Dalla parte degli studentessi. Parola di onorevolessa

di Vincenzo Rizza

Caro Aldo Maria,

viviamo in tempi bui che vedono cambiamenti repentini (come mai prima negli ultimi decenni) e continui conflitti globali (come purtroppo è sempre accaduto).

In questo contesto un deputato (o deputata o deputatessa?) ha recentemente voluto dare il suo personale contributo accelerando il processo di imbarbarimento della lingua italiana e, alla continua ricerca di nuove battaglie da combattere, dichiarando guerra alla grammatica e in particolare alla morfologia.

Nel corso di un intervento alla Camera dei deputati, infatti, l’onorevole (o onorevola o onorevolessa?) Orrico, criticando la nuova riforma dell’esame di maturità che vuole porre fine all’oscena farsa della “scena muta” all’orale, ha ammonito il ministro Valditara dichiarando che “invece di dimostrare una reazione propositiva, una reazione analitica, rispetto alla domanda che queste studentesse e questi studentessi pongono con un atto di protesta, ha deciso di reagire, come nelle migliori tradizioni della destra, ovvero con un atto di repressione”.

Nella foga di includere e non escludere, nell’eterna lotta contro il fascismo, il patriarcato e la predominanza maschile, sembra che l’unica a essere esclusa sia la lingua italiana, maltrattata tanto dal politicamente corretto quanto dal grammaticalmente scorretto, con il povero Dante (Alighieri, naturalmente, e non quello dell’olio) che si contorce per il dolore.

In verità non posso escludere che il riferimento agli studentessi sia stato voluto per distinguere tra gli studenti, ovvero quelli che ancora vorrebbero studiare per imparare qualcosa dal nostro sistema scolastico seppure sgarrupato, e gli studentessi, cioè coloro che in realtà non vogliono imparare nulla (in altri termini, per tornare al linguaggio della Orrico, ignorantesse e ignorantessi) ma che hanno pieno diritto a una rappresentanza non solo politica (e in questo hanno senz’altro già trovato la loro degna paladina) ma anche (s)grammaticale.

Deputatesse e deputatessi, onorevolesse e onorevolessi, stundentesse e studentessi di tutto il mondo unitevi, allora, per fondare insieme la Nuova Accademia della Crusca, indispensabile per passare al setaccio ogni forma di grammatica fascista e logica patriarcale, in nome dell’ignoranza democratica. Sperando, naturalmente, di non finire, un giorno, nell’Inferno dantesco dimentichi che “fatti non foste a viver [rectius, parlare] come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.

I miei ultimi libri

Sei un lettore di Duc in altum? Ti piace questo blog? Pensi che sia utile? Se vuoi sostenerlo, puoi fare una donazione utilizzando questo IBAN:

IT64Z0200820500000400192457
BIC/SWIFT: UNCRITM1D09
Beneficiario: Aldo Maria Valli
Causale: donazione volontaria per blog Duc in altum

Grazie!