Eresia a profusione. Così la “sinodalità” viene usata per sovvertire la Chiesa

Un “sinodo internazionale” tenuto in Inghilterra ha insistito sul “diritto fondamentale” di “tutti i cattolici adulti” di “votare in tutte le decisioni su questioni di dottrina, valore, azione e qualsiasi altra questione riguardante il bene comune dei loro Comunità.”

The Root and Branch Synod (il sinodo della radice e del ramo), composto da clero e laici pro-aborto e pro-Lgbtq, ha affermato di attuare il programma di riforma di papa Francesco e ha invitato rappresentanti di altre religioni e confessioni, tra cui una “vescova” anglicana.

La conferenza, tenuta online e dal vivo a Bristol dal 5 al 12 settembre, è stata approvata dal vescovo di Clifton, Declan Lang, il primo vescovo inglese che ha vietato la Messa tradizionale in latino e ha dato disposizioni speciali per le messe Lgbtq nella sua diocesi.

Lo stesso monsignor Lang ha partecipato al sinodo, organizzato in parte da padre Richard McKay, parroco di San Nicola da Tolentino a Bristol, dove si tengono le messe Lgbtq.

“Quando le donne furono ordinate per la prima volta come sacerdoti nella Chiesa d’Inghilterra nel 1994, Richard parlò con fermezza e pubblicamente affinché lo stesso accadesse nella Chiesa cattolica e ha continuato a farlo”, si legge nella biografia di McKay pubblicata dal sinodo.

Relatori della sinistra radicale, tra cui l’ex presidente dell’Irlanda e attivista pro-aborto Mary McAleese, sono intervenuti al sinodo chiedendo una revisione radicale dell’insegnamento della Chiesa, in particolare sull’ideologia di genere, la sessualità e l’ordinazione delle donne.

All’incontro è intervenuta anche Claire Jenkins, maschio biologico diventato donna d0opo aver avuto quattro figli e membro di un gruppo di lavoro che consiglia i vescovi cattolici di Inghilterra e Galles su questioni “trans”.

Il Testo di Bristol pubblicato dal sinodo cerca di influenzare le decisioni dei vescovi a livello locale in Inghilterra e Galles, nonché a livello globale “come parte della preparazione comune per Roma nel 2023”.

Lo scrittore e diacono inglese Nick Donnelly ha detto a Church Militant che i relatori del sinodo “hanno precedenti nel sostenere cambiamenti eretici alla fede apostolica”.

È significativo che gli organizzatori pretendano di ottenere credibilità per il loro “sinodo” facendo appello al processo sinodale di Francesco. Il sinodo Radice e Ramo, con la partecipazione di “esperti” anticattolici e non cattolici e il rifiuto del vero cattolicesimo, ci dà un assaggio della morsa che sta per stringere la sua presa sulla Chiesa.

Il documento vaticano sulla sinodalità pubblicato all’inizio di settembre chiede una radicale inclusione dei partecipanti al processo sinodale, compresi “i cattolici che praticano raramente o mai la loro fede”.

“Nessuno, indipendentemente dalla sua appartenenza religiosa, dovrebbe essere escluso dalla condivisione della propria prospettiva ed esperienza”, sottolinea il vademecum vaticano intitolato Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione. Vademecum per il Sinodo sulla sinodalità .

Di conseguenza, il sinodo di Bristol ha cooptato la dottoressa musulmana nigeriana Zainab Mai-Bornu; l’attivista anglicana per l’ordinazione delle donne Christina Rees; “sacerdoti” anglicani come Eve Rose-Keenan, Catherine Okoronkwo e Victoria Chester; e il “vescovo” anglicano di Bristol Vivienne Faull.

Al suo secondo mandato nel comitato anglicano-cattolico romano per gli incontri ecumenici, Faull è una sostenitrice aperta del “matrimonio” gay. Quando era preside della cattedrale di York, Faull autorizzò la “benedizione” dell’annuale marcia dell’orgoglio Lgbtq in città.

Oltre al sostegno al matrimonio tra persone dello stesso sesso, il Testo di Bristol chiede anche l’abolizione del ruolo sacramentale del sacerdote come unico mezzo per celebrare la Santa Eucaristia.

“Gesù ha reso facile celebrare la sua presenza con noi, poiché il rito del semplice mangiare e bere insieme è iscritto in noi come esseri umani. Non richiede un sacerdozio separato”, afferma il Testo di Bristol, concludendo che “tutti i battezzati sono idonei a rispondere alla chiamata di Dio in ogni ministero”.

Affermando che “la gerarchia distorce la bellezza della diversità”, il manifesto “chiede una radicale rivisitazione del modo di essere Chiesa, poiché è diventata prevalentemente un’istituzione gerarchica strutturata su una leadership tutta maschile”.

“Ogni cattolico adulto – si legge inoltre – ha il diritto di votare e di essere eleggibile come candidato per qualsiasi ministero della Chiesa. Tutti i cattolici hanno anche il diritto di farsi rendere conto dai loro leader”.

Il sinodo sfida anche il concetto di “famiglia” tradizionale, chiedendo “una risposta pastorale alle diverse forme familiari”, e respinge l’insegnamento della Chiesa su sesso e genere come “confuso e contraddittorio”.

Un discorso di padre Thomas O’Loughlin al sinodo ha provocato indignazione su Facebook dopo che il sacerdote cattolico della diocesi di Arundel e Brighton ha affermato che “Gesù non ha fondato la Chiesa, né, anzi, ha potuto fondare la Chiesa [perché] apparteneva alla chiesa d’Israele”.

Il sacerdote padre Thomas Crean gli ha risposto sui social media osservando che “raramente aveva sentito un modernismo così flagrante da un prete cattolico in Inghilterra”.

“In tempi normali – ha aggiunto – una lettera al vescovo di Arundel che gli chieda di indagare sul sacerdote per eresia sarebbe la cosa corretta da fare, ma data la rottura dello stato di diritto, ci si chiede se ne valga la pena”.

Fonte: churchmilitant.com

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