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Sugli studenti che spararono alla prof e sono stati promossi col nove in condotta

Attenzione! Il presente articolo contiene IRONIA e SARCASMO. In caso di comprovata allergia a IRONIA e SARCASMO si raccomanda di astenersi dalla lettura.

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di Aldo Maria Valli

Vorrei fare i complimenti al corpo docente dell’Istituto tecnico industriale di Rovigo. Gli esimi professori hanno infatti deciso di promuovere con il nove in condotta gli studenti che tempo fa spararono pallini di plastica all’indirizzo di una loro insegnante, la quale rischiò di perdere l’uso di un occhio.

Ritengo che i bravi professori dell’Itis di Rovigo, schierandosi contro la bocciatura o, peggio, l’espulsione degli alunni pistolettari, si siano comportati con coerenza e lungimiranza.

Quand’ero studente (parliamo di un’epoca molto lontana nel tempo ma non nella mia memoria), desiderai più volte sparare qualcosa all’indirizzo di alcuni insegnanti: pallini di plastica, ma anche, a dirla tutta, pallettoni. Tuttavia non ne ebbi mai il fegato. Trattenuto da assurde remore morali, mi limitai a qualche improperio mentale, mantenendo sul piano pratico un atteggiamento irreprensibile. Era, quella, un’epoca ancora dominata da idee oscurantiste, non in grado di valorizzare la spontaneità di cui le giovani generazioni sono naturalmente ricche. Fu così che, intralciato da inutili scrupoli, non mi procurai mai la pistola sulla quale andavo fantasticando.

Ma i tempi son cambiati e giustamente gli esimi professori di Rovigo ne hanno preso atto. Viva la spontaneità! Viva la naturalezza! Viva l’istintività! Se desideri sparare alla prof, e in cuor tuo ne avverti l’impulso irrefrenabile, perché mai dovresti opporti a un tale moto dell’animo?

Dunque, ben venga la decisione di promuovere con il nove in condotta gli studenti sparatori. Ai miei tempi io stesso fui promosso con il nove in condotta, ma ora avverto che quel voto non fu meritato. Bloccato da remore morali che mortificarono la giovanile spontaneità, mi comportai da pusillanime e non feci mai ricorso ad arma alcuna, né da fuoco né d’altro genere. Ingiustificabile. I miei prof dell’epoca avrebbero dovuto, per questo mio insincero comportamento, affibbiarmi un bel sette in condotta, altro che nove!

Leggo che la professoressa all’indirizzo della quale furono sparati i pallini medita di rivolgersi al ministero dell’Istruzione, per protestare contro la decisione dei colleghi. Posso capirla, ma vorrei che desistesse da ogni forma di resistenza. Evidentemente la prof non ha ancora colto il valore del salto di qualità avvenuto in campo educativo. Vorrei pertanto suggerirle di adeguarsi allo spirito del tempo. Non protesti, non dica nulla. Anzi, si ripresenti in classe sorridente e disponibile. E, magari, armata. Di sano realismo.

Aldo Maria Valli:
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