L’ideologia gender nelle scuole. Due azioni urgentissime di Pro Vita & Famiglia

di Vik van Brantegem

Condividiamo di seguito un comunicato stampa dell’associazione Pro Vita & Famiglia Onlus: «Barricate a Treviso contro carriera alias nelle scuole. Gravissimo patrocinio centrodestra», seguito da una comunicazione di questa sera del portavoce dell’associazione, Jacopo Coghe, con la proposta di due azioni urgentissime, in riferimento al caso di Treviso.

La prima proposta è l’invito a firmare e diffondere la petizione contro l’ideologia gender nelle scuole, che ha raccolto già quasi 40 mila firme. Poi, in secondo luogo, visto che l’evento di domani a Treviso ha ricevuto il patrocinio della Commissione pari opportunità del Comune, che è amministrato dal centrodestra (molto grave e sconfortante perché dal centrodestra ci si aspetterebbe che difenda la libertà educativa dei genitori e che blocchi l’ideologia gender nelle scuole. Per questo Coghe chiede – dopo aver firmato e diffuso la petizione – di mandare una civile mail di protesta al sindaco di Treviso Mario Conte.

Barricate a Treviso contro carriera alias nelle scuole. Gravissimo patrocinio centrodestra

«Invitiamo le famiglie di Treviso a fare le barricate nelle scuole per difendere i loro figli dalla pericolosa proposta che la Rete Lenford-Avvocatura per i diritti Lgbti+ presenterà giovedì 20 ottobre per invitare i presidi degli istituti superiori della città (quindi anche le medie) ad adottare l’ideologica “carriera alias”. Si tratta di una procedura totalmente illegale che rafforza nei minori l’idea di essere “nati nel corpo sbagliato” anche in presenza di incertezze emotive superficiali o influenzate da mode e tendenze del momento, con danni psicofisici potenzialmente irreversibili come testimoniato da centinaia di adolescenti “detransitioner” che cercano disperatamente di tornare sui passi di scelte non adeguatamente ponderate. Se il centrodestra vuole il sostegno delle famiglie alle ormai prossime elezioni amministrative, il Comune deve ritirare il sostegno a questa pericolosa iniziativa. Chiediamo poi ai presidi delle scuole trevigiane di non introdurre nei loro istituti pratiche illegali che scavalcano la scienza e violano il patto di corresponsabilità educativa su cui si fonda l’alleanza con le famiglie degli studenti. Questo episodio rende ancor più urgente un intervento netto del prossimo Ministro dell’Istruzione contro l’ideologia gender nelle scuole, come chiesto dai quasi 40 mila sottoscrittori della nostra petizione», dichiara Jacopo Coghe, Portavoce di Pro Vita & Famiglia Onlus.

«Presentando l’evento, l’avvocato Valentina Pizzol della Rete Lenford sostiene che la carriera alias servirebbe ad anticipare “l’effetto della sentenza di cambio di sesso all’interno della scuola”. Una affermazione gravissima, dato che la sentenza per il cambio di sesso anagrafico riguarda un adulto e segue un lungo e complesso iter giuridico, sostenuto da visite e certificazioni mediche e cliniche sull’effettività e l’irreversibilità del processo dell’eventuale disforia di genere. Con la carriera alias a scuola, invece, si bypassa del tutto questo iter e si incatena un minore a una presunta “identità di genere” scollegata dal sesso biologico senza le adeguate verifiche imposte da un approccio scientifico e clinico. La carriera alias spalanca inoltre la porta ad altre iniziative che riguardano tutta la scuola e le altre famiglie, come i cosiddetti “bagni neutri” in cui ragazzi e ragazze possono entrare a prescindere dal loro sesso, in violazione delle norme vigenti. Siamo pronti a mobilitare madri e padri di Treviso perché non siano ingannati da una iniziativa che, invece di includere, non fa altro che confondere nel profondo i loro figli», conclude Coghe.

Comunicazione ricevuta stasera da Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia Onlus

Ho un aggiornamento grave e urgente. In questi giorni il movimento Lgbt sta aumentando la pressione sulle scuole italiane affinché introducano la cosiddetta carriera alias nei loro regolamenti interni [*].

Domani [20 ottobre] a Treviso si svolgerà un pericoloso evento promosso dalla Rete Lenford – Avvocatura per i Diritti Lgbt. La Rete Lenford è un’associazione di giuristi e avvocati che lavora per realizzare l’Agenda Politica Lgbt in ogni ambito sociale, compresa la scuola.

L’evento di domani riguarderà proprio la carriera alias: inviteranno i presidi di tutte le scuole superiori della città (anche le medie) a introdurla nei loro istituti. Gravissimo.

Sono già intervenuto con un comunicato [riporto sopra] ripreso dalla stampa locale:

Attenzione: non riguarda solo Treviso. La Rete Lenford ha annunciato che girerà di città in città in tutta Italia per organizzare eventi simili. È un attacco che ci riguarda tutti, dovunque ci troviamo.

Oggi possiamo fare qualcosa di davvero molto concreto per denunciare e bloccare questo attacco.

Ho bisogno che mi dedichi solo qualche minuto. Non pensi che ne valga la pena?

Se non hai ancora firmato la petizione contro l’ideologia gender nelle scuole, ti prego di farlo immediatamente (già quasi 40 mila firme).

Se hai già firmato, è della massima urgenza condividere il link della petizione nelle tue chat di WhatsApp con familiari, amici, conoscenti, colleghi, parrocchiani…

QUI c’è il link della petizione, firmala e/o condividila subito a più persone possibili, per favore.

Passa a questo punto solo dopo aver firmato e/o condiviso il link della petizione.

C’è una seconda piccola azione da compiere subito.

L’evento di domani a Treviso ha ricevuto il patrocinio della Commissione pari opportunità del Comune, che è amministrato dal centrodestra. È molto grave (e sconfortante). Dal centrodestra ci aspetteremmo che difenda la libertà educativa dei genitori e che blocchi l’ideologia gender nelle scuole. Per questo ti chiedo – dopo aver firmato e diffuso la petizione – di mandare una civile mail di protesta al sindaco di Treviso Mario Conte a questo indirizzo: QUI.

Puoi scrivere un messaggio simile a questo: «Gentile Sindaco Conte, le chiedo di prendere le distanze dall’evento organizzato dalla Rete Lenford a Treviso per promuovere la “carriera alias” nelle scuole: si tratta di una procedura ideologica e illegale che confonde e danneggia i minori. Cordiali saluti».

È importante mandare la tua civile mail di protesta oggi stesso, perché l’evento è domani.

[*] La carriera alias è una modifica (illegale) al regolamento scolastico che molte scuole stanno attuando, su pressione del movimento Lgbt, per trattare gli studenti in base all’identità di genere che loro dichiarano di auto-percepire, e non in base al loro sesso biologico maschile o femminile.

Faccio un esempio pratico. Marco, 15 anni, è ovviamente un maschio, ma “si sente” femmina. Questo suo sentimento, slegato dal sesso biologico, è definito identità di genere. Se la sua scuola ha introdotto la carriera alias nei suoi regolamenti (su pressione del movimento Lgbt), Marco potrà chiedere di essere trattato in tutto e per tutto sulla base del suo sentimento – della sua presunta identità di genere – e quindi come se fosse davvero una femmina. Sarà chiamato con un nome femminile che lui sceglierà, e che sarà modificato anche sul registro elettronico e nei documenti scolastici. Di conseguenza, potrà usufruire dei bagni e degli spogliatoi per le femmine. Tutto ciò, rimanendo un maschio.

Questa è la carriera alias: un regolamento illegale con cui la scuola tratta uno studente o una studentessa non in base alla sua identità sessuale reale (maschile o femminile) ma in base alla sua presunta identità di genere auto-percepita.

Il problema è che oggi i giovani sono sottoposti a un continuo bombardamento culturale e mediatico che li invita a mettere in dubbio la loro sessualità, e che insinua nelle loro menti e nel loro animo la tremenda menzogna di essere “nati nel corpo sbagliato”. La società dovrebbe aiutare gli adolescenti a resistere a questo bombardamento ideologico e a restare saldamente ancorati al REALE. Cioè al fatto di essere maschi e femmine, uomini e donne. Invece, con la carriera alias, la scuola avalla e incoraggia questo caos ideologico interiore, addirittura istituzionalizzandolo. È incredibilmente grave, incredibilmente pericoloso, incredibilmente dannoso».

Nel frattempo dal Regno Unito arriva la notizia che i detenuti trans “con genitali maschili” non potranno più stare nelle carceri femminili.

Dopo gli scandali e le denunce di numerose associazioni, finalmente le autorità britanniche hanno deciso di rivedere quelle assurde policy che negli ultimi anni hanno permesso di tenere dei prigionieri maschi transgender all’interno delle carceri femminili.

Il sottosegretario alla Giustizia del Regno Unito, Brandon Lewis, ha annunciato che i prigionieri transgender “con genitali maschili” non dovrebbero più essere detenuti nelle carceri femminili, specificando che presenterà una nuova policy a questo riguardo entro la fine dell’anno. Lewis ha dichiarato inoltre che le esenzioni a queste nuove regole saranno valutate caso per caso e che quest’ultime varranno anche per le donne transgender che sono state condannate per reati sessuali. Tra gli applausi, il sottosegretario ha dichiarato espressamente che “non può essere giusto che i detenuti transgender che sono stati condannati per gravi reati sessuali o che non hanno subito un intervento chirurgico di riassegnazione di genere vengano ospitati in un carcere femminile”.

Fonte: korazym.org

 

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