Il papa e l’oggettiva volontà di fare il bene della Chiesa

di Antonio Polazzo

Caro Aldo Maria Valli,

di recente ha proposto sul suo sito un dubium teologico apparso in un sito argentino. Al riguardo, mentre ho molto apprezzato la lucida risposta di don Francesco Ricossa (che si fonda sulla tesi di padre Guérard Des Lauriers dell’ordine dei predicatori), mi trovo in pieno disaccordo con quella che ha dato il teologo León de Nemea.

Quest’ultimo esordisce nelle sue conclusioni dicendo che “se Francesco è papa non è per meriti e virtù proprie” e che “si è papa quando si è stati legittimamente scelti per assolvere a questo compito”. Poi aggiunge che “attualmente è legittimamente considerato papa un cardinale che nel conclave riceve i due terzi dei voti e accetta il pontificato”. Non si capisce se quell’ “attualmente” si riferisca anche all’accettazione (come se prima non fosse richiesta) o soltanto al resto. Nel primo caso, sarebbe evidentemente un grave fraintendimento, perché da sempre l’accettazione è necessaria. Senza questa accettazione si è, e si resta, legittimamente eletti, ma non si diventa papi. Nel secondo caso – lo dico con un rispetto “rafforzato”, dovuto a un teologo da chi teologo non è – León de Nemea sembra comunque non cogliere il valore dell’accettazione, che deve essere reale e non apparente, e che naturalmente presuppone la volontà dell’eletto, non ancora papa, di eseguire la missione affidata a Pietro, di confermare i fratelli nella fede.

Non è vero, quindi, che un papa, per essere papa, non ci metta niente di suo. Deve mettere quella cosa santa e preziosissima che è la propria oggettiva volontà di fare il bene della Chiesa. Ora se, come sembra pacificamente riconoscere lo stesso León de Nemea, in Francesco questa volontà manca, è impossibile che l’accettazione (apparentemente espressa) possa realmente esistere. Ma se non esiste allora Francesco non è un vero papa. E tantomeno un “cattivo papa”. L’eletto non ha ricevuto l’autorità pontificia.

Mi sembra poi che León de Nemea trascuri l’insegnamento della costituzione Pastor Aeternus, secondo cui l’assistenza dello Spirito Santo per il governo della Chiesa è promessa e conferita, oltre che a Pietro, ai successori di Pietro: “Lo Spirito Santo, infatti, non è stato promesso ai successori di Pietro per rivelare, con la sua ispirazione, una nuova dottrina, ma per custodire con scrupolo e per far conoscere con fedeltà, con la sua assistenza, la rivelazione trasmessa dagli Apostoli, cioè il deposito della fede” (cfr. cap. IV). E ancora: “Questo indefettibile carisma di verità e di fede fu dunque divinamente conferito a Pietro e ai suoi successori in questa Cattedra, perché esercitassero il loro eccelso ufficio per la salvezza di tutti” (cfr. cap. IV).

Ebbene, se dell’assistenza dello Spirito Santo godono i successori di Pietro è impossibile che essi, come successori, come Maestri di tutti i cristiani, cioè come Papi (non, invece, come persone private), facciano del male alla Chiesa. O sono veri successori e allora non è possibile che, nell’esercizio del loro ufficio verso tutta la Chiesa, facciano del male alla Chiesa oppure fanno del male alla Chiesa e allora non è possibile che siano veri successori.

Evidenzio, infine, che quando il Signore disse che sarebbe stato con i Suoi apostoli fino alla fine del mondo (Mt. 28, 20) ha certamente voluto dire che sarebbe stato con i successori degli apostoli ai quali parlava in quel momento. Pertanto, se fosse vera la tesi di León de Nemea, dovremmo credere che il Signore è con Francesco e con i “vescovi” che, in comunione con lui, stanno distruggendo la Chiesa. Problema, quest’ultimo, che – dissento ancora una volta – non è principalmente di Francesco, essendo invece principalmente di tutti gli altri, cioè di tutti i fedeli (e in realtà anche degli infedeli) che si trovano senza guida nelle cose della fede e dei costumi. Anzi, molto peggio, con una guida apparente la cui intenzione oggettiva è quella di sopprimere la fede.

_____________________________

Articoli finora pubblicati:

The Wanderer, La confessione di Pietro e un “dubium” teologico (qui), 4 gennaio 2022

Don Francesco Ricossa, A quali condizioni Pietro è veramente la roccia? (qui) 5 gennaio 2022

León de Nemea, Il papa, Pietro e lo Spirito Santo (qui), 12 gennaio 2022

Gianfranco Artale, Il papa, la sua missione, la sua fedeltà. Dai frutti lo riconosciamo (qui), 14 gennaio 2022

Andrea Colombo, Ci vorrebbe un vero papa cattolico…, (qui), 15 gennaio 2022

Giglio Reduzzi, Perché nessuno parla più dello Spirito Santo? (qui), 15 gennaio 2022

Guido Ferro Canale, La Chiesa, la fede e il problema del papa eretico (qui), 16 gennaio 2022

I miei ultimi libri