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“La mia morte avverrà a maggio”. Così, malata di depressione, ha scelto l’eutanasia

La storia di Zoraya ter Beek, ventottenne olandese che ha scelto di mettere la parola fine alla propria vita. La giovane morirà nella sua casa, circondata dai suoi gatti e dal fidanzato.

di Federico Garau

Una storia dolorosa e controversa quella che vede come protagonista Zoraya ter Beek, una giovane donna di ventotto anni che ha scelto consapevolmente di ricorrere all’eutanasia per porre fine alla propria vita. La ragazza olandese soffre di un disturbo della personalità e dello spettro autistico, una condizione che l’ha portata a una grave forma di depressione per la quale, secondo i medici che l’hanno visitata, non esisterebbero margini di miglioramento. Da qui la scelta estrema, che naturalmente sta dividendo l’opinione pubblica.

“Me ne andrò a maggio”

Dal canto suo, Zoraya ter Beek è convinta della propria scelta. Una scelta alla quale è arrivata dopo aver a lungo parlato col suo psichiatra. Non avendo prospettive di miglioramento, divorata dalla profonda sofferenza psicologica che la affligge, la 28enne ha deciso di percorrere quest’ultima strada. I Paesi Bassi, del resto, sono molto avanti per quanto concerne l’eutanasia: sono stati i primi, nel 2001, a consentire legalmente il suicidio assistito su richiesta di pazienti che rispettano determinati requisiti. La notizia ha fatto in breve il giro del mondo, suscitando un vivace dibattito sull’argomento.

A quanto pare, come dichiarato dalla stessa giovane, il suo suicidio assistito avverrà a inizio maggio, fra meno di un mese. E si svolgerà nella sua casa, non in una clinica. Zoraya morirà accompagnata dal suo fidanzato e dai suoi adorati gatti.

In una intervista concessa al portale The Free Press, la ragazza ha spiegato che la sua è una costante lotta contro la depressione. Un male che la tormenta da molto tempo, tanto da averla ormai portata ad essere stanca della vita. La sua richiesta di ricorrere all’eutanasia è stata accettata nel settembre 2023 dalle autorità dei Paesi Bassi. E non tornerà indietro.

L’eutanasia a casa

La ventottenne ha chiesto di spegnersi a casa. “Niente musica”, ha spiegato. “Sarò sul divano in soggiorno. Nella maggior parte dei casi si beve prima una tazza di caffè per calmare i nervi e creare un’atmosfera tranquilla. Poi mi la dottoressa mi chiederà se sono pronta. Prenderò posto sul divano. Mi chiederà ancora una volta se sono sicura e inizierà la procedura”, ha descritto Zoraya. A quel punto, il professionista incaricato di eseguire il suicidio assistito somministrerà alla giovane un sedativo, a cui seguirà il farmaco che provocherà l’arresto cardiaco.

Zoraya ha già deciso come si svolgerà il suo funerale, una cerimonia funebre tradizionale al termine della quale il suo compagno spargerà le ceneri in un luogo speciale, nella foresta che hanno scelto insieme.

Fonte: ilgiornale

 

Aldo Maria Valli:
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