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Chiesa in uscita (di testa) / 44

In vista della visita di papa Leone, in programma a novembre, i vescovi argentini hanno aperto le iscrizioni per i volontari.

Il sito ufficiale descrive il viaggio, che si terrà dall’8 all’11 novembre, chiede ai candidati di registrarsi e all’interno del modulo di registrazione, alla voce sesso, propone tre risposte: femmina, maschio e “preferisco non rispondere”.

Ora, sappiamo bene che in molti ambienti questa idea di non rispondere e di non riconoscersi né in un sesso né nell’altro è ampiamente diffusa. Ma perché una conferenza episcopale cattolica deve comportarsi così?

Prima ancora che attraverso documenti e analisi, la capitolazione al pensiero dominante avviene in questo modo, mediante scelte apparentemente banali e innocue.

Con quella domanda, è come se i vescovi avessero insegnato, dall’alto delle loro cattedre, che il sesso è una faccenda di identificazione personale, slegata dalla creazione.

Maschio e femmina li creò? Beh sì, forse, ma non solo.

I vescovi credono ancora nella Genesi?

Temo che se a questa domanda facessimo seguire tre possibili risposte (sì, no, preferisco non rispondere) la più scelta dai nostri “pastori” sarebbe la terza.

Aldo Maria Valli:
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