Dopo le stragi di cristiani. Occidente, perché taci?

Fabiola aveva sei anni. La sorella Leona quattro. L’altro fratellino, Seth, undici mesi. Avete sentito parlare di loro? Sulle pagine della grande stampa mainstream avete letto pagine cariche di indignazione per la loro morte e per quella dei loro genitori? Purtroppo no. Perché Fabiola, Leona e Seth Fernando e i loro genitori, uccisi da fanatici integralisti islamici, erano cristiani. E che i cristiani muoiano non fa notizia per l’Occidente.

La denuncia di Giulio Meotti è netta e non ha bisogno di grandi commenti. Nel suo articolo L’annientamento dei cristiani e della vita cristiana: dov’è l’indignazione in Occidente? (la versione originale inglese è Annihilation of Christian Life and People: Where is the Outrage in the West?) Meotti propone la stessa domanda che è stata fatta da un onesto studioso britannico musulmano, Rakib Ehsan: “Dov’è la solidarietà per i cristiani dello Sri Lanka?”. E purtroppo la risposta è una sola: la solidarietà non c’è stata. Tutto dimenticato molto in fretta da un Occidente divenuto estraneo a se stesso.

A.M.V.

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“Dov’è la solidarietà per i cristiani dello Sri Lanka?” si è domandato lo studioso britannico Rakib Ehsan, un musulmano.

Le differenze di tono e di natura tra le condanne degli attacchi di Christchurch e dello Sri Lanka sono sorprendenti. Dopo Christchurch, non vi è stata alcuna esitazione nel dichiarare le origini religiose delle vittime e nel convogliare le emozioni verso le comunità musulmane. I politici non hanno avuto alcun problema a definire quanto accaduto a Christchurch come terrorismo. Al contrario, le parole “terrorismo” e “cristianesimo” non sono ancora apparse in gran parte della reazione agli attacchi nello Sri Lanka.

È chiara la riluttanza a definire lo sfondo religioso dei cristiani uccisi nello Sri Lanka, ma anche l’assenza di una sincera solidarietà con le comunità cristiane che continuano a subire gravi forme di persecuzione a causa della loro fede.

Rakib Ehsan ha posto la domanda giusta. Ma potrebbe essere riformulata così: dov’è la solidarietà occidentale per i cristiani assassinati dello Sri Lanka?

Questo è un dramma in tre atti. Il primo atto è costituito dai cristiani e da altre popolazioni autoctone non musulmane che vengono violate e uccise. Il secondo atto è costituito da estremisti musulmani che creano questo genocidio. E il terzo atto è costituito dall’Occidente indifferente, che guarda altrove.

Il numero delle vittime uccise negli attacchi jihadisti della domenica di Pasqua, 21 aprile, nello Sri Lanka è troppo terribile anche il solo pensarlo: 253 morti. Tra loro, 45 bambini. I loro piccoli volti e le storie sono iniziati a emergere. I terroristi islamici sapevano che c’erano molti bambini nelle tre chiese e deliberatamente li hanno colpiti con le loro bombe. Il video mostra uno degli attentatori che accarezza sulla testa una bambina prima di entrare nella chiesa di San Sebastiano, a Negombo, dove “tutti hanno perso qualcuno”.

La famiglia Fernando aveva scattato una fotografia al battesimo del loro terzo figlio, Seth. A Negombo sono stati tutti sepolti insieme. Padre, madre e tre figli di sei anni, quattro anni e undici mesi. Secondo il New York Times “Fabiola Fernando, sei anni, era un’alunna della scuola elementare. In una foto postata sulla pagina Facebook di sua madre, sfoggiava una medaglia d’oro, un piccolo sorriso sul viso. Leona Fernando, quattro anni, la figlia di mezzo, stava imparando a leggere, e nella foto c’era una copia di La bella addormentata. Seth Fernando, undici mesi, era l’ultimo nato della famiglia. È stato sepolto accanto ai genitori e alle due sorelle”.

Il silenzio del mondo intellettuale occidentale e dei media è particolarmente assordante. La nuova coscienza umanitaria sembra vedere solo due gruppi: quelli che hanno diritto alla compassione e alla protezione della comunità internazionale e quelli, come i cristiani, indegni di aiuto o solidarietà.

L’omicidio intenzionale di un bambino di otto mesi, Matthew, in una chiesa dello Sri Lanka, sembra non aver turbato o raggelato l’Occidente, non è diventato virale sui social media, non è diventato un hashtag, non ha spinto gli europei ad affollare le piazze, non ha spinto il mondo islamico a fare un esame di coscienza, non ha indotto i politici e gli opinionisti occidentali a riflettere seriamente su chi ha ucciso quel bambino o su coloro che fomentano e finanziano l’odio anticristiano islamista.

Sudesh Kolonne stava aspettando fuori dalla chiesa di San Sebastiano quando ha sentito l’esplosione. È corso dentro per cercare la moglie e la figlia. Gli ci è voluta mezz’ora per trovare i loro corpi.

Gli attacchi hanno ucciso tre figli di un miliardario danese. Un’altra donna ha perso la figlia, il figlio, il marito, la cognata e due nipoti. Un padre britannico ha dovuto scegliere quale dei suoi due figli salvare. Un’altra famiglia britannica è stata distrutta. Per aggiungere orrore all’orrore, la moglie incinta di uno dei terroristi, quando la polizia ha fatto irruzione nella sua casa, ha fatto detonare un giubbotto suicida, uccidendo i suoi stessi figli.

Il duca di Cambridge, il principe William, ha appena visitato i sopravvissuti musulmani dell’attacco alle moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda. Perché la stessa compassione non ha spinto la famiglia reale inglese a fermarsi nello Sri Lanka, la loro ex colonia, per incontrare i sopravvissuti cristiani, prima di tornare in Gran Bretagna? Intere famiglie cristiane sono state decimate nell’attacco.

Dov’è lo sdegno in Occidente per l’annientamento dei cristiani e della vita cristiana? Sembra che non ci sia indignazione, solo silenzio, interrotto da bombe e dal grido “Allahu Akbar”. I libri di storia del futuro non perdoneranno questo tradimento. Se l’Occidente avesse preso sul serio le persecuzioni dei cristiani, ora la campana non suonerebbe per la morte della presenza cristiana, non solo nelle terre storiche del Cristianesimo, ma anche per l’Occidente. Gli estremisti islamici hanno visto che l’Occidente non si è mobilitato per impedire loro di reprimere i cristiani, come se inconsciamente ci fosse una strana convergenza tra il nostro silenzio e il progetto di pulizia etnica dello Stato islamico, volto a cancellare i cristiani.

La giornalista britannica Melanie Phillips ha definito questa persecuzione dei cristiani come “il nostro segreto colpevole”. “La libertà religiosa, il valore centrale della civiltà occidentale, viene distrutta in gran parte del mondo. Ma l’Occidente, negando in modo miope questa guerra religiosa, distoglie lo sguardo dalla distruzione del suo credo fondazionale in Medio Oriente e dal tentativo di sradicarlo altrove. Pertanto non sorprende che, di fronte alle barbarie jihadiste all’estero e alle invasioni culturali in patria, il mondo libero si stia dimostrando così inefficace”.

L’attacco jihadista nello Sri Lanka non è stato solo “il più letale attacco ai cristiani nell’Asia meridionale degli ultimi tempi”. È stato anche il più grande massacro di bambini cristiani. Ma nessun giornale ha lanciato una campagna per sensibilizzare l’opinione pubblica europea, non è sorto alcun movimento di solidarietà filo-cristiana, nessun leader della chiesa occidentale ha avuto il coraggio di segnalare i colpevoli chiamandoli per nome, nessun sindaco occidentale ha appeso le fotografie dei quarantacinque bambini fatti a pezzi, nessuna piazza riempita a migliaia dicendo “Je suis chrétien”.

L’appello lanciato dalle figlie di Asia Bibi per aiutare sua madre ha trovato un Occidente sordo. Il Regno Unito si è rifiutato di offrire asilo a questa famiglia cristiana pakistana e di accogliere i cristiani perseguitati.

“È con indifferenza che assistiamo a una catastrofe di civiltà senza precedenti”, ha scritto lo studioso e storico francese Jean-Francois Colosimo, commentando la distruzione del cristianesimo orientale. Nessuna religione, nessuna comunità è oggi più perseguitata dei cristiani. Perché, allora, questo silenzio da parte dell’Occidente? Siamo diventati così estranei a noi stessi, alle nostre radici e alla nostra storia, che possiamo contemplate questa esplosione di violenza jihadista senza battere ciglio? O siamo così miopi che speravamo di comprare la “pace” con gli estremisti musulmani al costo di abbandonare quei cristiani? La stessa ideologia jihadista che ha ucciso i bambini cristiani nello Sri Lanka, ha colpito i bambini a Nizza, a Manchester e a Barcellona.

Lo Sri Lanka dopo il massacro jihadista dei cristiani non è solo una terribile successione di madri che piangono e di piccole bare. Purtroppo ci dice molto anche sullo stato sconfortante dell’Occidente.

Giulio Meotti

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