La gestione del Covid e l’arte delle bugie davvero grosse

Cari amici di Duc in altum, vi propongo la traduzione-riduzione di un articolo che mi ha colpito. L’autore, David Bell, è un medico clinico americano, esperto di sanità pubblica, con un dottorato di ricerca in salute della popolazione, medicina interna ed epidemiologia delle malattie infettive. Si è occupato di tecnologie sanitarie, è stato responsabile di un programma contro la malaria e le malattie febbrili acute e ha coordinato la strategia di diagnostica della malaria per conto dell’Organizzazione mondiale della sanità.

In questo articolo affronta le strategie messe in campo dalla sanità pubblica globale contro il Covid illustrando i meccanismi che hanno portato a fabbricare un sistema di falsità. Really Big Lies  (bugie davvero grosse) è il principio utilizzato ampiamente.

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In un mio precedente lavoro avevo un capo che mentiva molto. Le sue bugie erano pura fantasia, di portata enorme. Ma venivano dette con l’aria più sincera. E avevano molto successo. Un successo che si fondava sulla riluttanza della maggior parte delle persone a pensare che qualcuno che occupava una posizione di autorità in un’organizzazione umanitaria avrebbe potuto ignorare completamente ogni parvenza di realtà. La gente pensava che le affermazioni di quel mio capo dovessero essere vere poiché fabbricare informazioni a tal punto false, in quelle circostanze, sembrava una sfida alla logica.

Il principio Really Big Lies  (bugie davvero grosse) si basa sul fatto che le bugie sono così separate dalla realtà che l’ascoltatore piuttosto che dubitare delle affermazioni della persona che dice le bugie presumerà che sia la propria percezione a essere errata. L’idea è che solo una persona folle o ridicola farebbe affermazioni così stravaganti e un’istituzione credibile non assumerebbe una persona del genere. Dato che l’istituzione è apparentemente credibile, anche le affermazioni devono essere credibili, e quindi si è spinti a credere che quella sbagliata sia la precedente percezione della realtà da parte dell’ascoltatore.

Le bugie piccole, al contrario, possono essere percepite come sufficientemente vicine alla realtà conosciuta da essere individuate come palesemente sbagliate. Insomma, inventare di sana pianta la verità può essere più efficace che piegarla.

All’inizio, i miei colleghi mi chiedevano di “fare qualcosa al riguardo”, poiché pensavano ancora che l’organizzazione non dovesse mentire alle nostre fonti di finanziamento, ai partner o al pubblico durante le riunioni scientifiche. Nel corso del tempo, però, molti di questi stessi colleghi avrebbero appreso a loro spese che l’integrità è una scelta sbagliata in termini di carriera professionale: bravi membri della squadra erano infatti considerati quelli che sostenevano le false narrazioni.

Sebbene fossi ben consapevole di quanto sia fragile la posizione di chi sceglie l’integrità, quel lavoro mi insegnò molto sul comportamento umano. Alla fine solo una minoranza rifiutò di rendersi complice delle falsità. Per me fu quindi un’ottima preparazione alla situazione che si sarebbe venuta a creare con il Covid-19 e poi con l’evoluzione della crisi di credibilità della salute pubblica globale.

Le persone che lavorano nel settore della salute globale vogliono, come tutti, un reddito dignitoso e che i loro figli abbiano un’assistenza sanitaria affidabile e una buona istruzione. Hanno belle vacanze di cui godere, capi da impressionare favorevolmente, subordinati con cui collaborare. Qualche tempo fa, prima del Covid, quando la salute globale si preoccupava di sostenere una narrativa centrata sui diritti umani e a favore della comunità, per avere successo occorreva sostenere a voce alta e sincera la vigilanza sulla comunità, il consenso informato e l’importanza dell’assistenza centrata sul paziente. Come affermava la Dichiarazione di Alma Ata nel 1978, e l’Oms ha ribadito nel 2018: “Le persone hanno il diritto e il dovere di partecipare individualmente e collettivamente alla pianificazione e all’attuazione della loro assistenza sanitaria”. Inequivocabile, chiaro. Ma tutto ciò ha un difetto: costituisce un modo assai scadente di realizzare rapidi ritorni economici in base all’investimento di un finanziatore.

Il Covid-19 ha spianato la strada a un futuro pandemico che era molto desiderato. Per gli investitori, la nuova risposta della salute pubblica sperimentata durante la pandemia è stata molto più attraente della precedente visione, perché ha dato luogo a una centralizzazione e mercificazione che ha creato grandi opportunità per la crescita economica. L’avvento del Covid-19 ha finalmente giustificato decenni di pazienti investimenti in partenariati pubblico-privato.

In vista della monetizzazione della salute pubblica globale c’era un unico ostacolo da rimuovere: la verità. Ebbene, il Covid-19 ha fornito l’opportunità di dimostrare che anche quest’ultimo ostacolo può essere eliminato. Come? Mediante la menzogna sistematica e la denigrazione di coloro che dicono la verità. Il tutto sostenuto da una campagna di psicologia comportamentale ben gestita.

La risposta che è stata data alla pandemia ha così fornito un modello non solo in vista di maggiori guadagni aziendali, ma anche per quanto riguarda la certezza del posto di lavoro e l’espansione delle opportunità di tutto l’esercito di burocrati e professionisti della salute, per lo più occidentali, che riempiono gli uffici, le sale riunioni e le sedi di business class delle varie organizzazioni che si occupano di attuare i programmi. Il Covid-19 ha reso rispettabile ciò che prima non lo era: perseguire prima di tutto l’interesse economico.

Apparentemente, come malattia, il Covid-19 non sembra una buona scelta in vista di un reset sociale su scala globale. Nei paesi occidentali la morte per Covid riguarda per lo più i vecchi oltre i settantacinque anni e i casi gravi sono generalmente circoscritti ai pazienti che hanno già un’aspettativa di vita ridotta a causa di patologie metaboliche e obesità. I paesi che non hanno voluto o non sono riusciti ad attuare misure per limitare e impoverire la propria popolazione, come la Svezia e la Tanzania, hanno avuto tassi di malati e di mortalità del tutto simili a quelli che hanno invece optato per i lockdown.

Inoltre, nel corso della pandemia i ricoveri ospedalieri medi – mi riferisco a Regno Unito e Stati Uniti – sono diminuiti, il che non è proprio quello che ci si aspetterebbe da un agente patogeno che deve provocare terrore e caos. D’altra parte, i lockdown hanno devastato le economie, con conseguente aumento, nei paesi più poveri, delle malattie infettive e della malnutrizione. Anche i vaccini Covid sono stati inutili, dato che gli alti tassi di vaccinazione non hanno certamente avuto un impatto notevole sull’infezione e sulla trasmissione della malattia. Infine, la mortalità segnalata e gli eventi avversi associati a questi vaccini sono superiori a quelli di tutti gli altri vaccini nell’arco degli ultimi trent’anni.

Il Covid-19, quindi, ha messo di fronte a un bel po’ di fatti da prendere in considerazione, ma questa è esattamente la situazione in cui la logica delle Really Big Lies può funzionare. Le bugie grosse sono state necessarie sia per ingannare il pubblico, sia per fornire una struttura all’interno della quale gli operatori sanitari potessero attuare la loro politica.

Giocando sulla paura, separando i dati dal contesto e diffondendo ovunque e senza sosta informazioni false, nella sanità pubblica è stato costruito un sistema di credenze completamente nuovo per sostituire la visione corretta basata sull’evidenza degli anni precedenti. La realtà è stata sostituita da un dogma del tutto separato da qualunque fondamento fattuale, ma è proprio questo il caso in cui diventa più facile seguire la propaganda, perché in questo modo non dobbiamo affrontare la dissonanza a cui ci troveremmo di fronte se prendessimo in considerazione i fatti.

Al pubblico è stato detto, in generale, che la risposta al Covid-19 è stata giusta, che i danni negli ultimi due anni sono stati causati dal virus e non dai lockdown, e che ora è legittimo utilizzare molto più denaro per test di massa e vaccini, così da impedire che ciò accada di nuovo. Affinché gli operatori sanitari mantenessero questa linea, è stato necessario introdurre una serie di nuovi dogmi, ugualmente avulsi dalla realtà e contraddittori rispetto a ciò che risultava evidente dai fatti. Ecco alcuni di questi dogmi.

  • È opportuno informare erroneamente il pubblico sui rischi legati alla malattia ed è meglio incutere timore al fine di ottenere il rispetto delle direttive sulla salute pubblica.
  • Le mascherine bloccano la trasmissione del virus per aerosol, e tutti gli studi di controllo che mostrano effetti minimi o nulli di tali misure devono essere ignorati.
  • Si prevede che l’immunità post-infezione sia scarsa e di breve durata, mentre i vaccini produrranno in qualche modo un’immunità molto più forte.
  • Il consenso informato per la vaccinazione non dovrebbe includere informazioni sui rischi dimostrati, in quanto ciò potrebbe promuovere l’esitazione vaccinale.
  • Indipendentemente dalla Convenzione sui diritti del fanciullo secondo la quale in tutte le azioni riguardanti i bambini la considerazione primaria deve essere l’interesse superiore del bambino stesso, è opportuno iniettare ai bambini farmaci privi di dati sulla sicurezza a lungo termine al fine di proteggere gli anziani.
  • Le pandemie stanno diventando più frequenti e più mortali, anche se i dati storici e il progresso della medicina moderna indicano esattamente il contrario.

Molti altri sarebbero i dogmi da citare, ma può bastare. Tutto ciò che sostengono è immorale e chiaramente privo di senso, ed è anche contraddetto dalla precedente gestione della salute pubblica. Ma proprio questo è il punto. Se queste posizioni fossero solo leggermente false, darebbero luogo a discussioni e dibattiti. Invece, essendo bugie grosse, ecco che contestarle significa mettere in discussione un intero sistema di autorità e apprendimento, nonché l’intera attuale gerarchia della sanità pubblica. Ma ciò metterebbe a rischio un intero settore occupazionale e sarebbe fonte di stress. Al contrario, l’adesione ai nuovi dogmi consente un percorso di carriera positivo e significa sicurezza finanziaria. Il successo richiede l’adesione alla narrazione e l’adesione va dimostrata ripetendo il dogma in modo che il mondo esterno possa vedere che c’è solo consenso.

Stando così le cose, la sanità pubblica internazionale è diventata una minaccia per la salute e il benessere. Nei paesi più poveri si sta diffondendo la malnutrizione, sta aumentando la malaria e la tubercolosi, si sta distruggendo la credibilità di programmi sanitari legittimi come la vaccinazione infantile di routine. Mentre aumentano i loro guadagni, i professionisti della sanità pubblica stanno tradendo la società e la loro missione. Un tradimento, basato sulla menzogna ripetuta, di cui un giorno dovranno inevitabilmente rispondere. A un certo punto anche i più devoti seguaci dei nuovi dogmi incominceranno a mettere in discussione il senso di indossare una maschera all’ingresso di un ristorante solo per rimuoverla dieci passi dopo, o di vaccinare vaste popolazioni contro una malattia poco mortale mentre la gente muore per altre malattie che potrebbero essere prevenute.

La via d’uscita? Semplice: rifiutarsi di mentire e di coprire le bugie degli altri. Questo può sembrare ovvio, ma purtroppo non lo è. Gli stipendi più alti e l’accresciuta stima pubblica sono qualcosa che difficilmente consentono alle professioni sanitarie di allontanarsi dalla narrazione falsa. Eppure la verità un giorno verrà fuori. I culti alla fine decadono quando i leader si ubriacano di potere e i devoti più devoti lottano per rimanere ossequiosi.

Torno all’inizio. Il mio capo che raccontava grosse bugie era rispettato solo da coloro che mentivano a loro volta e da coloro che volevano essere ingannati. E in tutto ciò c’è ben poca dignità. Ecco il problema. Coloro che ancora lavorano per promuovere l’ondata di bugie nella salute pubblica, o tengono la testa bassa mentre queste bugie danneggiano gli altri, dovranno decidere quale rispetto vorranno avere di loro stessi. Si possono ingannare molti, e talvolta anche se stessi, ma alla lunga non si può sfuggire alla verità.

Fonte: propagandainfocus.com

 

 

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