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Lettera / “Volevo ricevere Gesù Eucaristia in ginocchio, ma il parroco ha sentenziato: ridicolo!”

Caro Valli,

segnalo un grave episodio accaduto domenica 28 gennaio alla Santa Messa delle ore 11:30 presso la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo a Brugherio (Monza e Brianza), nell’arcidiocesi di Milano.

Al momento di ricevere la Santa Comunione mi sono messo in ginocchio per accogliere degnamente Gesù Eucaristia, ma il parroco, don Alberto Capra, mi ha apostrofato in modo molto severo: “Un’altra volta! No!”. Si può immaginare il mio sconcerto in quel momento così sacro.

Finita la Messa, ho chiesto al parroco il perché della sua reazione. Mi ha risposto che mettersi in ginocchio per ricevere l’Eucaristia è ridicolo.

Gli ho quindi mostrato il testo del punto 160 dell’Ordinamento generale del Messale Romano, dove si dice: “I fedeli si comunicano in ginocchio o in piedi”, ma ha ripetuto che tutto ciò è ridicolo e che lui è libero di dire quello che vuole. E quando poi ho replicato spiegando che se la Chiesa ha stabilito una norma essa va rispettata da tutti e che con il suo comportamento aveva dissacrato un momento di particolare intimità con Gesù, la sua reazione è stata sprezzante: “Quel momento lei se lo è rovinato da solo”.

Non mi sono arreso: “Guardi che io, inginocchiandomi, ho manifestato devozione a Gesù, non al prete. Lei, durante la consacrazione, si genuflette. Ridicolo anche il suo comportamento? Le ricordo che la Comunione in piedi e sulla mano è l’eccezione, frutto di un indulto, mentre la forma primaria resta quella sulla lingua. E poi, scusi, se voleva farmi delle osservazioni, pur ingiustificate, perché non ha aspettato la fine della Messa? Perché proprio in quel momento solenne?”.

Ora chiedo apertamente al parroco don Alberto Capra: lei crede o no nella presenza reale di Gesù nell’Eucaristia?

A causa di questi sacerdoti molti di noi sono costretti a cercare la Messa tradizionale, dove tutti ricevono regolarmente la Comunione in ginocchio e sulla lingua, disertando le chiese novus ordo, ma non mi sembra giusto. Vorrei avere la possibilità di partecipare senza problemi a entrambi i riti.

Lettera firmata

 

Aldo Maria Valli:
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