Meditazioni / 3 maggio 2026

Vetus ordo

Domínica quarta post Pascha

Spiritus veritatis, docebit vos omnem veritatem

Gv 16,5-15

di Eremita

Qui entriamo in un momento drammatico: Gesù sta per andarsene. E dice una cosa che umanamente è incomprensibile: «È bene per voi che io me ne vada». Ma come? I discepoli hanno lasciato tutto per seguirlo, hanno trovato in Lui la vita, la sicurezza, e adesso Lui dice che è meglio che se ne vada. Questo rivela che la fede non può restare legata a una presenza esterna, a qualcosa di visibile, di controllabile.

Infatti dice: «Se non me ne vado, non verrà a voi il Paraclito». Qui c’è una svolta decisiva: Dio non resta fuori dall’uomo, ma viene ad abitare dentro. Lo Spirito Santo non è un’idea, è una presenza viva che entra nella tua storia concreta, nelle tue paure, nei tuoi peccati, nelle tue contraddizioni.

E cosa fa questo Spirito? Gesù lo dice con chiarezza: «Convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio». Cioè smaschera la realtà. Perché noi viviamo spesso nell’inganno. Chiamiamo bene ciò che è male, cerchiamo vita dove c’è morte.

«Quanto al peccato, perché non credono in me». Il peccato fondamentale non è semplicemente fare il male: è non credere. È chiudersi a Cristo, è rifiutare Gesù Cristo come salvezza. Questo è il dramma: voler salvarsi da soli.

«Quanto alla giustizia, perché vado al Padre». Cioè la vera giustizia non è quella che il mondo pensa, fatta di equilibri umani o di apparenze. La giustizia è Cristo che, passando attraverso la croce, è costituito Signore. È lì che si rivela chi è giusto: non chi domina, ma chi ama fino alla fine.

«Quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato». Questo è potentissimo: il male, il demonio, ciò che ti schiaccia, non ha l’ultima parola. È già stato vinto. Anche se sembra forte, anche se nella tua vita sembra prevalere, è già giudicato, già sconfitto.

Poi Gesù dice una cosa molto concreta: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso». Questo è profondamente umano. Dio rispetta i tempi. Non ti schiaccia con tutto subito. Ti accompagna, passo dopo passo.

E allora: «Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà alla verità tutta intera». Non sei lasciato solo a capire la vita, a interpretare quello che ti accade. Lo Spirito ti guida. Ma attenzione: «Non parlerà da sé stesso». Lo Spirito non inventa qualcosa di nuovo, non cambia il Vangelo: rende vivo Cristo dentro di te, oggi.

«Prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà». Cioè tutto quello che è di Cristo diventa accessibile, reale nella tua vita. Non è un ricordo del passato. È presenza attuale.

Qui c’è una notizia incredibile: Dio non è lontano, non è esterno, non è teoria. È dentro di te, opera dentro di te, ti conduce dentro la verità della tua vita. Anche quando fai esperienza del peccato, anche quando tocchi il limite, lì lo Spirito agisce per portarti a Cristo.

E allora la domanda è seria: ascolti questa voce? O vivi solo guidato da ciò che senti, da ciò che pensi, da ciò che il mondo ti dice? Perché lo Spirito parla, ma non grida. Ti conduce, ma non ti forza.

Se ti apri, se entri in questo cammino, scopri che la tua vita non è più nelle mani del caso. C’è una guida, c’è una presenza, c’è una verità che si fa strada dentro di te. E questa verità non è un concetto: è Cristo vivo che ti porta al Padre.

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Novus ordo

Non sia turbato il vostro cuore

 Gv 14,1-12

di Eremita

Ascoltate: qui Gesù entra dentro la paura più profonda dell’uomo, quella che tutti portiamo nel cuore e che spesso nascondiamo. «Non sia turbato il vostro cuore». Perché il cuore è turbato? Perché l’uomo ha paura della morte, della solitudine, del non senso, del perdere tutto. E Gesù non dà una teoria, non dà una morale: dà sé stesso. «Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me». È impressionante: chiede la stessa fede che si ha in Dio. Sta rivelando qualcosa di enorme.

Dice: «Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore». Cioè: la tua vita non è chiusa qui, non finisce nel nulla, non sei condannato all’assurdo. C’è un posto per te. Non generico, non anonimo: per te. E questo cambia tutto, perché significa che la tua storia, anche quella più ferita, più contraddittoria, ha una destinazione, ha una casa.

Ma l’uomo non capisce. Come Tommaso: «Non sappiamo dove vai». È la nostra esperienza. Non sappiamo dove va la nostra vita, non sappiamo leggere gli eventi, siamo ciechi davanti al futuro. E Gesù non spiega una strada, non dà indicazioni: «Io sono la via». Non dice “vi mostro la via”, ma “sono io”. Cioè: la via è una relazione, un incontro, una comunione con Lui. Fuori di questo, l’uomo si perde.

«Io sono la verità». In un mondo dove tutto è relativo, dove ognuno costruisce la sua verità, Gesù dice: la verità non è un’idea, è una persona. E questa verità non schiaccia, non condanna: è una verità che ti ama fino alla fine, fino a dare la vita per te.

«Io sono la vita». Non una vita biologica soltanto, ma la vita piena, quella che vince la morte. Perché il problema radicale dell’uomo è che muore. E Cristo viene a entrare proprio lì, dove noi non possiamo fare nulla.

Filippo chiede: «Mostraci il Padre». È il grido di ogni uomo: vedere Dio, toccarlo, avere una prova. E Gesù risponde quasi con dolore: «Da tanto tempo sono con voi e non mi hai conosciuto?». Perché Dio si è fatto visibile, concreto, in un uomo, in Gesù Cristo. «Chi ha visto me ha visto il Padre». Non c’è un altro volto di Dio nascosto: Dio è così, come Gesù. Misericordia, perdono, pazienza, amore per i nemici.

E qui c’è una parola decisiva: «Il Padre è in me e io nel Padre». È una comunione totale. E Gesù dice: credete. Non perché capite tutto, ma perché vedete le opere. Quali opere? I ciechi che vedono, i paralitici che camminano, i peccatori che sono perdonati, i morti che risorgono. Opere che nessuno può fare se Dio non è con lui.

E allora arriva l’annuncio kerigmatico, fortissimo: «Chi crede in me compirà le opere che io compio, e ne compirà di più grandi». Ma come è possibile? Perché Cristo va al Padre e dona lo Spirito. E lo Spirito rende presente Cristo nella Chiesa, nei sacramenti, nella comunità.

Questo Vangelo non è per pochi, è per te, oggi. Se credi, se entri in questa relazione con Cristo, la tua vita cambia. Non perché spariscono i problemi, ma perché dentro i problemi appare una via, una verità, una vita che non muore.

E allora la domanda è concreta: dove stai cercando la vita? Nelle sicurezze, nel controllo, nelle cose che passano? O in Cristo? Perché solo Lui può dirti: “C’è un posto per te, vieni con me”. E questa è la buona notizia: non siamo soli, non siamo perduti, c’è una strada aperta. E quella strada ha un volto.

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