, come ricercatrice e docente ad Harvard, conosceva St. Paul, un giorno decise di partecipare alla Messa celebrata lì, e fissò un appuntamento con don Fiorillo. Quando si incontrarono, il sacerdote rispose a tutte le domande contenute in quello che Verena definisce “un elenco di problemi protestanti nei confronti del cattolicesimo”. Tre settimane dopo entrò nel programma per l’iniziazione cristiana degli adulti. Ricordando la sua prima esperienza all’adorazione eucaristica, Verena racconta che era stranissimo per lei stare ad adorare un sole dorato. Tuttavia, una conversazione con un sacerdote gesuita la aiutò a capire meglio, fino a scoprire che “passare del tempo davanti al Santissimo Sacramento è fantastico”.

Kyle Richard, trentasette anni, vive nel quartiere di Beacon Hill a Boston e lavora in una start-up tecnologica. Sebbene sia cresciuto in un centro culturalmente cattolico della Louisiana, i suoi genitori lasciarono la fede cattolica e si unirono a una chiesa evangelica. Richard dice di aver trovato quella chiesa “intimidatoria”, il che lo portò ad abbandonare del tutto il cristianesimo. Quando Richard aveva poco più di vent’anni, suo padre ebbe un cancro al pancreas e prima di morire espresse il desiderio di tornare alla Chiesa cattolica. Non confessò i suoi peccati a un sacerdote né ricevette l’unzione degli infermi, ricorda con tristezza Richard, che inizialmente si allontanò ulteriormente dalla Chiesa, pensando che il cristianesimo fosse semplicemente qualcosa che la gente usava come calmante. Ma anni dopo, mentre stava divorziando, cambiò idea. Sentendo di dover dare al cristianesimo “una giusta possibilità”, iniziò a recitare il rosario nella speranza di placare la sua ansia. La preghiera gli diede pace e divenne la porta d’ingresso alla fede cattolica. In poco tempo si ritrovò a leggere la Bibbia sul sito web del Vaticano, a scaricare App di preghiera e a meditare sulle Scritture. Una ricerca nel web lo portò a St. Paul, dove l’adesione al programma di iniziazione cristiana per gli adulti fu la continuazione naturale del cammino. “E ora penso – dice Richard – che mio padre sarebbe orgoglioso di me”.

Fonte: infocatolica.com

I miei ultimi libri