La teologia della liberazione? È viva e lotta insieme a noi, verrebbe da dire con uno slogan in voga quando ero giovane.
In Brasile il vescovo di Brejo José Valdeci Santos Mendes ha celebrato una messa nell’ambito dell’evento chiamato “Il grido degli esclusi” e durante il rito è stato letto il “Credo dei giovani” delle Comunità ecclesiali di base, nel quale, per il principio della parità di genere, si proclama la fede in “un Dio/una Dea”.
E com’è questo Dio/ Dea? È “membro delle Comunità ecclesiali di base”, è “presente nelle diverse esperienze delle comunità” ed è “un Dio liberatore e rivoluzionario, un Dio che opera e lotta come Gesù di Nazareth”.
Da precisare che il signor vescovo è presidente della Commissione episcopale per l’azione socio-trasformativa della Conferenza episcopale del Brasile.
“Non crediamo in una Chiesa statica, patriarcale, clericale e gerarchica» dice questo Credo. «Crediamo in una comunità inclusiva e intergenerazionale, con una propria voce. Crediamo in questa Chiesa in lotta, che si schiera dalla parte dei poveri della terra, di fronte a un sistema capitalistico dominante».
All’atto penitenziale si è parlato di guerre, senzatetto, speculazione immobiliare, movimenti per il diritto all’abitazione, violenza contro le donne, femminicidi ed elezioni in Brasile.