Opinione / La morale e il diritto
di Vincenzo Rizza
Caro Aldo Maria,
dopo la Turchia anche l’Egitto ha negato i suoi porti alla Scarlet Lady, la nave noleggiata per una crociera rivolta esclusivamente a un pubblico LGBTQ+.
Molti hanno applaudito alla scelta, vedendovi una vittoria della morale. Personalmente non condivido.
La dottrina cattolica è chiara nel giudizio morale sugli atti omosessuali e, nonostante l’avvento di papa Francesco e dei suoi accoliti, non ha bisogno di essere reinventata a ogni generazione.
Un conto, tuttavia, è la responsabilità davanti a Dio, un altro è il potere dello Stato. Lo Stato non è il custode delle anime. Non amministra i sacramenti, non è chiamato ad assolvere i peccati. Il suo compito è molto più limitato: tutelare l’ordine pubblico, garantire sicurezza e libertà. Se due adulti decidono liberamente di vivere in un modo che la morale cristiana considera peccaminoso, ne risponderanno davanti a Dio, cui spetta il giudizio ultimo. Se invece non violano i diritti altrui, non aggrediscono nessuno, non costringono nessuno e non compromettono l’ordine pubblico, diventa difficile sostenere che lo Stato debba intervenire semplicemente per impedire loro di peccare.
Del resto, se lo facesse coerentemente dovrebbe vietare anche le crociere dedicate agli adulteri, ai divorziati risposati (“Amoris laetitia” permettendo), agli avari, ai superbi. Chi è senza peccato scagli la prima pietra, disse qualcuno: i porti rimarrebbero inevitabilmente e desolatamente vuoti.
Confondere il piano della morale con quello del diritto rischia di produrre un duplice danno. Da un lato si attribuisce allo Stato un potere che non gli compete; dall’altro si comprime non solo la libertà individuale ma anche quel libero arbitrio che è il presupposto stesso del giudizio morale: se l’uomo non fosse libero di scegliere il bene o il male, non avrebbe neppure senso parlare di peccato, di conversione o di salvezza.
Il peccato resta peccato anche quando è legale e non tutto ciò che è peccato deve necessariamente diventare un illecito civile, amministrativo o penale anche perché, come scriveva san Tommaso, “multae utilitates impedirentur si omnia peccata districte prohiberentur”.
Cesare ha competenze importanti, ma, per nostra fortuna, non possiede le chiavi del Paradiso. La missione della Chiesa è convertire i cuori; quella dello Stato è impedire i reati. Quando i due piani si confondono, non ne guadagna né la libertà né la fede.
______________________
Nella foto [commons.wikimedia.org], la Scarlet Lady



