In vista della visita di papa Leone, in programma a novembre, i vescovi argentini hanno aperto le iscrizioni per i volontari.
Il sito ufficiale descrive il viaggio, che si terrà dall’8 all’11 novembre, chiede ai candidati di registrarsi e all’interno del modulo di registrazione, alla voce sesso, propone tre risposte: femmina, maschio e “preferisco non rispondere”.
Ora, sappiamo bene che in molti ambienti questa idea di non rispondere e di non riconoscersi né in un sesso né nell’altro è ampiamente diffusa. Ma perché una conferenza episcopale cattolica deve comportarsi così?
Prima ancora che attraverso documenti e analisi, la capitolazione al pensiero dominante avviene in questo modo, mediante scelte apparentemente banali e innocue.
Con quella domanda, è come se i vescovi avessero insegnato, dall’alto delle loro cattedre, che il sesso è una faccenda di identificazione personale, slegata dalla creazione.
Maschio e femmina li creò? Beh sì, forse, ma non solo.
I vescovi credono ancora nella Genesi?
Temo che se a questa domanda facessimo seguire tre possibili risposte (sì, no, preferisco non rispondere) la più scelta dai nostri “pastori” sarebbe la terza.