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Ricordo del maestro Alberico Vitalini, artista e gentiluomo

di Aurelio Porfiri

Purtroppo il 1921 è passato senza che ci si ricordasse di fare memoria di un importante musicista cattolico, un laico che ha dedicato molta parte della sua vita a scrivere musica per la liturgia e a servire la Chiesa e la Santa Sede nel modo migliore.

Sto parlando di Alberico Vitalini (1921-2006), che ho avuto la gioia di conoscere e frequentare negli ultimi anni della sua vita, visitandolo spesso nel suo appartamento di piazza della Città Leonina in cui mi accoglieva con il tratto signorile che fu una delle caratteristiche della sua personalità.

Aveva composto opere sinfonico-corali, lavori per strumenti vari e molta musica da film. Dal 1950 al 1987 fu responsabile dei programmi musicali della Radio Vaticana e proprio in questa sede si incontrò con suor Dolores Aguirre che a un certo punto gli commissionò brani per la liturgia soprattutto in lingua Italiana. Il maestro Vitalini scrisse un numero enorme di brani per la Radio Vaticana, poi registrati e trasmessi tutt’ora nei programmi liturgici. Alcuni suoi canti ancora vengono eseguiti nelle nostre liturgie, come A te nostro Padre, che è entrato nel repertorio di molte parrocchie.

Spesso quando si parla di noi musicisti si fa riferimento ai caratteri difficili ed emotivi. Devo dire che questo è vero, ma nel caso del maestro Vitalini chi lo ha conosciuto non può non ricordare la grande signorilità della persona, la sua squisita gentilezza e come sapeva incoraggiare un giovanissimo sconosciuto come me trattandolo con lo stesso rispetto con cui avrebbe trattato un collega. Non l’ho mai sentito parlare male dei suoi colleghi e dimostrava in ogni aspetto della vita il suo profondo cattolicesimo. Una vita non facile, la sua, a causa di alcune vicende familiari, eppure il tratto da nobile gentiluomo non lo perse mai: fu quello che tutti definiamo “un vero signore”.

Avrei voluto fare di più per ricordare adeguatamente il maestro, ma la vita spesso ci porta a distrarci e a dimenticare anche cose importanti. Spero tanto che ci sarà chi saprà cogliere la sua eredità artistica e potrà prendere esempio dalla sua personalità, sapendo che si può essere grandi artisti senza per forza essere completamente sregolati.

 

Aldo Maria Valli:
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