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Halloween. In tutta la sua bruttezza

di Martino Mora

Halloween, la festa delle zucche vuote (che la festeggiano), è innanzitutto brutta. I suoi simboli e costumi non elevano l’animo al bello, ma l’avviliscono.

La differenza con le maschere esteticamente meravigliose del nostro carnevale è abissale. Halloween è un carnevale dei poveri. Anzi degli abbrutiti.

In secondo luogo Halloween è una festa americana, nel senso di yankee. L’abbiamo copiata da coloro che dal 1945 sono i nostri padroni. Siamo, anche mentalmente, colonizzati Ma l’abbiamo copiata tardi, dagli anni Novanta. Dopo la fine della Guerra Fredda.

E già questo spiega la sua bruttezza, visto che gli Usa sono incapaci di produrre cose belle. Con la bruttezza condannano il mondo.

In terzo luogo Halloween è soprattutto la festa del capitalismo globale e dello sradicamento planetario. O, meglio ancora, del sistema orgiastico-mercantile.

I primi a portarla qui a Milano, nei primi anni Novanta, furono i padroni delle discoteche. Ricordo che ne scoprii l’esistenza da una compagna di università (in realtà lei faceva Giurisprudenza) che la festeggiava con gli amici. Si offese e parecchio, la frivola, perché le dissi che mi sembrava cosa da deficienti festeggiare le feste degli americani. Ma eravamo ancora agli inizi. Poi la catastrofe.

L’Italia del dio denaro e del dio mercato, ormai centro commerciale a cielo aperto, non poteva farsi mancare, per fare lucro, la festa grottesca per consumatori senza radici. Gli stessi che alla domenica disertano le chiese per riempire, da neopagani giulivi, i centri commerciali per adorare non Cristo ma la merce.

In quarto luogo Halloween è la festa che fa arrabbiare ogni anno i cattolici “conservatori”, che se la prendono immancabilmente con la festa “satanica” senza però indagarne mai le cause. Sono fatti così. Sembra costargli improba fatica. Sempre deplorano gli effetti e quasi mai le loro cause: americanismo, capitalismo, regno del denaro, mercificazione dell’immaginario, consumismo di massa.

L’homo oeconomicus (nella duplice versione dell’avido affarista e del consumatore sradicato di merci e divertimenti) ha sostituito completamente l’homo religiosus.

E solo a quel punto, dopo questa sostituzione e non prima, la conseguenza ultima non può che essere il nichilismo estremo, e infine la spiritualità alla rovescia, con diavolesse e stregoni (quelli veri però) riconosciuti come “religione”. Modello Usa. Indiscutibile centro mondiale mammonista della follia e della spiritualità invertita.

Aldo Maria Valli:
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