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La Guardia svizzera arruolerà anche donne? “Vedremo”. Intanto la nuova caserma prevede alloggi per loro

La nuova sede della Guardia svizzera pontificia è stata progettata per ospitare anche guardie donne.

Lo riferisce il giornale elvetico SonntagsZeitung, precisando che, sebbene l’apertura alle donne non sia stata ancora stabilita, la nuova caserma prevede alloggi anche per loro.

Al momento (ed è così da cinquecento anni) le guardie sono uomini single che vivono in una caserma all’interno del complesso vaticano. Comandanti e membri sposati risiedono invece in appartamenti separati, sempre all’interno delle mura. Tutti i membri della Guardia sono cittadini svizzeri.

Il progetto da cinquanta milioni di franchi svizzeri per una nuova caserma sarà completato nel 2026 e prevede una completa riorganizzazione degli spazi a disposizione del personale, in stanze singole con bagno privato.

“Fin dall’inizio è stato importante per noi che il nuovo edificio offrisse uno spazio che potesse essere utilizzato dalle donne”, ha affermato Jean-Pierre Roth, a capo della fondazione che sovrintende al progetto.

Consentire l’arruolamento di donne richiederebbe naturalmente l’approvazione del papa. Ruth Metzler-Arnold, presidente della Fondazione pontificia della Guardia svizzera, che sostiene finanziariamente il corpo, ha dichiarato che l’apertura alle donne aiuterebbe a trovare nuove reclute per la Guardia, che conta 135 membri: “Non appena le donne saranno ammesse, il potenziale di reclutamento della guardia aumenterà”.

Un portavoce vaticano in viaggio con il papa in Ungheria e Slovacchia ha detto di non essere a conoscenza di queste notizie e una fonte della sicurezza a bordo dell’aereo papale, quando le è stato chiesto se la Guardia Svizzera un giorno arruolerà donne, ha risposto: “Vedremo”.

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