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Lettera / Il chip nel cervello e un “battesimo” futuribile

di Laura Liberini

Caro Aldo Maria,

ho letto in Duc in altum l’articolo Microchip nel cervello. Il World Economic Forum e la realtà aumentata.

Realtà aumentata: ne parlano come di una grande innovazione tecnologica che ci aiuterà espandendo i nostri limiti umani. E ci allontanerà sempre di più da Dio, perché vuol farci credere che più misericordioso di Dio è Metaverso (e chi ha ideato tutto questo lo sa benissimo perché è proprio lì che punta).

Immagino una scena distopica: si vede una famiglia felice, tutta microchippata con marchio Neuralink, raccolta attorno a un bambino di sei anni emozionato, perché è il giorno del suo impianto. Il previdente papà ha acquistato il chip proprio il giorno del lancio del nuovo prodotto presso il più grande accredited shop, facendo una lunga fila sin dalle prime luci dell’alba.

Per impiantare quest’ultimo modello ci sarà un professionista che seguirà un rito e dirà ai genitori: “Carissimi, impiantando il microchip XYZ-123, voi vi impegnate a educare il vostro bambino secondo le regole del Politicamente Corretto perché impari ad amare il Nuovo Ordine Mondiale e il prossimo, come Schwab ci insegna. Siete consapevoli di questa responsabilità?”.

Risposta in coro: “Sì!”

Eseguito l’impianto, in modo semplice e indolore, tutta la famiglia si congratulerà col bimbo, e tutti consegneranno i regali, ovvero apparecchi collegati via Bluetooth col nuovo strumento di Realtà aumentata. Dopo di che il “battesimo” potrà dirsi terminato.

Leggo che la signora Kathleen Philips, esperta di nanotecnologie, vorrebbe mostrare grande lungimiranza e magnanimità nel prevedere la necessità, in futuro, di un consigliere etico per valutare l’opportunità, caso per caso, degli impianti. Ma io chiedo: non c’è già un grave peccato, che grida vendetta agli occhi di Dio, nel solo pensare a impiantare nel cervello qualcosa che “ingrandendo” il mondo fa scomparire sempre più la coscienza del trascendente, di Dio? Che fa dimenticare da Chi siamo stati creati?

L’autore del Salmo 138 dice: “Signore, tu mi scruti e mi conosci…dove andare lontano dal tuo Spirito, dove fuggire dalla tua presenza?… Se salgo in cielo, là tu sei, se scendo agli inferi, eccoti… sei tu che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel seno di mia madre. Ti lodo perché mi hai fatto come un prodigio…”.

Siamo stati creati come un prodigio! Purtroppo temo che per la povera signora Philips e per i suoi simili, quelli che decidono, la Creazione non sia affatto funzionale ai loro scopi, tutt’altro! E allora che fanno? Metaverso!

Dio ci liberi!

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blogducinaltum@gmail.com

 

Aldo Maria Valli:
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