Lo scempio arriva anche nella cattedrale di Asti. Lo impone l'”adeguamento liturgico”

Al pari delle cattedrali di Alba, Biella, Cuneo, Vigevano anche quella di Asti sta per essere “rinnovata” dall’”adeguamento liturgico”.

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Presbiterio tutto spostato in avanti, ambone cubico, altare come masso erratico e seggiolone episcopale tipo lego (che peraltro non sfigurerebbero in una chiesa moderna) irromperanno con violenza – quali meteoriti – nel sublime gotico delle navate.

La diocesi di Fossano che dovrebbe essere da vent’anni unita a Cuneo è diventata il laboratorio progressista del Piemonte e, secondo il suo vicario generale e liturgista nonché aspirante vescovo, i vecchi splendidi altari barocchi devono essere, in sequenza, prima oscurati e poi musealizzati e resi spogli come il Venerdì Santo. Operazione perfettamente riuscita nel santuario diocesano di Cussanio ed esemplata ad Asti.

Non c’è però da inquietarsi troppo. La Chiesa vive nei tempi lunghi e lunghissimi e tali brutture ad essi non resisteranno.  Gli horribilia descritti – sempre dai costi esorbitanti e generosamente foraggiati dall’otto per mille – hanno i decenni contati, non solo perché esteticamente improponibili ma perché assurdamente anti-liturgici e poi perché il movimento che oggi sembra marginale avanza lento ma inesorabile. Tantum aurora est.

Fonte: lospiffero.com

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