Che fare? / Meglio annunciare la verità con durezza che tacerla in nome della mitezza

di don Marco Begato

La meditazione sulle Rivelazioni di santa Gertrude di Helfta offre una miniera di spunti spirituali per la vita del cristiano e non manca di riservare alcune lezioni che sempre sorprendono per l’attualità e l’arditezza. Da un libro di esperienze mistiche ci si attende generalmente una raccolta di temi devoti, ascetici, con riferimenti eminentemente spirituali, puntualmente inerenti la fede, ma il XLVI capitolo del libro IV ci introduce a un argomento spigoloso e decisamente poco usuale rispetto al genere complessivo del testo. Siamo nella festa di santa Maria Maddalena e, come sempre avviene a santa Gertrude, ecco che una luminosa visione la mette in contatto diretto con la santa celebrata dalla liturgia del giorno.

Il racconto procede, secondo i topos narrativi tipici di Gertrude, attraverso un’allegoria in cui per ogni azione storica della vita di Maria Maddalena vengono proposte alle anime fedeli alcune pie pratiche ascetiche. Dunque, al fine di imitare la Maddalena nei gesti di bagnare i piedi di Gesù con le proprie lacrime e asciugarli coi propri capelli, si raccomandano varie forme di umiliazioni personali e di fioretti. Ma d’un tratto l’intero discorso cambia registro:

Il Signore aggiunse: se poi vuoi anche offrirmi il profumo che, secondo il Vangelo, questa pia donna ha sparso sul mio capo spezzando il vaso che lo conteneva, dovrai amare la verità.

Di qui si dipana un netto insegnamento del Signore attorno al valore della verità e agli sforzi che i cristiani dovranno prepararsi a sostenere per la sua difesa:

Chi infatti per amore della verità e per difenderla si espone a perdere i suoi amici, o si attira delle pene o si addossa volentieri grandi fatiche, spezza realmente il suo vaso d’alabastro e versa sul mio capo un balsamo di gran prezzo e riempie la casa del suo delizioso profumo.

Accanto alle comuni esortazioni rivolte alla carità, ai sacrifici e alle preghiere, ecco imporsi la dedizione alla verità come una via autentica e sicura di elevazione spirituale. Si tratta, badiamo bene, di un impegno vissuto in modo da essere disposti a dare tutto, fino a patire sofferenze e persecuzione.

Questo modo di decidersi per la verità si pone come elemento culminante del cammino di santificazione, imprescindibile per chi voglia raggiungere l’apice della donazione personale, per chi voglia fare della propria vita quel che fece la Maddalena spezzando il vaso di alabastro del suo profumo.

Mi permetto una deviazione: nei santi vangeli chi disprezza il gesto della Maddalena? Giuda Iscariota, colui che disdegna la verità, colui che baratta la tradizione con il tradimento, colui che spezza l’amicizia e finge il bacio. Il nemico della Verità non può che odiare la Maddalena, e con lei chiunque si umili per onorare la Verità.

Ma torniamo al testo. Secondo l’insegnamento di santa Gertrude la verità si impone anzitutto come valore di per sé; al contempo da esso derivano anche benefici specifici per la vita degli uomini, sia per chi annuncia la verità, sia per chi ne riceve l’annuncio:

Egli dà in tal modo il buon esempio, perché, mentre si sforza di correggere gli altri, si emenda dei propri difetti evitando di commettere le colpe che biasima nel prossimo, sì che il buon odore si espande tanto per la conversione fraterna quanto per il buon esempio che dà.

La verità dunque è direttamente collegata alla moralità: colui che è disposto a soffrire per la verità, sarà inevitabilmente chiamato a essere coraggioso e coerente, disposto all’annuncio aperto e franco, in una sequela autentica e fedele.

Infine santa Gertrude tocca un aspetto decisamente attuale, relativo allo spinoso problema della durezza di tratto che talvolta gli araldi della verità non riescono a trattenere. Probabilmente tutti ci aspettiamo una condanna per questi testimoni duri della verità, ed ecco invece il parere di Nostro Signore:

Se accade poi che nel suo zelo per la verità egli incorra, per difenderla, in qualche colpa, sia correggendo il prossimo con eccessivo ardore e con parole dure, sia dimostrandosi negligente o indiscreto, io lo scuserò davanti a Dio Padre e a tutti gli abitanti del cielo come ho altra volta scusato Maria Maddalena.

È meglio annunciare la verità con durezza anziché tacerla per custodire la mitezza. Un insegnamento decisamente fuori moda. Ma cosa ci dice davvero il Signore con queste sue rivelazioni? Durezza e indiscrezione sono difetti da evitare. Eppure evidentemente la propagazione della verità è cosa in sé più importante di qualsiasi compromesso.

In sintesi, l’ottimo è annunciare la verità nella mitezza appresa da Cristo. Bene è annunciare comunque la verità, anche cedendo a qualche asprezza: si invocherà da Dio l’intervento che aggiusti e raddrizzi le imperfezioni degli annunciatori. Biasimevole è omettere la verità in nome del rispetto umano. Male è tradirla per seguire il pensiero di questo mondo.

In ogni caso, colui il quale vuole raggiungere la perfezione promessa dal Vangelo di Cristo si ricordi bene le parole rivolte a santa Gertrude: “Dovrai amare la verità!”. Prima di andare ad annunciarla, chiediti se la stai amando. Se davvero la ami, non temere di risultare sprezzante. Amala però come la Maddalena amò il Cristo, per essersi sentita grandemente perdonata e rinnovata dal suo sguardo di veritiero amore.

Forse quanti tralasciano di dire la verità in nome di altri valori di convivenza in fondo lo fanno perché non hanno ancora sentito il vero amore di Cristo sulla loro vita. Interroghino bene il loro cuore, come io cerco di interrogare il mio.

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