CL, la lettera del cardinale Farrell e l’insegnamento di don Giussani sulla Chiesa

di Robi Ronza

Sono tra coloro i quali ritengono che quell’errore in tema di “successione del carisma”, di cui scrive il cardinale Farrell nella sua lettera al presidente della Fraternità di CL del 10 giugno scorso, avesse effettivamente trovato spazio nel passato recente del Movimento. E fra l’altro vi accennai nel mio libro Luigi Giussani, CL & oltre, uscito nel febbraio 2021, ossia circa un anno prima della lettera che lo stesso cardinale scrisse alla Fraternità di CL lo scorso 22 febbraio.

Non ho mai precisamente capito da chi fosse proposta, se da una persona o da un ambiente, ma di certo la sentivo girare e percepivo che veniva alimentata. Comunque su una cosa possiamo essere tutti d’accordo, sia chi aveva tale sensazione e chi non l’aveva: un’idea del genere è erronea e tra l’altro non proviene affatto da don Giussani, il quale come sappiamo visse il Movimento come un dono dello Spirito offerto a tutti. Pertanto il richiamo a guardarsene, che il cardinale ci fa a nome della Chiesa, va comunque accolto.

La Chiesa insomma ci chiama tutti ad assumerci, secondo la vocazione di ciascuno, la responsabilità del carisma del Movimento e a non esserne soltanto dei fruitori passivi. Mi dispiace che al cardinale Farrell siano giunte comunicazioni a seguito delle quali ha ritenuto opportuno ritornare su un argomento cui già aveva fatto riferimento nella sua lettera del 22 febbraio scorso; comunicazioni da cui ha avuto conferma che quell’idea erronea sulla successione del carisma circola eccome nel Movimento. E mi dispiace che Davide Prosperi abbia dovuto commentare lungamente gli argomenti del cardinale nella missiva che ha inviato ai membri della Fraternità a seguito della sua lettera.

Che CL non sia altro se non un modo di stare nella Chiesa era chiarissimo nelle parole e nell’opera di don Giussani, e così deve essere per tutti noi. Perciò dobbiamo essere innanzitutto lieti che il papa attraverso Farrell si stia occupando di noi, e ascoltare e valutare con cordiale attenzione ciò che ci viene detto. Personalmente ho meno dispiacere di Davide Prosperi per gli smarrimenti che eventualmente saranno provocati dalla nuova lettera del cardinale come pure dal dolore che sento annunciare qua e là. Dolore per che cosa? Mi sorprende che a quanto pare ci siano persone tra noi che fanno tanta fatica a ricordare quanto don Giussani ci ha insegnato sulla Chiesa.

Fonte: robironza.wordpress.com

 

 

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