Lettera aperta / Cari studenti, ecco perché quest’anno non sarò con voi

Lettera aperta di un insegnante che ha deciso, con sofferenza, di non prendere parte al nuovo anno scolastico.

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Carissimi studenti,

ho preso la decisione di non iniziare con voi questo nuovo anno scolastico; decisione difficile e sofferta, perché mi mancherete. Mi mancheranno i vostri occhi e i vostri sorrisi, la vostra curiosità e la vostra simpatia, la vostra voglia di giocare e di stare insieme.

Da cristiano scelsi questo lavoro per fare la mia parte nella vostra educazione, per aiutarvi a crescere nella libertà e nella gioia, nell’accoglienza dell’altro e di voi stessi, con uno sguardo di fiducia e di coraggio nei confronti della vita e del prossimo, certi dell’aiuto e della benedizione di Dio sulle vostre vite, come ci ha insegnato Gesù: “Guardate gli uccelli del cielo: non seminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?” (Matteo 6, 26-27).

In questi ultimi anni ci è stato tolto molto: la dignità del nostro viso, la libertà di poter coltivare le nostre amicizie e le nostre passioni, la possibilità di riconoscere nell’altro un dono di cui gioire e non un nemico da temere. Per me, che sono adulto, questo tempo strano passa veloce e traccia al più uno spiacevole ricordo, ma per voi, che siete giovani, questo tempo rischia di lasciare un’impronta profonda nelle vostre vite, e questo è profondamente ingiusto. Vi è stato tolto ciò che non doveva esservi tolto, in una età che non tornerà più.

Non posso più sopportare tutto questo, perchè se lo accettassi ancora ne diverrei silente complice. Non posso accettare di dover presentare una tessera al mattino che attesti il mio “‘diritto” di poter lavorare, né di sottoporre il mio corpo a qualsivoglia trattamento contro la mia volontà: il mio corpo è sacro ed è tempio dello Spirito e non accetterò alcun ricatto che vada a lederne la dignità.

Molti diranno che il mio è solo un gesto inutile, simbolico, che non porterà a nulla, e verrà presto dimenticato. Probabilmente è vero, ma troppo spesso dimentichiamo che sono proprio le azioni inutili a renderci pienamente umani.

Con affetto, il vostro

Prof. Bernardi

Lunedì 13 settembre 2021, primo giorno di scuola.

Fonte: profbernardi.com

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