Strano… dunque vero

Sempre più spesso, vi dico la verità, mi vien voglia di riesumare la rubrica Uomini giusti ai posti giusti, alla quale ho messo termine tempo fa.  La cronaca infatti offre ogni giorno molteplici spunti.

Quel che è fatto è fatto. Niente però mi vieta, prendendo spunto dalla famosissima pagina Strano ma vero della Settimana enigmistica, di elencare alcune notizie recenti che potrebbero entrare, al punto in cui siamo, in una ipotetica rubrica Strano… dunque vero.

Un vero pastore

Parto da monsignor Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, il quale, a proposito delle dichiarazioni del signor ministro dell’Istruzione, a cui giudizio il Crocifisso andrebbe tolto dalle aule scolastiche, ha commentato: «Togliere il crocifisso dalle aule delle nostre scuole darebbe solo manforte a Salvini».

Che dire? Complimenti, una presa di posizione da autentico pastore. Gesù non potrebbe contare su un difensore migliore. Forse solo un pochino ossessionato da Salvini?

Tortellini politically correct

Ed eccoci a Bologna, dove, per la festa di san Petronio, saranno cucinati, accanto ai tortellini classici, anche quelli al pollo, senza maiale, «per chi non può mangiarne per diversi motivi», come ha spiegato la curia bolognese. Non essendo un cultore della  materia, sono andato a controllare. Il ripieno del vero tortellino bolognese si fa con il lombo di maiale, il prosciutto crudo e la mortadella di Bologna. Se non ci sono questi ingredienti, niente tortellino bolognese. Quindi fare i tortellini mettendoci il pollo sarebbe come fare la carbonara mettendoci la panna, o l’ossobuco senza il buco. Può darsi che mi sbagli, ma quelli con il pollo, semplicemente, non sono tortellini alla bolognese. Vogliamo chiamarli alla saracena?

San Francesco ai Fridays for Future?

E ora ad Assisi, dove, a proposito delle manifestazioni degli studenti seguaci di Greta, il responsabile della sala stampa del sacro convento ha detto: «Oggi Francesco d’Assisi guardando l’anelito e la sete di autenticità di milioni di giovani nelle piazze del mondo direbbe: “Laudato si’ mi Signore per questi giovani che amano e desiderano rispettare sora nostra madre terra la quale ne sustenta e governa, e produce diversi frutti con coloriti flori et herba”. Siamo chiamati a sostenere e incoraggiare i giovani che stanno dimostrando pacificamente in tutte le piazze del mondo i valori che Papa Bergoglio ha espresso nella Laudato si’. Sono certo che il Santo di Assisi sarebbe stato al loro fianco a manifestare».

Mi dicono che, dopo queste parole, dalla tomba del Poverello è giunto un rumore cupo. Come di uno che si volta e rivolta.

Avanti tutta!

Secondo l’arcivescovo di Monaco di Baviera, Reinhard Marx, la Chiesa non può essere statica. «Non siamo ancora a destinazione, siamo in movimento, non dobbiamo fermarci, c’è un avanzamento dinamico, stiamo cambiando, verso un grande obiettivo», ha detto il cardinale sabato alla consacrazione di cinque diaconi permanenti.

Interessante. Siamo felici di sapere che c’è tutto questo «avanzamento dinamico». Bisognerebbe solo capire verso dove è diretto. Comunque, se l’ha detto Marx…

Eccellenza grigia

E chiudiamo con monsignor Mario Grech, vescovo di Gozo, a Malta, che è stato nominato dal papa pro-segretario del sinodo dei vescovi. Una bella promozione.

Ma perché proprio Grech? Forse perché, tempo fa, in un’intervista al  Times of Malta, Grech dichiarò che la Chiesa deve essere «un’esperienza di Dio»”, non «un’agenzia morale». E poi, quando gli chiesero un giudizio sulle relazioni tra persone dello stesso sesso, disse che non tutti i dibattiti morali sono in bianco e nero e che i cattolici devono «imparare a vedere il grigio».

Possiamo rassicurare sua eccellenza: siamo in molti ormai a vedere che per la Chiesa la situazione è grigia, molto grigia.

Aldo Maria Valli

 

 

 

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