E la maestra Rossella gettò la spugna: “Produttori di terrore, avete vinto voi. Me ne vado”

Cari amici di Duc in altum, dal blog del dottor Stefano Montanari, e ripresa da Stilum curiae, la straziante lettera di una maestra sulla scuola in preda al terrore da Covid. 

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Maestra, addio

Pubblico, così come mi è arrivata, la lettera della maestra Rossella Ortolani e non la commento. A che servirebbe? La sola cosa che posso dire è che non è questo il finale che mi aspettavo della mia vita.

Stefano Montanari

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Oggi abbiamo passato due ore in collegio plenario a cercare di capire come ci si doveva comportare nel caso un bambino palesasse un mal di testa.

Oggi abbiamo scoperto cosa deve fare un referente Covid e che il bimbo che presenta stati lievemente febbrili sarà accompagnato da qualcuno nella stanza Covid (che basterebbe chiamare infermeria ma se no non fa abbastanza paura), in attesa che venga la mamma a prenderlo e di corsa perché, se non trovano nessuno dei familiari al telefono, qualcuno potrebbe chiamare direttamente il 118.

Abbiamo capito poi che dopo scattano tanti di quei controlli a tappeto che se ci va bene, forse, chiudono solo la classe del bimbo trovato positivo al Virus dei virus, altrimenti chiudono tutta la scuola, nel caso ce ne siano diversi.

Sappiamo che i bambini entreranno e usciranno da scuola, in tempi diversi, da tre entrate anche lontane fra loro, in modo che chi ha più figli corra da una parte all’altra a portarli e a riprenderli… Precisi percorsi segnati li vedranno, tutti rigorosamente mascherati, entrare in fila, distanziati, e se i bimbi ritardano, possono entrare a scuola solo un’ora dopo. Come alle superiori.

Anche i genitori saranno mascherati all’uscita da scuola: così le maestre dei bambini delle classi prime non riconosceranno mai i parenti dei loro alunni e contravverranno, in modo involontario, a tutte le norme per la sicurezza legate alla riconsegna dei bambini alle famiglie.

A mensa si faranno tre turni: il primo cinquanta minuti dopo la fine della ricreazione, nonché della merenda del mattino e l’ultimo alle 14… comodissimo!

Cosa faranno in classe? Niente!

Non possono toccarsi, scambiarsi il pennarello, accumulare i libri uno sopra l’altro, alzarsi per giocare con i loro amichetti… fare gruppi di lavoro, aiutarsi a vicenda, abbracciare la maestra.

Niente giochi di classe, niente giochi da casa, niente quaderni in buchina, o fogli sotto il banco… tutto al millimetro è pianificato per tenerli fermi al banco buoni buoni, perché appena si alzano e si avvicinano a qualcuno scatta l’urlo della maestra, alla quale, con uno specifico corso di aggiornamento, è stato inculcato (senza se e senza ma) che deve fare rispettare tutte le regole, pena la responsabilità di un contagio.

In giardino niente contatto e una classe alla volta, in palestra niente giochi di contatto. Alcune insegnanti dimenticatesi della didattica (che non interessa più a nessuno), si sono chieste: “Ma se la palla casca per terra mentre giocano a palla avvelenata e la prende un altro bambino che si fa: si deve disinfettare?”

Certo! Si ferma il gioco e ogni volta che la tocca qualcuno, la maestra, anziché fare l’arbitro, prende il disinfettante, il cencetto e la disinfetta… sono stati geniali!

Sono riusciti a spegnere tutti i neuroni degli italiani, a staccare tutte le sinapsi, a creare il buio nei circuiti elettrici dei nostri cervelli.

Hanno vinto!

Sono almeno trent’anni che stanno lavorando per questo e ce l’hanno fatta: elettroencefalogramma piatto!

Elettroencefalogramma piatto di medici, insegnanti, dirigenti, genitori, tutte le componenti della scuola stanno sobbollendo nel calderone delle paure, dei divieti, del pensiero unico, a fuoco sempre più alto… e non se ne sono neppure accorti!

Va bene così: dà un senso di sicurezza essere così disciplinati, inquadrati, regolamentati… Oh, questo governo è davvero serio!

Peccato che l’argomento principale sia: i bambini… allora non c’è che sperare che almeno loro gridino, urlino, cantino, saltino sui banchi, si abbraccino, si sbaciucchino, giochino ad acchiappino, al lego, ai puzzle, si scambino la merenda, e giochino a calcio… senza accorgersene… vivano…

Speriamo che almeno loro non si facciano irretire e scappino al controllo delle menti perverse che stanno tenendo sotto scacco il mondo.

Speriamo che almeno loro, in modo naturale… disobbediscano… tutti insieme, come quando il venerdì pomeriggio, stanchi di una settimana di schede da compilare, cominciano ad alzare la voce e davvero non li puoi fermare… sovrastano tutto e tutti… esprimono il loro disagio e nessuno può farli tacere.

Genitori! Se avete cuore di mandarli a scuola in queste condizioni, almeno insegnate loro quello che avreste dovuto fare voi: insegnategli a disubbidire… per tornare a essere liberamente vivi.

Io nel frattempo lascio andare tutto come deve andare, e me ne vado: prendo aspettativa, ma non perché ho paura del Virus dei virus, non perché ho paura delle conseguenze di un errore di distanziamento, non perché ho paura dei bambini, no.

Io non voglio essere complice di questo delirio, io insegno per tutti e cinque gli anni di scuola dei miei alunni a NON AVER PAURA.

Perché la paura inibisce l’esperienza.

La paura restringe il campo visivo.

La paura chiude il cuore.

La paura separa.

La paura isola.

La paura fa ammalare corpo e anima.

La paura è buia!

E i bambini sono figli della luce!

Forse per questo li stanno incatenando ai banchi…

E allora, cari bimbi miei, quando questa grande ombra oscura se ne sarà andata e la giustizia avrà portato alla luce le sue nefandezze, io tornerò a insegnare come ho sempre fatto.

Ora, miei cari piccoli, non riesco a farlo perché è stato impedito il mio diritto d’insegnare e non posso oppormi se non andandomene. Perdonatemi.

Con amore, la vostra maestra

Rossella Ortolani

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Cari amici di Duc in altum, avete letto il mio romanzo L’ultima battaglia? Se non lo avete ancora fatto, ve lo raccomando!

Vi ricordo anche gli altri miei libri più recenti.

Aldo Maria Valli, Ai tempi di Gesù non c’era il registratore. Uomini giusti ai posti giusti (Chorabooks, 2020)

Aldo Maria Valli, Aurelio Porfiri, Decadenza. Le parole d’ordine della Chiesa postconciliare (Chorabooks, 2020)

Aldo Maria Valli, Non avrai altro Dio. Riflettendo sulla dichiarazione di Abu Dhabi, con contributi di Nicola Bux e Alfredo Maria Morselli (Chorabooks, 2020)

Aldo Maria Valli, Gli strani casi. Storie sorprendenti e inaspettate di fede vissuta (Fede & Cultura, 2020)

Aldo Maria Valli, Le due Chiese. Il sinodo sull’Amazzonia e i cattolici in conflitto (Chorabooks, 2020) 

Aldo Maria Valli (a cura di), Non abbandonarci alla tentazione? Riflessioni sulla nuova traduzione del “Padre nostro”, con contributi di Nicola Bux, Silvio Brachetta, Giulio Meiattini, Alberto Strumia (Chorabooks, 2020)

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