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Scoprire l’Eucaristia con san Giovanni Bosco / 2. Partecipare alla Messa

di don Marco Begato

Andiamo a scoprire le preghiere che don Bosco proponeva ai suoi ragazzi per assistere con frutto alla santa Messa. Le riporto di seguito, però prima spiego come si applicano. Anzitutto, tali preghiere sono concepite per seguire la Messa in rito antico. In pratica, viene proposta una breve preghiera da recitare mentalmente in corrispondenza di alcuni momenti della funzione religiosa. Ci accorgeremo che alcuni momenti sono rimasti anche nel rito riformato, mentre altri non si trovano più. La cosa interessante è vedere come questi testi veramente alimentino il desiderio spirituale e aiutino il fedele a concentrarsi sul mistero celebrato.

“In principio della Messa. Signor mio Gesù Cristo, io vi offerisco questo santo sacrifizio a vostra maggior gloria ed a bene spirituale dell’anima mia, fatemi la grazia che il mio cuore e la mia mente ad altro più non pensino che a voi. Anima mia scaccia ogni altro pensiero e preparati ad assistere a questa santa Messa col massimo raccoglimento”.

Una sorta di auto-esortazione molto semplice ed estremamente attuale. Forse oggi si è perso l’uso spirituale di offrire il Sacrificio. Del resto la Messa è sacrificio e a questo servono i sacrifici religiosi: a offrire qualcosa a Dio. Il cristiano offre lo stesso Cristo, dal quale è stato redento. Ogni Messa rinnova tale redenzione e rinvigorisce per ciò stesso la vita cristiana.

“Al Confiteor. Io confesso a Dio onnipotente, alla Beata Maria sempre Vergine, al Beato Michele Arcangelo, al Beato Gioanni Battista, a’ santi Apostoli Pietro e Paolo e a tutti i Santi, perchè molto peccai con pensieri, parole ed opere per mia colpa, per mia colpa, per mia grandissima colpa. Perciò prego la Beata Vergine Maria, il Beato:Michele Arcangelo, il B. Gioanni Battista, i Ss. Apostoli Pietro e Paolo e tutti i Santi ad intercedere per me appresso il Signor nostro Iddio”.

Qui si propone, né più né meno, la traduzione della preghiera del Confesso secondo la tradizionale formulazione. Dato che il prete la recitava in latino e, anzi, ai tempi di don Bosco la recitava sottovoce in un dialogo privato coi ministranti, ecco che il messalino ne propone la lettura mentale simultanea in lingua italiana.

Il Sacerdote ascende all’Altare. Tutta la terra vi adori, o Signore, e canti lode al vostro santo nome. Sia gloria al Padre, al Figliuolo, ed allo Spirito Santo. Cosi sia”.

Nel rito antico, il sacerdote sale all’altare dopo le preghiere penitenziali. Questo gesto io l’ho rivissuto da ragazzo, perché sono cresciuto col rito ambrosiano che ha mantenuto qualcosa di simile anche dopo la riforma liturgica. Si recitano le preghiere penitenziali e poi si sale in presbiterio. La preghiera suggerita affida al prete ogni lode, affinché salendo all’altare e avvicinandosi al tabernacolo, porti con sé i bisogni di tutto il mondo.

“Al kyrie eleison. Signor mio Gesù Cristo, abbiate misericordia di questa povera anima mia”.

Come sopra, mentre il prete recita le nove invocazioni penitenziali, i fedeli vi aderiscono col cuore.

“Al Gloria. Sia gloria a Dio nel più alto de’ cieli, e pace in terra agli uomini di buona volontà, perché solo Iddio è degno di essere lodato e glorificato per tutti i secoli”.

Nuovamente si introduce la preghiera andando a tradurre almeno le prime righe del testo.

All’Oremus. Ricevete, o Signore, le preghiere che da questo Sacerdote vi sono indirizzate per me. Concedetemi la grazia di vivere e morire da buon cristiano nel grembo della santa Madre Chiesa”.

L’Oremus è la prima orazione della Messa, oggi detta di ‘colletta’. Il fedele per lo più non la comprendeva in latino. L’alfabetizzazione media rendeva probabilmente difficoltoso procurarsi e seguire i messalini in lingua (credo si siano diffusi nel Novecento). Per cui, con molta umiltà e praticità, ecco che i ragazzi di don Bosco sono invitati ad aderire alla preghiera del sacerdote, qualsiasi essa sia. Nel frattempo si rinnova il desiderio fondamentale che riassume tutto lo sforzo dell’itinerario spirituale: essere per sempre un buon cristiano!

All’Epistola. Infiammate, o Signore, il cuor mio del vostro santo Amore, acciocchè io vi ami e vi serva tutti i giorni della mia vita”.

L’Epistola costituiva l’unica lettura prima del Vangelo. A pensarci bene, la monizione prima delle letture è rimasta in molte celebrazioni odierne. Faccio notare che oggi si predilige il tono catechetico, si cerca cioè di spiegare quanto verrà letto; invece don Bosco si limita a una considerazione mistagogica, stimola l’attenzione dei sensi spirituali.

“Al Vangelo. Io sono pronto, o Signore, a confessare la fede del Vangelo a costo della mia vita professando le grandi verità, che ivi sono contenute. Datemi grazia e fortezza per fare la vostra Divina volontà, e di fuggire tutte le occasioni di peccare”.

La preghiera al Vangelo ha un affascinante tenore martiriale: ascoltare la Parola del Signore per prepararsi a testimoniarlo, mettere le verità di Cristo sopra la propria stessa vita.

“Al Credo. Io credo fermamente tutte te verità che voi, mio Dio, rivelaste alla vostra Chiesa, perché siete verità infallibile. Accrescete perciò in me lo spirito di viva fede, di ferma speranza, e d’infiammata carità”.

Ci si introduce al Credo rinnovando la richiesta delle virtù teologali.

“All’Offertorio. Vi offerisco, o mio Dio, per le mani del Sacerdote quel pane e quel vino che debbono essere cangiati nel corpo e nel sangue di Gesù Cristo. Vi offro nel medesimo tempo il mio cuore, la lingua mia, affinché per l’avvenire altra non desideri né d’altra cosa io parli, se non di quello che riguarda al vostro santo servizio”.

Anche all’Offertorio abbiamo spesso conservato l’uso di scandire la presentazione dei doni con intenzioni lette pubblicamente. L’uso più antico sottolineava e preparava alla transustanziazione delle specie e a ciò indirizzava tutto il sentimento del fedele.

“All’Orate Fratres. Ricevete, Signore, questo sacrifizio per onore o gloria del vostro santo nome, per mio vantaggio, e per quello di tutta la vostra. santa Chiesa”.

Qui si parafrasa la risposta liturgica: “Il Signore riceva dalle tue mani questo sacrificio, etc.”

“Al Prœfatio. Mio cuore alzati a Dio e pensa alla passione di Gesù Cristo, che egli va a cominciare per li tuoi peccati”.

Qui si parafrasa “in alto i nostri cuori, sono rivolti al Signore” e si rammenta che dalla preghiera del Prefazio entreremo nel vivo di quella passione che costituisce l’essenza della santa Messa.

Segue la preghiera che accompagna il Sanctus e nella quale le voci umane si uniscono al canto delle schiere angeliche. Quindi ci sono quattro preghiere che riassumono e adattano ai fedeli quelle parole che il sacerdote pronuncia a nome loro, rivolto a Dio. I momenti citati si riferiscono alla Preghiera Eucaristica Prima, detta Canone Romano.

Al Sanctus. Anima mia unisci ogni tuo affetto al coro degli Angeli, e canta con essi un inno di gloria dicendo: Santo, Santo, Santo è il Signori, il Dio degli eserciti. Sia glorificato o benedetto per tutti i secoli.

Al Memento de’ vivi. Vi prego, o Gesù mio, di ricordarvi dei miei genitori, degli altri parenti, de’ benefattori, degli amici miei, ed anche de’ miei nemici; ricordatevi altresì del sommo Pontefice e di tutta la Chiesa, e di ogni autorità spirituale o temporale, a cui tutti sia pace, concordia e benedizione.

All’elevazione dell’Ostia. Con tutta umiltà prostrato vi adoro, o Signore, e credo fermamente che esistete in quest’Ostia sacra. Oh gran mistero, un Dio viene dal cielo in terra per la mia salute! Sia lodato, e ringraziato ogni momento il Santissimo e divinissimo Sacramento (100 giorni d’Indulgenza ogni volta).

All’elevazione del Calice. Signor mio Gesù Cristo, io adoro quel sangue che voi spargeste per salvare l’anima mia. Io ve l’offerisco in memoria della vostra passione, morte, risurrezione, e ascensione al cielo; ricevetelo in isconto dee miei peccati, e per li bisogni di santa Chiesa.

Al memento de’ morti. Ricordatevi, Signore, delle anime del Purgatorio o specialmente di quelle de’ miei parenti, benefattori spirituali e temporali. Liberatele da quelle pene e date a tutte la gloria dal Paradiso”.

Conclusa la preghiera eucaristica, ci si prepara alla Comunione attraverso alcuni passaggi fondamentali, di cui i principali sono l’orazione del Signore, l’Agnello di Dio e l’atto penitenziale.

Al Pater noster. Vi ringrazio, Gesù mio, di questo eccellente modello di preghiera che mi deste, fatemi la grazia che io la possa recitare colla divozione e coli’ attenzione che ai merita. Concedetemi quanto in essa vi dimanda per me quel Sacerdote, e soprattutto non permettete che nelle tentazioni io cada in mortale peccato, unico e sommo male che può farmi perdere eternamente. Dite il Pater noster etc.

All’Agnus Dei. Gesti, agnello immacolato, vi supplico ad usare misericordia a me e a tutti gli del mondo affinché tutti si convertano a voi, per godere quella vera pace che provano coloro i quali sono in grazia vostra.

Al Domine non sum dignus. O Signore, per la moltitudine de’ miei peccati io non son degno che voi veniate ad abitare nell’anima mia; ma dite solamente una parola, e mi sarà rimesso ogni peccato. Oh quanto mi spiace di avervi offeso, fatemi la grazia, che non vi offenda mai più per l’avvenire.

Alla Comunione. Se non potete comunicarvi sacramentalmente fate almeno la comunione spirituale, che consiste in un ardente desiderio di ricevere Gesù nel nostro cuore, dicendo: Mio caro e buon Gesù, poichè questa mattina io non posso ricevere l’Ostia Santa, venite nondimeno a prendere possesso di me colla vostra grazia, onde io viva sempre nel vostro santo amore. La grazia che singolarmente vi domando è di potere star lontano da’ cattivi compagni, perchè se avrò la sorte di frequentare buoni compagni, io pure sarò buono e potrò salvar l’anima mia.

Alle ultime orazioni. Vi ringrazio, o mio Dio, di esservi sacri, tinto per me. Fate che sin da questo momento tutto io mi possa sacrificare a Voi. Dispiaceri, fatiche, caldo, freddo, fame, sete ed anche la morte tutto accetterò volentieri dalle vostre mani, pronto ad offerire tutto e perdere tutto, purchè io possa adempiere la vostra santa legge.

Alla Benedizione. Benedite, Signore, queste sante risoluzioni; beneditemi per la mano del vostro ministro, e fate che gli effetti di questa benedizione siano eternamente sopra di me. Nel nome del Padre, del Figliuolo, e dello Spirito Santo. Così sia.

All’ultimo Vangelo. Verbo eterno, fatto carne per salvare l’anima mia, io vi adoro col più profondo rispetto, e vi ringrazio di quanto patiste per me. Concedetemi la grafia di conservare i frutti di questa santa Messa; perdonatemi se non vi ho assistito colla debita attenzione, e fate che uscendo io di questa Chiesa abbiano gli occhi, la lingua e tutti i sensi miei i1n sommo orrore ogni cosa che si opponga alle verità del vostro santo Vangelo.

Dite una Salve alla B. V. ed un Pater a s. Luigi, affinché vi aiutino a mantenere i proponimenti fatti e soprattutto di evitare i cattivi discorsi”.

Ed ecco il mio commento complessivo. Tali preghiere sono state accusate di rendere troppo individualista la partecipazione alla Messa e di distrarre dal rito effettivo. A me non pare che sia in assoluto così. Le preghiere sono brevi, risvegliano l’attenzione del singolo al momento opportuno, rendono più comprensibile ciò che sta avvenendo, adeguano i sentimenti personali a quelli del rito, aiutano a concentrarsi su ciò che avviene momento per momento. Di fatto, i fedeli si trovano così costantemente attenti e costantemente sintonizzati sulle medesime riflessioni e aspirazioni del cuore. Inoltre, se è vero che la Messa una volta era per metà in latino e per metà in silenzio, tali preghiere aiutavano a centrare il senso di quanto veniva detto e fatto nei vari passaggi della cerimonia. Non basta del resto capire le parole pronunciate in italiano e ad alta voce, per dire di aver realmente compreso il significato dei misteri che si celebrano davanti a noi. E neppure è scontato che una forma di preghiera meno intima ci renda più uniti e partecipi, anzi spesso si vede che i fedeli risultano distratti e distanti. A mio giudizio dunque, riscoprire almeno in parte tali preghiere anche nelle Messe odierne, potrebbe essere di aiuto.

2.continua

Qui la prima parte

 

Aldo Maria Valli:
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