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Appello / Comunione sulla mano: mettiamo fine ad abusi e profanazioni

di Piergiorgio Cesario

Gentilissimo Aldo Maria Valli,

le trasmetto questo appello affinché esso possa avere ampia diffusione anche tramite il suo seguitissimo blog. L’appello, rivolto sia ai pastori sia ai fedeli, riguarda la distribuzione della Santissima Eucaristia, questione sulla quale sembra calato un tremendo silenzio. Questione che taluni reputano marginale ed è invece di fondamentale importanza per i fedeli, la liturgia e la vita della Chiesa.

Essendo un docente di matematica sono abituato a essere preciso, diretto e concreto e quindi desidero prima di tutto fare il punto della situazione.

La famosa nota della Cei sulla ripresa delle celebrazioni dalla data del 18 maggio 2020, scritta in modo neanche molto chiaro, fu interpretata come un obbligo di distribuire la Comunione sulle mani. Il cardinale Sarah (allora prefetto per la Congregazione del culto divino e la disciplina dei sacramenti) chiarì più volte che tale obbligo costituiva un abuso in quanto le regole sulla distribuzione dell’Eucaristia, essendo stabilite dalla Santa Sede, possono essere modificate solo dalla Santa Sede stessa. In proposito la norma è molto chiara e ad essa rimando (Redemptionis Sacramentum, 2004, capitolo IV, paragrafo 92).

Su tale questione è intervenuto anche il canonista don Federico Bortoli, le cui precise e incontrovertibili considerazioni sono presenti in rete su YouTube.

Ora, nonostante nel giugno 2022 sia stata emanata una nuova nota della Cei che elimina l’illegittimo divieto di ricevere la Comunione in bocca, di tale nota non solo non è stata data diffusione ma in tutte le chiese si continua come prima, come se vigesse sempre l’illegittimo obbligo di dare la Comunione sulle mani.

Come non vedere allora una volontà di eliminare la Comunione in bocca? Dove si vuole arrivare?

Il mio appello rivolto ai fedeli è il seguente.

Non abbiate paura di presentarvi davanti al sacerdote senza le mani tese, facendo capire che volete fare la Comunione in bocca. Anzi, molto meglio in ginocchio, per testimoniare la nostra fede nella Presenza Reale di Gesù.

Non dimentichiamo le parole di Paolo VI (Istruzione Memoriale Domini, 1969): “Un cambiamento in cosa di tanta importanza, basata su una tradizione antichissima e veneranda, non tocca solo la disciplina; potrebbe dimostrarsi fondato il timore di eventuali pericoli derivanti da questo nuovo modo di distribuire la Comunione; il pericolo per esempio di un diminuito rispetto verso il Santissimo Sacramento dell’altare, o quello di una sua profanazione, o anche di un’alterazione della dottrina eucaristica.”

Dal 18 maggio 2020 a oggi in tante chiese questa situazione ha di fatto determinato abusi, irriverenze e sacrilegi (a volte involontari ma pur sempre gravissimi) nei confronti del Santissimo Corpo del Signore Gesù. Penso ai frammenti di ostie caduti a terra o magari rimasti nelle mani dei fedeli distratti e poi andati dispersi o calpestati (di alcune gravi irriverenze sono stato testimone in prima persona e di molte altre ho ricevuto notizia da persone affidabili).

Torniamo tutti insieme ad amare e adorare Gesù Sacramentato, il più grande dono che il Signore poteva farci e del quale, dopo duemila anni, non abbiamo ancora piena coscienza!

Preghiamo affinché la Vergine Santissima, Madre dell’Eucarestia, riporti nella Chiesa italiana quell’amore, quella fede, quell’adorazione che Gesù Eucaristia merita ma che da decenni ormai abbiamo visto affievolirsi sempre di più!

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blogducinaltum@gmail.com

 

 

Aldo Maria Valli:
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