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Lettera / And the winner is…

Cari amici di Duc in altum, non giudicatemi male se pubblico la lettera che trovate qui sotto. Non è per autoesaltazione. Semplicemente, il lettore Max mi ha strappato un sorriso che desidero condividere.  

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Caro Valli,

è da qualche anno che la seguo, sia nel blog sia negli interventi in giro per il web, dove spesso è interpellato da siti più o meno amici.

Diciamo che dal tempo del Covid (ormai ci tocca scandire gli ultimi anni con questa delimitazione, avanti Covid e dopo Covid, come vogliono i signori di Davos per scimmiottare e sostituire il più grande Evento della storia umana), sto seguendo una serie di persone verso le quali avverto una sorta di affinità elettiva, per il loro modo di considerare la cosiddetta pandemia e per la Weltanschauung in generale, almeno relativamente all’escatologia e alle cose ultime, le più importanti della nostra vita.

Pian piano quindi mi si è venuto a formare un elenco di persone (alcune le conoscevo già, altre no) che ho “salvato” nei preferiti del mio browser. Naturalmente, non tutte hanno retto il passaggio del tempo. Molte si sono discostate, più o meno sensibilmente, da quella che io consideravo la retta Via (o almeno così io iniziavo a configurarmela, perché posso dire che anche il mio è stato un work in progress, sia pure con basi abbastanza solide, spero) e alcune si sono proprio perse e non le seguo più.

Ma ecco, dei miei maître à penser di riferimento degli ultimi anni il catalogo è questo: Meluzzi, Lamendola, Viglione, Toscano, don Minutella, monsignor Viganò, Valli, Langone, Cionci, Tosatti, don Pompei, De Mari, Blondet, don Ricossa. Qui finisco. Potrei aggiungerne tanti altri (ad esempio  Toscano, il quale però con l’inserimento del comunista Rizzo nelle liste elettorali mi ha davvero deluso).

L’elenco, come si vede, è quanto mai confuso e variegato e buttato giù di corsa. Se però ora da questo gruppo devo estrarre, dopo quasi settanta mesi di valutazioni, considerazioni e scremature, una persona che si staglia su tutte le altre, posso proprio annunciare che per me: the winner is Aldo Maria Valli!

La goccia che ha fatto traboccare il vaso dell’ammirazione (che comunque era già strapieno) e mi ha spinto a urlare à tout le monde questo peana per lei (peraltro inutile e forse anche un poco ridicolo, visto che è inviato da un neo-pensionato e non da un adolescente con lo Sturm und Drang dentro) è stato il suo recente articolo I cattocovidisti e il mio nervoso.

In quell’articolo lei mi ha letteralmente tolto i pensieri dalla testa e li ha messi nero su bianco. E sono orgoglioso di pensarla completamente come lei, di avere le sue stesse indignazioni e gli stessi sussulti.

Io forse sarei più feroce (alla Langone), ma un’altra cosa che apprezzo di lei è la signorilità e il contegno che ha sempre dimostrato in tutti i suoi interventi.

E sì che lei ne avrebbe di attestati da mostrare con il suo passato prestigioso di vaticanista Rai (nel mondo basterebbe solo questo per dire a volte “lei non sa chi sono io”, ma naturalmente è ben lungi da lei farsi forza con tali mezzucci, anzi io l’ho sempre vista come persona molto umile).

Ed è anche un bell’uomo col suo sguardo azzurro, e chissà quanto sarà piaciuto alle donne, e quante tentazioni avrà dovuto sopire! (Non si stupisca di quest’ultima considerazione. Garantisco di essere totalmente eterosessuale e straight-oriented, felicemente sposato con tre figli. Però nella mia misera e troppo mondana concezione del mondo l’essere fisicamente piacenti è un ulteriore atout se unito allo sforzo di provare a vivere convintamente da cattolico secondo la Tradizione e l’Ortodossia).

Vabbè, mi sono lasciato andare troppo. Levo il cognome, perché un po’ mi vergogno. Spero che non si vergogni lei, caro Valli, di pubblicare questo mio messaggio sconclusionato ma mosso, l’avrà capito, da sincera stima e ammirazione.

Max

 

Aldo Maria Valli:
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