“Operazione Covid”. Una lettura per preparaci alle prossime “emergenze”
Si ritiene che durante la pandemia di Covid-19 oltre cinque miliardi di persone, ovvero il 70% della popolazione mondiale, abbiano ricevuto almeno una dose di quelli che sono stati definiti “vaccini sicuri ed efficaci”. Tre parole, tre bugie. Perché si trattava di iniezioni sperimentali, pericolose e inefficaci.
Il professor Denis Rancourt ha smascherato l’impostura dell’operazione Covid-19, con i suoi lockdown, i suoi assurdi screening e le sue campagne di vaccinazione: “Immaginate un vaccino così sicuro che, per prenderlo, dovete essere minacciati, e una malattia così mortale che, per sapere se ce l’avete, dovete essere testati”.
Ha scritto il filosofo Alexis Haupt: “Essere costretti a iniettarsi un prodotto sperimentale per mantenere le proprie libertà individuali significa essere in un regime totalitario, e non vederlo significa negarlo”.
Quindi il mondo è ora diviso in due categorie: coloro che credono ancora alla storia che ci è stata raccontata sul Covid e coloro che si chiedono: “Cosa? La gente ci crede ancora?”.
A entrambe le categorie si rivolge il libro dell’abbé Rioult Les leçons de l’opération Covid-19.
Soprattutto, il libro si propone di risvegliare coloro che ancora credono che lo Stato voglia il nostro bene, che la polizia sia lì per proteggerci, che i magistrati amministrino la giustizia, che i giornalisti dicano la verità, che le banche siano lì per aiutarci e che un medico non possa avvelenarci.
Attingendo alle migliori fonti, l’autore offre una sintesi che ci permetterà di misurare la gigantesca impostura dell’Operazione Covid-19. Compito tuttora non semplice, perché “è più facile ingannare la gente che convincerla di essere stata ingannata”.
Quanto a coloro che già si sono svegliati, il libro, che riassume i problemi sanitari, politici, economici, morali e teologici connessi all’Operazione Covid-19, permetterà di prepararci alle battaglie future, che non mancheranno. Perché i colpevoli sono ancora in libertà e la loro capacità di causare danni resta intatta.
Un evento simile a un’influenza stagionale, innocuo per il 99% della popolazione, è stato trasformato nella “più massiccia operazione psicologica e propagandistica della storia umana” (Robert Malone); “il più grande esperimento mai organizzato” (Christian Perronne); “la campagna di vaccinazione più massiccia e concentrata mai realizzata” (Olivier Véran); “la più grande frode trasformata nel più grande crimine contro l’umanità mai commesso” (Reiner Fuellmich).
Con metodicità, l’abate Rioult dimostra ciò che è evidente, anche se non riconosciuto da tutti: ci hanno ingannati con una propaganda menzognera, ci hanno maltrattati con una politica terroristica, ci hanno avvelenati con una strategia pseudo-vaccinale, ci hanno derubati, vogliano controllare tutto con un totalitarismo del corpo e della mente. E molti di noi hanno obbedito in massa aderendo a una psicologia da Gulag.
Alla fine della lettura capiremo meglio il giudizio di Bernanos secondo il quale “non comprendiamo assolutamente nulla della civiltà moderna se non vediamo che essa è una cospirazione universale contro ogni genere di vita interiore”.
Padre Olivier Rioult (Lille, 18 agosto 1971) scoprì la tradizione cattolica durante un campo giovanile in montagna. Dopo aver conseguito una laurea in fisica, è entrato nel seminario di Flavigny nel 1991. È stato ordinato sacerdote a Ecône nel 2001. Dopo nove anni di ministero in Gabon (1997-2007) presso la scuola missionaria di Libreville, ha trascorso due anni alla scuola di Domezain nei Paesi Baschi e altri due al priorato di Saint-Yves a Brest. Ha vissuto infine sei mesi a Nancy, fino al marzo 2013. Membro della Fraternità sacerdotale San Pio X dal 1992 al 2013, ne è stato escluso a causa del suo rifiuto di qualsiasi compromesso con la “Chiesa conciliare”. In seguito ha aderito all’Unione sacerdotale Marcel Lefebvre, fondata da monsignor Richard Williamson.
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Abbé Olivier Rioult, Les leçons de l’opération Covid-19, Èditions Saint Agobard, 225 pagine, 18 euro



