La scelta della Verità, prima vera carità

Lo storico Massimo Viglione scrive oggi nella pagina Telegram della Confederazione dei Triarii:

«Io ormai valuto le persone solo in base alla loro capacità di capire quanto ci sta accadendo e di intuire le altre persone e la loro reale posizione. Quando vedo chi non capisce, mi allontano. Quando vedo chi non intuisce, mi ritiro. Siamo in guerra, nella più infernale guerra mai concepita nella storia. La guerra della menzogna totalitaria.

In tale contesto, la vera prima carità risiede nella scelta della Verità. E dei veritieri, che sono i prescelti. Crollano amori, amicizie, intese, maestri del passato. Nascono nuovi elitari e fraterni legami alla luce della Verità.

La vera carità, senza inganno. Il vero amore, senza menzogna. Nulla sarà mai più come prima. Sono mutati per sempre gli stessi criteri di scelta. Tanto degli uomini che delle donne.»

Trovo che queste parole di Massimo Viglione siano molto calzanti, adatte a illustrare la situazione attuale. Si avverte in esse un fondo di amarezza, è naturale, ma il Signore non manda mai una prova solo per il gusto di rattristarci o avvilirci. Se ci mette alla prova è per la nostra crescita interiore. È per la salvezza della nostra anima.

Da quando siamo alle prese con la pseudo-pandemia, tutto è cambiato e nulla sarà più come prima, ma non a causa del virus o del vaccino o del green pass. Questi sono gli effetti. Il vero cambiamento sta nel fatto che siamo chiamati a schierarci: per la Verità o per la menzogna.

È vero, è proprio come in guerra, e forse molti di noi – noi cresciuti con l’idea che la guerra ci fosse del tutto estranea – mai avrebbero immaginato di dover sperimentare una simile situazione. E invece eccoci qui. E sottoscrivo quanto dice Massimo Viglione: prima, grande carità è la scelta della Verità. E aggiungo che anche la più alta forma di misericordia, al punto in cui siamo, è smascherare la menzogna. Tutto ciò, ovviamente, se abbiamo una visione soprannaturale della nostra esistenza. Se invece riduciamo la realtà al qui e ora, alla sola carne, alla sola fisiologia, siamo già esposti al condizionamento della menzogna. Che si manifesta principalmente proprio nel tentativo di ridurci alla sola dimensione materiale, impedendoci di alzare lo sguardo verso l’assoluto.

Crollano amori e amicizie, scrive Viglione, e lo sperimentiamo ogni giorno, con profonda mestizia. Ma Gesù ci aveva avvertito: “Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera”.

La separazione è umanamente dolorosa, ma può essere liberante. Cadono le maschere, si dissolvono le schermature che ci impedivano di vedere. Tutto, in un certo senso, è più chiaro.

Certo, i figli di questo mondo sono più scaltri dei figli della luce. Ma i figli della luce badano al bene dell’anima e non temono di essere accusati, ingiuriati, irrisi.

Caro Massimo, cari amici, teniamoci per mano nella preghiera. Non praevalebunt.

A.M.V.  

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