Sacri tradimenti. Si chiude la parabola di Maradiaga?

Cari amici di Duc in altum, il cardinale Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, coordinatore del Consiglio cardinalizio che da anni lavora alla riforma della curia romana, durante la Messa crismale nel Giovedì Santo ha detto: “È l’ultima Messa crismale che presiedo come arcivescovo di Tegucigalpa. Voglio chiedere perdono ai sacerdoti, se per i miei limiti non ho saputo rispondere a quello che hanno il diritto di aspettarsi dal loro vescovo”. Parole che hanno fatto subito pensare a un prossimo ritiro del potente porporato, molto vicino a papa Francesco. Al momento non c’è stato alcun annuncio ufficiale e il portavoce dell’arcidiocesi ha detto che tutto dipenderà dal papa. In ogni caso in Honduras sul conto del cardinale è tempo di bilanci. E un bilancio particolarmente duro arriva da una persona che ha conosciuto bene Maradiaga. Si tratta di Martha Alegría Reichmann, vedova di Alejandro Valladares (per ventidue anni ambasciatore dell’Honduras presso la Santa Sede) e autrice del libro Traiciones sagradas, uscito anche in edizione inglese con il titolo Sacred Betrayals. A widow raises her voice against the corruption of the Francis Papacy (Sacri tradimenti. Una vedova alza la sua voce contro la corruzione del papato di Francesco, con prefazione dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò) nel quale la signora Martha denuncia non solo di essere stata raggirata dal cardinale ma anche come il Vaticano, e il papa in persona, avrebbero coperto le responsabilità del porporato nella vicenda di monsignor Juan José Pineda, vescovo ausiliare di Tegucigalpa e braccio destro di Maradiaga (me ne sono occupato qui).

In merito a tutto ciò, all’indomani dell’annuncio di Maradiaga, Martha Alegría Reichmann ha inviato a Duc in altum questo articolo.

A.M.V.

***

Quando i giusti prosperano, la città gioisce;

quando periscono gli empi sono grida di esultanza.

Proverbi 11:10

di Martha Alegría Reichmann

Alcuni giorni fa, durante la Settimana Santa, nel corso della celebrazione della Messa Crismale in Honduras, il cardinale Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga ha annunciato il suo ritiro.

Da quel momento, gli honduregni hanno dato il via a un’esplosione di commenti contro questo cardinale ampiamente ripudiato dal popolo. La rete è piena di articoli, video, interviste, caricature. Riguardano il presente, ma anche il passato. Sta così venendo allo scoperto tutta la malvagità di questo cardinale, tenuta nascosta fin dai primi anni Ottanta.

Il cardinale Maradiaga ha annunciato il suo ritiro nel preciso momento in cui l’ex presidente, Juan Orlando Hernández, viene estradato negli Stati Uniti per essere processato per traffico di droga e altri crimini commessi durante una dittatura segnata dalla più assoluta corruzione e piena di oltraggi contro i cittadini.

Rodríguez Maradiaga è stato visibilmente colluso con quel regime che ha trasformato l’Honduras in uno “Stato narco”. Come presidente della Conferenza episcopale, egli firmò una lettera a sostegno del colpo di stato del 2009. Poi a Roma negò il suo sostegno, forse perché il regime venne ripudiato dalla comunità internazionale e Rodríguez aveva aspirazioni al papato.

Ora Rodríguez Maradiaga si congeda, apertamente ripudiato dal suo popolo che gli rinfaccia di andarsene proprio quando, dopo dodici anni di governo dittatoriale, se ne va il suo amico e complice Juan Orlando Hernández e quindi resta senza protezione. Il popolo lo accusa con epiteti duri: corrotto, disonesto, traditore. Tutto in base alle prove che dimostrano come per vent’anni abbia protetto la terribile rete immorale, anche dal punto di vista finanziario, diretta dall’ex vescovo Juan José Pineda, e anche per aver nascosto il prete costaricano Enrique Vasquez, arrivato in Honduras in fuga dalla giustizia costaricana per aver violentato dei bambini.

Rodriguez Maradiaga è ripudiato non solo dal popolo, ma anche dai sacerdoti, ancora costretti a rimanere in silenzio, vista l’aperta protezione concessa da papa Francesco a Maradiaga. Una protezione che ha lasciato cadere tutte le accuse giunte in Vaticano e poi confermate al vescovo Pedro Casaretto nell’inchiesta fittizia ordinata da Bergoglio alla diocesi di Tegucigalpa e a Pineda. Dico fittizia perché il papa non ha risolto nulla, e un anno e mezzo dopo Pineda è stato fatto dimettere, ovviamente solo per “pulire” il nome infangato di Rodriguez e consentire al porporato di continuare a guidare il Consiglio dei cardinali.

Rodriguez Maradiaga ha commesso infami abusi rimuovendo diversi sacerdoti solo perché non assecondavano i capricci del suo adorato vescovo Pineda.

Il giornalista Emiliano Fittipaldi ha denunciato che Rodriguez Maradiaga per anni si è impossessato della somma di 35 mila euro al mese (assegno intestato a lui), soldi provenienti dall’Università Cattolica dell’Honduras “Nuestra Señora Reina de la Paz”. Il cardinale si è giustificato dicendo di aver speso il denaro per progetti riguardanti la Chiesa.

In Honduras la denuncia era stata pubblicata già un anno prima e il giornale Confidencial aveva parlato di “corruzione”. Ma Fittipaldi ha fatto un’altra scoperta. Nel suo articolo pubblicato su l’Espresso ha mostrato due blocchi di documenti: quelli dell’Università Cattolica e quelli della relazione che i vescovi hanno presentato a papa Francesco durante la visita ad limina.

Se dai documenti dell’università risulta che durante il 2015 il cardinale ha ricevuto 14,5 milioni di lempiras [la lempira è la valuta dell’Honduras, NdT] in quelli dei vescovi in visita ad limina quei soldi non appaiono come entrate dell’arcidiocesi. Solo 8,9 milioni di lempiras appaiono come entrate totali dai contributi annuali delle quaranta parrocchie honduregne. E Maradiaga non ha mai risposto sulla fine fatta dai soldi che gli ha dato l’università. Il cardinale è stato inchiodato alle sue responsabilità, ma non ha dato spiegazioni.

Quando il giornale Confidencial fece la denuncia nel 2016, Rodríguez aveva già messo da parte la bella cifra di 130 milioni di lempiras, somma mai contabilizzata. Basta un semplice calcolo per vedere com’è cresciuta quella cifra dal 2016 al 2022.

Successivamente, il cardinale ha dichiarato ai media cattolici, da lui controllati, che il papa gli aveva detto: “Sono ferito da tutto il male che ti è stato fatto. Non preoccuparti”. Ma nell’intervista, che è stata più che altro un monologo, Maradiaga ha raccontato una serie di bugie, con insulti e persino calunnie rivolte a terzi nel tentativo di giustificarsi. Tutto ciò con un crocifisso appeso al petto e facendo la vittima, ed è così che è riuscito a ingannare tanti ingenui fedeli.

Io sono una vittima di questo cardinale perché ha convinto me e mio marito, con l’inganno, a fare un investimento che si è rivelato fraudolento. Abbiamo perso in questo modo i nostri risparmi di una vita. Poi sono rimasta vedova, ma lui non mi ha mai dato spiegazioni. Mi ha voltato le spalle, commettendo il più infame dei tradimenti dopo una stretta amicizia di quasi quarant’anni.

Fu proprio mio marito, come ambasciatore dell’Honduras presso la Santa Sede, a prendere l’iniziativa affinché il Paese avesse un cardinale, e vedeva in rodriguez il candidato perfetto. Il nuovo cardinale acquisì un grande potere, ma proprio con quel potere, reso ancora più forte da Bergoglio, Maradiaga schiacciò la famiglia di quel fedele amico che era riuscito a fargli ottenere la porpora.

Ora sta andando in pensione. Dopo aver passato la vita a commettere in segreto azioni oscure di cui molti di noi non erano a conoscenza o sapevano solo quello che lui voleva farci sapere. Ha fatto del bene, non lo si può negare, ma ora, conoscendo l’essenza del suo agire, posso dire che forse il bene che ha fatto era finalizzato all’accumulare meriti in vista del suo sogno di diventare papa.

Ora si sta ritirando come si ritirò padre Marcial Maciel in Messico. Nella completa impunità, dopo aver condotto una doppia vita piena di sporcizia e falsità, portando vergogna alla Chiesa di Cristo e al suo Paese natale.

Adesso c’è ancora chi sta dalla parte di Maradiaga. Alcune sono persone umili e ingenue, che non conoscono la verità. Altre hanno fatto parte del sistema corrotto della dittatura. Altri ancora sono fanatici testardi che mettono l’uomo al primo posto, e poi Dio. E dalla sua parte resta anche il suo principale amico e protettore: papa Francesco.

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