“Duc in altum. Dieci anni”. Il mio libro per voi
La Chiesa è intransigente sui princìpi perché crede,
è tollerante nella pratica perché ama.
I nemici della Chiesa sono invece tolleranti sui princìpi perché non credono,
ma intransigenti nella pratica perché non amano.
La Chiesa assolve i peccatori, i nemici della Chiesa assolvono i peccati.
Réginald Garrigou Lagrange,
«Dieu: son existaence et sa nature»
di Aldo Maria Valli
Per i dieci anni di «Duc in altum» desideravo fare un regalo ai lettori, ma ero incerto. Poi ho optato per una piccola antologia di miei scritti usciti nel blog dalla fondazione fino a oggi. Non l’ho fatto per desiderio di autocelebrazione. Questa breve raccolta [qui l’edizione cartacea, qui la versione Kindle] ha piuttosto il sapore della testimonianza.
2016 – 2026. Sono stati anni complicati, lo sappiamo. E anche tristi, sotto molto aspetti. Tuttavia hanno avuto un forte contenuto provvidenziale, permettendo a molti di noi di aprire gli occhi sulla situazione della Chiesa e di accentuare, o incominciare, una resistenza a difesa della verità e della tradizione.
Gli articoli usciti nel blog in questo decennio, a partire dal 9 gennaio 2016, sono stati migliaia, per cui la scelta non è stata agevole. Per selezionare, ho adottato qualche criterio. Mi sono concentrato solo sui testi riguardanti la Chiesa, la fede, la liturgia e, in generale, la religione. Ho tralasciato quelli dedicati a temi sociali, politici, economici e culturali.
Trattandosi di un blog, gli articoli sono spesso legati a contingenze del momento. Ho quindi evitato di selezionare quelli eccessivamente connessi alla cronaca, preferendo proporre contributi centrati sulle questioni di fondo.
Dalla sua nascita fino all’8 maggio 2025, il giorno in cui è stato eletto Leone XIV, la vita del blog ha coinciso con il pontificato di Jorge Mario Bergoglio, e voi sapete bene quanto «Duc in altum» sia stato esplicito nel manifestare dubbi, perplessità e critiche nei confronti di Francesco. In questa antologia però non troverete molti testi dedicati ai temi riguardanti il regno del papa argentino. Sarei risultato ripetitivo.
Alcuni articoli, come «La Chiesa e la logica del ma anche» (28 maggio 2016) e «Roma senza papa» (20 febbraio 2021), hanno fatto sensazione e sono stati ripresi da innumerevoli siti, in Italia e all’estero. Molti altri non hanno lasciato un segno altrettanto incisivo e di altri ancora mi ero dimenticato io stesso.
Ironia e sarcasmo sono state armi alle quali ho fatto ricorso spesso in questi dieci anni, ma qui ne troverete poche tracce. Perché si tratta di ingredienti che possono insaporire un piatto se presi a piccole dosi, ma risultano facilmente indigesti se utilizzati in abbondanza. È questo anche il motivo per cui non troverete testi presi dalle tante rubriche di contenuto umoristico proposte ai lettori. Le voglio però citare, perché ci sono affezionato: «Uomini giusti ai posti giusti», «Cronache dal futuro», «Strano dunque vero», «Cronache dal pianeta Non», «Don Camillo», «Centro di consulenza misericordiosa per cattolici smarriti».
Nel biennio del Covid gli articoli del blog sono stati in larga parte dedicati alla psicopandemia, con due rubriche apposite attraverso le quali ci siamo fatti compagnia durante i lockdown: «Una parola al giorno» e «I cattolici al tempo del coronavirus». Ma tutto ciò non c’è nelle pagine di questo libro, sia perché all’argomento ho già dedicato due libri («Virus e Leviatano» e «Stato di emergenza»), sia per non far prevalere un solo tema rispetto a tutti gli altri e mantenere un certo equilibrio complessivo.
Per gli stessi motivi non ho selezionato articoli riguardanti la persona e la vicenda di monsignor Carlo Maria Viganò né le interviste che l’arcivescovo mi ha gentilmente concesso per il blog.
A proposito di interviste, in questo decennio io stesso ne ho date tante, a giornali, riviste e altri blog, ma non le ho raccolte qui: ho voluto evitare l’effetto ridondanza.
Ho selezionato solo articoli scritti da me perché questo libro vuole essere una mia testimonianza, ma ciò non mi impedisce di rivolgere un pensiero grato ai tanti collaboratori del blog che con i loro contributi hanno arricchito l’offerta, spesso alimentando dibattiti appassionati. Ringrazio tutti di cuore.
So che antologizzare sé stessi può risultare poco elegante. Qualcuno potrà dire: «Ma chi ti credi d’essere?». Rispondo che sono un povero cristiano. E ammetto di aver ceduto a una tentazione.
Spero che i lettori non solo mi perdoneranno, ma apprezzeranno questa raccolta che, nel suo piccolo, vorrebbe anche essere un contributo dal basso allo studio della storia recente della Chiesa.



