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Il papa, la sua missione, la sua fedeltà. Dai frutti lo riconosciamo

Cari amici di Duc in altum, il dibattito innescato dall’articolo La confessione di Pietro e un “dubium” teologico (qui) del blogger argentino The Wanderer si arricchisce di nuovi interventi. The Wanderer aveva chiesto lumi ai teologi, ma alcuni frequentatori di Duc in altum, pur non avendo in tasca una laurea in Teologia, si sono sentiti ugualmente interpellati, e io li ospito volentieri. Come nel caso del contributo che vi propongo qui. Buona lettura!

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di Gianfranco Artale

Carissimo Aldo Maria,

nel suo articolo Il papa, Pietro e lo Spirito Santo il teologo León de Nemea paragona il papa al “messo reale”: il re lo ha incaricato e solo lui può rimuoverlo.

Il non trascurabile intoppo è che, per quanto concerne il papa, nessuno può provare che sia stato il Signore a incaricarlo!

L’autore dell’articolo, per me, è un altro – l’ennesimo – socio del club del cavillo (“legittimità”, “legittimamente”…), quelli che idolatrano il Diritto canonico come se fosse stato scritto dal Signore su tavole di pietra, e non fosse invece un prodotto discutibile di uomini discutibili, creato tardivamente e rimaneggiato a ogni piè sospinto per i motivi più vari.

Parliamoci chiaro, carissimo. Se davvero la Chiesa volesse scegliere il papa secondo la volontà del Signore, perché non usare il semplicissimo sistema dell’estrazione a sorte, sia pure dopo aver pregato, come in Atti 1,23? Quanto meno per evitare conclavi interminabili, sarebbe naturale un sorteggio fra i più votati, dopo, che so, dieci scrutini, no?

Be’, non credo che sia mai stato neppure proposto.

Gli è che l’establishment della Chiesa ha sempre voluto sceglierselo lui, il “successore di Pietro”, trovando nel contempo terribilmente comodo – e come dargli torto? – affibbiare poi la scelta alla volontà dello Spirito!

Ma ce lo vedi tu, Nostro Signore Gesù Cristo ammaestrarci a studiare ben a fondo il Codex iuris canonici? No, il Signore, badando alla sostanza, ha detto: “Guardatevi dai falsi profeti, dai loro frutti li riconoscerete”. Ora, mi pare che il ruolo di papa sia “profetico” per definizione, dunque dobbiamo guardarci dai falsi papi ponendo attenzione ai loro frutti.

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Articoli finora pubblicati:

The Wanderer, La confessione di Pietro e un “dubium” teologico (qui), 4 gennaio 2022

Don Francesco Ricossa, A quali condizioni Pietro è veramente la roccia? (qui) 5 gennaio 2022

León de Nemea, Il papa, Pietro e lo Spirito Santo (qui), 12 gennaio 2022

Aldo Maria Valli:
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