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A sostegno del vescovo Tobin, ingiustamente accusato di “omofobia”

È online su lifepetitions.com una petizione contro le manifestazioni pro LGBT denominate “gay pride” in programma in giugno,  mese tradizionalmente consacrato dalla Chiesa cattolica al Sacro Cuore di Gesù, e a sostegno del vescovo di Providence, Rhode Island, monsignor Thomas Joseph Tobin, che ha denunciato i “gay pride” come contrari alla morale cattolica.

A fronte degli eventi per l’”orgoglio gay”  in programma nel mese di giugno, monsignor Tobin ha manifestato la sua opposizione e subito è stato pesantemente attaccato e fatto segno di proteste da parte degli attivisti LGBT. Firmando la petizione i fedeli cattolici hanno quindi la possibilità di dimostrare sostegno e solidarietà al vescovo Tobin,  pastore che vuole difendere il suo gregge dalla degradante “cultura” morale del cosiddetto “orgoglio gay”  e dalla propaganda pro LGBT.

Nei giorni scorsi il vescovo Tobin ha twittato un messaggio nel quale afferma: “Desidero rammentare ai fedeli cattolici di non  sostenere o frequentare gli eventi LGBTQ denominati Gay Pride Month che si terranno nel mese di giugno, perché, essendo contrari  alla fede e alla morale cattolica, sono dannosi, specialmente per i bambini”.

Chi ha assistito ad alcuni degli atteggiamenti degradanti assunti durante questi cosiddetti eventi di “orgoglio gay” in nome della libertà sessuale sa di che cosa si sta parlando: di esibizione della depravazione.

In pochissime ore il post del vescovo è stato ritwittato migliaia di volte, ha ricevuto più di 24 mila “mi piace” e oltre 80 mila commenti. Ma ovviamente nei confronti di Tobin è subito scattata l’accusa classica, quella di “omofobia”

Lodando “l’inclusività dimostrata dai cattolici locali” e condannando le parole del vescovo, il Rhode Island Pride ha scritto: “Il nostro Stato è accogliente e inclusivo. Questo vescovo non rappresenta la maggioranza dei cattolici del Rhode Island che sostengono in modo schiacciante l’uguaglianza dei matrimoni. L’amore è amore. Lei, signore, è pieno di odio”.

Joe Lazzerini, presidente del Rhode Island Pride, ha aggiunto: “Gesù non ha mai detto una parola sull’omosessualità, sull’orgoglio o sulla comunità queer. Il Rhode Island Pride chiede rispettosamente al vescovo Tobin di fare un po’ di auto-riflessione, poiché la maggioranza dei cattolici dello Stato respinge l’idea che essere cattolici significhi essere complici di intolleranza, fanatismo e paura. Molti cattolici sono alleati della nostra comunità. Tutti sono invitati a godere di una celebrazione, il Rhode Island Pride, sicura, divertente e orgogliosa, sabato 15 giugno”.

Il Rhode Island Pride ha inoltre annunciato una manifestazione domenica prossima a Providence in risposta alle “vergognose osservazioni” del vescovo Tobin.

Sulla scia del clamore, Tobin ha dichiarato nel sito della  diocesi: “Mi dispiace che i miei commenti di ieri sul Pride Month si siano rivelati così controversi all’interno della nostra comunità e offensivi per alcuni, specialmente per la comunità gay. Certamente non era mia intenzione, ma capisco che un buon numero di persone si sono offese. Riconosco e apprezzo anche il diffuso sostegno che ho ricevuto in merito. La Chiesa cattolica ha rispetto e amore per i membri della comunità gay, e così anch’io. Le persone con attrazione per lo stesso sesso sono amati figli di Dio e nostri fratelli e sorelle. Come vescovo cattolico, tuttavia, il mio obbligo davanti a Dio è di guidare i fedeli alla nostra cura e fede, in modo chiaro e compassionevole, anche su questioni molto difficili e delicate. Questo è ciò che ho sempre cercato di fare – su una varietà di questioni – e continuerò a farlo quando sorgono problemi contemporanei. Dal momento che la comunità gay si riunisce per una manifestazione questa sera, io mi auguro che l’evento si riveli un’esperienza sicura, positiva e produttiva per tutti. Mentre si riuniscono pregherò per una comprensione e un rispetto reciproci nella nostra comunità così varia”.

Il fatto che il vescovo si sia visto costretto a scrivere queste parole dimostra quanto sia difficile andare controcorrente rispetto a un pensiero unico che, utilizzando la protesta e il clamore, mette in un angolo chi cerca di ribadire le verità morali fondamentali della fede cattolica.

Ricordiamo che a proposito di omosessualità il Catechismo della Chiesa cattolica spiega quanto segue.

“L’omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un’attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile. Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che ‘gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati’. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati“ (n. 2357).

“Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione” (n. 2358).

“Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un’amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana” (n. 2359).

Chi volesse sostenere la battaglia del vescovo Tobin a difesa della dottrina e della rettitudine cristiana e contro la decadenza morale può farlo firmando e diffondendo la petizione qui.

A.M.V.

 

 

Aldo Maria Valli:
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