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Vaccini anti Covid / “Ecco come e perché io, da scienziato, rivendico il diritto di usare razionalità e prudenza”

Cari amici di Duc in altum, la lettera che qui vi propongo è stata scritta da uno scienziato, il quale purtroppo, per i motivi da lui stesso illustrati all’inizio, non può firmarsi. 

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Caro Valli, mi spiace non firmarmi col mio nome, ma sono costretto a inviare questo intervento coperto da anonimato a causa del clima attualmente vigente. Sono docente di fisica in una importante università italiana, ma non mi posso esporre. Chi oggi pone domande in materia di vaccini anti-Covid viene etichettato con la sbrigativa etichetta “no-vax” e subisce un ostracismo che, di fatto, diventa mobbing, additato come un soggetto sospetto e tenuto sotto osservazione. Da questo punto di vista, ritengo che lo stato attuale delle università non sia molto dissimile da quello dell’epoca fascista, al tempo del famigerato giuramento, in cui chiunque avanzasse dubbi non solo era perseguitato materialmente, ma subiva una morte civile.

Vorrei qui fare un richiamo a ciò che esercito quotidianamente nel mio lavoro, ossia alla razionalità. Razionalità sulla questione dei vaccini Covid, quella razionalità che proprio la maggioranza dei miei colleghi, in primis, abbandona integralmente quando si prova ad affrontare l’argomento. Io qui parlo da scienziato, uno scienziato che non è medico, ma che valuta i dati che abbiamo a disposizione, posto che siano scientificamente attendibili. I perché di questi dati, i perché dei vari meccanismi fisiologici, io non li so, li sanno i medici, i biologi, i farmacologi. Io qui valuto ciò che sappiamo e ciò che facciamo nelle sue basi scientifiche; i dettagli medici li lascio ai medici.

Conosco tanta gente che arrivata a questo punto mi etichetterebbe già come “no-vax”. La pratica di categorizzare le persone con una parola è tipica della moderna vita sociale, dagli episodi più drammatici, quando l’essere chiamato “nemico del popolo” ti faceva finire nelle grinfie del Kgb, a quando negli anni di piombo chi a sinistra non era comunista veniva additato come uno sporco-socialdemocratico-riformista. No, io rifiuto di essere accostato a chi ritiene che la terra sia piatta, a chi pensa di curare il cancro con la meditazione yoga o a chi ritiene che i vaccini siano somministrati per trasformarci in “rettiliani”!

Io rivendico il mio diritto a fare analisi, porre domande, abbozzare ragionevoli ipotesi, dedurre conseguenze. In una parola, rivendico il diritto pubblico di usare la razionalità!

Primo punto – Somministrare il vaccino Covid è compiere un atto medico, il che, come per tutti gli atti medici, porta sia benefici sia controindicazioni. Esso deve essere quindi un atto serio, razionalmente e scientificamente ponderato. Pertanto, proclami politici, toni da festa popolare o atteggiamenti superficiali (fotografie, hashtag, “birra & vaccino”,”vaccino & gelato”, eccetera) vanno del tutto evitati, ché interferiscono con il suddetto approccio razionale, oltre a essere fuori luogo e irrispettosi per la gravità del momento. Si converrà con me che tutto sono fuorché razionali le metafore belliche e i quotidiani insulti che vengono rivolti a tutti coloro che hanno dubbi sulla campagna vaccinale contro il Covid, così come è lontano da un clima di analisi razionale l’alimentare una guerra civile fredda tra vaccinati e non vaccinati. Ciò premesso, ci sono pro e contro da valutare (ripeto, come in tutti gli atti medici).

Appellandomi alla suddetta razionalità, risulta altresì inaccettabile che in qualunque discussione a tema Covid mentre si sta argomentando e sviluppando dei ragionamenti a un certo punto arrivi un sanitario (medico, infermiere, eccetera) che cala la matta: “Zitti, venite in ospedale a vedere chi sta male!” A quel punto basta, qualunque ragionamento è troncato, non si può più dire niente… Buttare sul tavolo la matta è come quando in un dibattito qualcuno che non sa cosa dire ti dà del fascista (la reductio ad Hitlerum): tu hai finito e lui ha vinto. Ringrazio tutti i sanitari che si sono spesi e si spendono per i malati, ma rivendico nuovamente il diritto a usare la razionalità e non l’emotività: se un chirurgo usasse solo l’emotività si guarderebbe bene dall’affondare il bisturi nelle carni del paziente; è il suo giudizio razionale che gli permette di procedere e di estirpare il male!

Secondo punto – PRO. Sì, i vaccini anti Covid attualmente disponibili sono efficaci nel contrastare l’epidemia, nel diminuire fortemente la probabilità di infettarsi, di ammalarsi gravemente, di morire. I dati di cui oggi siamo in possesso ci mostrano questo chiaramente e chi dicesse il contrario o mi mostra dove questi dati sbagliano o sta solo chiacchierando. Attenzione però: ho detto “sono efficaci nel contrastare”, non nel “debellare”, perché purtroppo ci si può infettare anche da vaccinati, ci si può ammalare anche da vaccinati e si può addirittura arrivare a morire, sebbene sia meno probabile. Ѐ altresì evidente che sulla consistenza numerica di questa azione positiva, che a tutt’oggi è chiara, ci sono tuttavia alcuni legittimi dubbi. Si può inoltre considerare ormai acclarato che un vaccinato possa essere contagioso, probabilmente tanto quanto un non vaccinato: circa tale caratteristica non ho personalmente visto dati definitivi, ma ritengo di potermi fidare del parere di autorevoli esperti quali Anthony Fauci (principale immunologo Usa) e Antonio Magi (presidente dell’Ordine dei medici di Roma), che tutto sono fuorché contrari ai vaccini anti covid.

Terzo punto – CONTRO. Dubbi sui vaccini anti Covid, purtroppo, ce ne sono diversi. Innanzitutto, essi sono stati approntati in fretta sotto forti pressioni politiche e autorizzati come terapie sperimentali. Ho sentito ripetere che “la scienza dice che sono sicuri”. Sì, i dati che abbiamo lo dicono, ma sono ancora dati dichiaratamente provvisori. L’autorizzazione dell’Agenzia europea del farmaco prevede espressamente che le case farmaceutiche sottomettano una relazione su benefici ed effetti collaterali entro il dicembre 2023, relazione che tale Agenzia studierà e comparerà con i dati in suo possesso per valutare l’autorizzazione definitiva. Perciò, ragionevolmente, non avremo certezze dichiarate e certificate prima del 2024 inoltrato. Occorre altresì notare che questi sieri sono stati approntati usando tecnologie altamente innovative, di cui, come dichiarato dagli stessi produttori, nulla sappiamo circa gli effetti a lungo termine. Nel loro recente intervento, Massimo Cacciari e Giorgio Agamben hanno sottolineato che gli stessi produttori dei vaccini hanno dichiarato che non sanno se negli anni potranno emergere patologie circolatorie o addirittura oncologiche.

Quarto punto – NON PREVEDIBILITÀ intrinseca. Mi sono sentito dire tante volte: “Ma abbiamo una statistica su un numero enorme di casi, praticamente non ci sono stati effetti collaterali, quindi siamo assolutamente sicuri”. Queste affermazioni me le hanno fatte anche persone con un’ottima cultura scientifica. Certo, su questi nuovi vaccini abbiamo una statistica su un numero enorme di casi e gli effetti avversi riscontrati, per quanto in alcuni casi drammatici, sono stati finora statisticamente non rilevanti; almeno questo è ciò che finora ci dicono i dati consolidati, che permangono in fase di continuo aggiornamento. Tuttavia, qui si tratta di statistica dei sistemi, e questo è campo mio, non dei medici, e qui posso dire più di loro. Tecnicamente ciascun essere vivente è quello che nella fisica moderna è chiamato “sistema complesso”. A chi fosse interessato ad approfondire l’argomento suggerisco il saggio Il quark e il giaguaro del premio Nobel Murray Gell-Mann (ma potete cominciare con la voce di Wikipedia). Detto molto rozzamente, un sistema complesso è un sistema fisico in cui “il tutto è più della somma delle parti”, ossia un sistema che, smontato nei suoi costituenti fondamentali, perde le sue caratteristiche specifiche. Evidentemente qualunque vivente è un sistema complesso, poiché se lo smonto lo uccido e cessa di essere un vivente. Sistema complesso è anche, per esempio, l’atmosfera terrestre, il cui comportamento non può essere riconducibile a quello della miscela di gas che la compongono. Peculiarità di tali sistemi complessi è proprio che essi hanno una evoluzione temporale in larga misura imprevedibile. L’esempio delle previsioni del tempo è noto a tutti: oltre le quarantotto ore la loro affidabilità crolla. Questo è un problema intrinsecamente legato alla natura di “sistema complesso” dell’atmosfera terrestre.  Più in generale, nei cosiddetti “sistemi complessi”, quali sono gli esseri viventi, la statistica sul numero di casi non ci dice niente sulla statistica nel tempo: tecnicamente si dice che che non vale né “l’ipotesi ergodica” né “la dipendenza continua dai dati iniziali”. Quindi, sì, posso affermare che sugli effetti di questi nuovi vaccini siamo ciechi su quanto potrebbe accadere ai vaccinati tra cinque o dieci anni. Potrebbe non accadere nulla, così come potrebbe esserci, Dio non voglia, un incremento di trombosi o di tumori, moderato o largo. Le stesse case farmaceutiche mettono le mani avanti dicendo che non lo sanno. Di certo posso affermare che se l’ultima delle matricole venisse a dirmi “professore, abbiamo avuto lo stesso risultato in un milione di casi, quindi questo dimostra che otterrò lo stesso risultato tra un milione di secondi” la caccerei lanciandole dietro la tessera dello studente (purtroppo il libretto cartaceo non si usa più)! Perciò non me lo vengano a dire né medici né colleghi (ideologici o poco aggiornati) né giornalisti! Ripeto: sugli effetti a lungo termine non abbiamo certezze, e non per mancanza di dati, non per ricerche fatte male, non per analisi sbagliate, ma per una caratteristica intrinseca della natura (per come la conosciamo oggi), paragonabile alle leggi della termodinamica. Non si scappa, sugli effetti a lungo termine SIAMO CIECHI.

Quinto punto – CONSIDERAZIONI SCIENTIFICHE. Allora, dobbiamo rinunciare a questi vaccini? A mio parere no, perché ne perderemmo anche i vantaggi. Risulta tuttavia ragionevole applicare un principio di prudenza. I vaccini non possono essere il solo strumento contro il Covid, ma uno strumento, da usare con gli altri. Essi vanno applicati, sì, ma valutando il rapporto rischi-benefici. Esempi pratici. Gli ultraottantenni sono vulnerabili al Covid oggi e delle complicazioni a dieci anni a loro interessa molto relativamente; per cui è ragionevole vaccinarli. I bambini, di contro, sono poco vulnerabili al Covid e complicazioni a dieci anni possono rovinare o terminare la loro vita; pertanto, non è ragionevole vaccinarli! Affermazioni a favore della vaccinazione dei bambini, anche fatte da personaggi titolati quali, per esempio, il ministro dell’Università, denotano solo ideologia e ignoranza. In mezzo, tra questi due esempi estremi, ci sono i milioni di casi da valutare a uno a uno in relazione alla situazione singola. Bisognerebbe applicare razionalità e discernimento caso per caso, sapendo che, oggettivamente, ogni soluzione comporterà dei rischi: ma la medicina non dovrebbe fare così quotidianamente? Ci sono ragionevoli dubbi a non vaccinarsi, ci sono ragionevoli dubbi a vaccinarsi. Che cosa dicevano gli antichi? In dubiis, libertas. In ciò erano certamente più saggi e razionali di noi.

Sesto punto – CONSIDERAZIONI GENERALI.  Ci sarebbero altre questioni di cui tenere conto, ma rientrano in campi non scientifici: in proposito ho la mia opinione, ma non è più titolata di quella di altri. È, tuttavia, importante che rammenti gli elementi in gioco. Ci sono innanzitutto questioni etiche su come i vaccini sono stati approntati. Alcuni (Pfizer, Moderna) hanno impiegato in fase di sperimentazione colture cellulari provenienti dalle cellule di un bambino abortito, probabilmente (ma non certamente) per aborto spontaneo. Altri (Astrazeneca) cellule analoghe le hanno usate anche in fase di produzione. Ѐ eticamente lecito ciò? L’etica classica, di cui la Chiesa cattolica si fa interprete modernamente, dice che lo è in condizioni di emergenza, in mancanza di alternative. Lo siamo effettivamente? Di nuovo, occorre affrontare la complessità della situazione e valutare attentamente. Dubbi oggettivi ce ne sono.

Altre questioni riguardano le correlazioni, anche economiche, tra gli Stati e le grandi case farmaceutiche, per cui certe strategie di cura più innovative e costose, quali i vaccini, sono state privilegiate rispetto ad altri approcci più consolidati ed economici, quali i protocolli di cura (anche domiciliare), che stanno per essere approvati a livello continentale. Perché questa scelta? Ancora non c’è chiarezza, di nuovo ci sono dubbi.

La classe medica, infine, risente fortemente di questo clima di guerra civile fredda, per cui l’ordine non scritto di “bucare tutti a tutti i costi” porta i medici a non avere la giusta serenità per valutare tutti i possibili casi, i possibili quadri clinici, le possibili controindicazioni o la portata dei benefici per ciascuno, con buona pace dell’etica della medicina, della scienza della razionalità!

Settimo punto – CONCLUSIONI. Contrariamente a quanto ci dicono, è del tutto FALSO che esista una sola soluzione che va bene per tutti. Perché è certamente vero che dobbiamo evitare che la gente muoia soffocata nelle terapie intensive, ma dobbiamo anche evitare il rischio che, se qualcosa andasse storto, la popolazione di domani sviluppi in massa patologie altrettanto gravi!

È ragionevole pensare che un evento così enorme e complesso come questa epidemia Covid possa avere una soluzione unica? È ragionevole puntare tutto su un’unica strategia, per di più scarsamente collaudata? Non sarebbe più ragionevole affrontare la complessità della situazione approntando varie strategie per i vari contesti, con piani secondari nel caso le prime scelte si rivelassero inefficaci?

Un po’ di esperienza e pratica scientifica da parte di tutti permetterebbe di agire e giudicare con razionalità e non in preda all’emotività. Io rivendico RAZIONALITÀ E PRUDENZA.

Sono uno scienziato, rivendico il diritto, senza essere additato, vilipeso, punito, allontanato, di porre domande, di analizzare, di dubitare, di invocare razionalità e prudenza e rivendico la libertà di mettere in pratica pubblicamente tutto ciò!  È così assurdo?

 

Aldo Maria Valli:
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