Lettera / Ma perché dobbiamo svenarci per acquistare libri di testo che indottrinano i nostri figli?

di Claudio Gazzoli

Caro Valli,

l’altro ieri ho acquistato i primi libri per la nuova scuola di mia figlia. Ho speso 141 euro per cinque libri. Sua sorella ha fatto la stessa scuola sette anni fa e nessuno dei libri da lei usati risulta utile perché, nel frattempo, sono cambiati tutti.

Ora mi chiedo, da ingenuo: ma che cosa può essere cambiato in sette anni nella grammatica del latino o del greco, nella chimica di base, nella storia antica, nella struttura della lingua italiana, nella matematica e nella geometria, nei classici della letteratura, nella storia dell’arte?

Niente, è ovvio, secondo i nostri ragionamenti di persone normali che vorrebbero che la scuola fornisse i fondamentali sui quali costruire il proprio pensiero, il proprio giudizio, la propria personalità o, per dirla con Plutarco “la scintilla che accenda e infonda nella mente l’impulso della ricerca e un amore ardente per la verità”.

Diverso tempo fa, quando facevo parte di quella congrega, in un “collegio dei docenti” (uno di quei luoghi del potere dove si va a ratificare decisioni già prese, con l’illusione di partecipare a un incantevole consesso democratico) proposi a una collega, che chiedeva di cambiare edizione della Divina Commedia sostenendo che fosse necessario acquistarne una al costo di 28 euro, di adottare l’edizione pubblicata da una nota casa editrice che la metteva in vendita a due euro. Apriti cielo! Tra gli improperi che ricevetti ricordo quelli che dicevano: “E i commenti al testo?”. Ed io: “Ma allora l’insegnante che ci sta a fare?!”.

Ma, come diceva un vecchio del mio paese, “è come fa’ a cappellate co li passeri”. Fui l’unico, su centodieci insegnanti, a votare contro.

Le mie superflue perplessità si risolvono immediatamente (lo sapevo già…) aprendo a caso, e non sto barando, uno di questi cinque libri, quello di Storia-Geografia-Educazione civica. Sì, perché ora si studiano tutte insieme, è la cosiddetta “interdisciplinarietà”, o meglio il caos, la Torre di Babele, l’ammucchiata.

Lo spirito è: “Io non ti do gli strumenti perché tu possa trarre da solo le conseguenze, per fare i dovuti collegamenti tra realtà solo apparentemente distanti, per farti un tuo giudizio autonomo, in base alle tua sensibilità, alla tua disposizione interiore, alle tue, se pur germoglianti, convinzioni. No, io ti do già le conclusioni, perché voglio che tu sia uguale a tutti gli altri”.

A pagina 107 di questo libro della casa editrice Bruno Mondadori si legge:

«Biodiversità e Pandemie: che cosa ci insegna il Covid 19

Secondo molti scienziati, la pandemia di Covid-19 manifestatasi in Cina nel dicembre 2019 e che nei mesi successivi ha drammaticamente colpito il nostro paese e il resto del mondo non è altro che un tassello di un problema più grande: la grave crisi ambientale che affligge il nostro pianeta».

Ma certo! Semplicemente, si chiama indottrinamento! E per questa loro ideologica e perversa gestione della scuola pubblica fanno pagare a me, genitore, 141 euro! E non è finita.

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Se desiderate segnalare “perle” ideologiche contenute nei libri di testo, scrivete a: blogducinaltum@gmail.com

 

 

 

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