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Quattro domande a Francesco Toscano (Ancora Italia e Visione Tv)

Crisi politica, nuovi equilibri, recupero della democrazia, necessità di un’aggregazione ampia in grado di sostenere le ragioni di chi oggi è mortificato e oppresso. Ne parliamo con Francesco Toscano, presidente di Ancora Italia e direttore di Visione Tv, una delle voci più popolari e apprezzate nell’informazione non asservita all’establishment dominante.

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Francesco Toscano, che cosa hai capito della crisi politica in atto?

La crisi politica in atto è chiaramente il risultato di una improvvisa rottura dell’equilibrio geopolitico che sovrintende la globalizzazione dalla caduta del Muro di Berlino fino ad oggi. Mario Draghi è espressione dei circoli atlantisti più ferocemente russofobici e bellicisti. La sua presenza alla guida di un grande Paese come l’Italia non è più pensabile né accettabile dentro il nuovo ordine multipolare che sta nascendo.

Sembra anche a te che siamo di fronte alle convulsioni finali di un quasi cadavere?

L’intera impalcatura istituzionale del nostro Paese è oramai cadaverica da troppo tempo. Da Monti in poi la democrazia è stata archiviata anche nella forma, non più solo nella sostanza. Il volere popolare non conta nulla e tutti si sentono legittimati a fare in Parlamento esattamente il contrario rispetto a quanto promesso in campagna elettorale. Nel 2018 hanno vinto forze apparentemente populiste e sovraniste. Forze che oggi esprimono un premier come Mario Draghi, incarnazione vivente di un establishment elitario e affamante.

Che impressioni raccogli girando per l’Italia?

Vedo molta gente disillusa ma fiera, stanca di essere raggirata da politicanti al servizio delle solite consorterie sovranazionali. Allo stesso tempo però In piazza ho incontrato le persone migliori di questo Paese: serene e dignitose nonostante le vessazioni subite ad opera di un potere sadico che sospende, tortura, diffama e isola i non allineati al pensiero unico draghiano.

Quando avremo una vera forza in grado di aggregare tutti quelli non più disposti a subire passivamente?

Con il congresso di Napoli del 16 e del 17 luglio, vergognosamente censurato dalla stampa di regime, abbiamo gettato i semi di una aggregazione ampia, plurale e forte in grado di difendere le ragioni degli oppressi. Lo abbiamo fatto mettendo da parte egoismi identitari che fanno obiettivamente il gioco del nemico.

 

Aldo Maria Valli:
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