In Germania, nella chiesa cattolica di San Severo, a Erfurt, si è tenuta una “funzione arcobaleno” ecumenica, in vista della marcia cittadina per il gay pride. Bandiere arcobaleno penzolavano in tutta la chiesa. I partecipanti indossavano abiti in stile drag queen. Un pupazzo di unicorno è stato messo di fronte all’altare, sopra ad alcuni tessuti arcobaleno (se non avessi visto le foto non ci avrei creduto).
Accanto alla chiesa c’è stato il pride con parata e, pure lì, spettacoli di drag queen.
Il tutto in nome dell’accoglienza, ovviamente. Come se qualunque persona omosessuale non potesse entrare in chiesa, inginocchiarsi, pregare, ascoltare il Vangelo, confessarsi. Chi lo ha mai impedito?
Trasformare la chiesa nel palcoscenico di un gay pride è ben altra cosa. È strumentalizzare Dio e la sua casa.
Ma il tutto avviene e avverrà ancora, con la compiacenza delle autorità religiose, mentre chi chiede di poter avere una messa tradizionale è spinto ai margini. Accoglienza ad assetto variabile.