Aggiornamento / Uno scivolone non voluto

Cari amici di Duc in altum, nella mia rubrica satirica Strano dunque vero di oggi mi occupo anche di due cinema aderenti all’Acec, l’Associazione cattolica esercenti cinema, che propongono film dal contenuto morale alquanto discutibile. A proposito di una delle due sale, ho ricevuto da una gentile lettrice una precisione che pubblico volentieri. Con un saluto a tutta la comunità parrocchiale.

A.M.V.

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Caro Valli, a proposito della storia del cinema salesiano di Busto Arsizio (rubrica Strano dunque vero su Duc in altum di oggi, 19 febbraio) vorrei chiarire alcune cose. Il cinema appartiene alla mia parrocchia, 10 mila anime, dove il primo settembre scorso è arrivato un nuovo parroco. Una persona degnissima, che si sta facendo letteralmente in quattro per far fronte a tutti i suoi impegni. Fino a settembre scorso c’erano un parroco e un coadiutore oltre al residente anziano, ora il nostro parroco deve fare tutto da solo. Ma proprio tutto. È inevitabile quindi che si affidi ai laici per la gestione di alcune cose. Evidentemente si è fidato delle capacità di chi si occupa di scegliere i film da proiettare (lui non può fare anche quello, non ha materialmente il tempo di farlo). Circa il film di cui lei parla, ho immediatamente mandato un avviso al parroco, che ci è comprensibilmente rimasto malissimo. Ora sto per andare alla messa del mattino e lo incontrerò: vedrò se riesco a farmi spiegare se ha preso provvedimenti oppure no. Quello che dispiace soprattutto è che la persona che si è sentita in dovere di avvisare i giornalisti non abbia invece pensato di rivolgersi al parroco e di segnalargli quello che stava succedendo. Ripeto: il nostro parroco è un uomo in gamba, ha un grande cuore e una grande pazienza. Non so quanto durerà in buona salute visto che si ammazza di lavoro.

Forse a volte prima di mettere sul banco degli imputati la gente bisognerebbe informarsi un po’ meglio. E un’altra cosa: i salesiani non c’entrano. La nostra è una parrocchia normale, con tanta gente, tantissimi bambini, un solo prete e un paio di suore che arrivano dal Kerala. Sono certa che d’ora in avanti il nostro parroco si assicurerà che chi si occupa del cinema non faccia altri scivoloni.

Lettera firmata

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