Come ti dimostro in sette passaggi logici che la maggior parte dei cattolici tradizionalisti è cripto-sedevacantista
Attenzione! Argomento che scotta!
Per le vostre opinioni: aldomariavalli@gmail.com
*
di Radical Fidelity
Una delle mie maggiori frustrazioni, al punto da farmi infuriare, è che molti cattolici tradizionalisti, certamente sani di mente e intelligenti, riescono, con grande perspicacia intellettuale e precisione, a diagnosticare i problemi della Chiesa, ma quando si tratta di trarne la conclusione cattolica apparentemente si verifica in loro una sorta di cortocircuito.
Credo che questo sia uno dei tanti strumenti che Dio usa per accrescere in me le virtù della carità e della pazienza, perché Nostro Signore sa che fatico molto sotto questo aspetto.
Oggi, nel mio continuo tentativo di affrontare lo stesso problema da diverse angolazioni, voglio dimostrare che la Sede è vuota, che Leone, Bergoglio e tutti gli altri non sono/non erano veri papi, che la religione promossa da Roma dopo il Concilio Vaticano II non è il cattolicesimo e che prendere questa posizione è corretto perché è cattolica.
Sappiate che agisco per carità e perché desidero che tutti coloro che vogliono praticare la vera fede cattolica si purifichino dagli errori malvagi di cui sono, in larga misura, vittime.
Bene, eccoci qui.
Quasi tutti, se non tutti, i cosiddetti cattolici tradizionalisti, siano essi “indulgenti”, “Ecclesia Dei”, Fraternità sacerdotale San Pio X, Resistenza della Fraternità, sedeprivazionisti o appartenenti a una delle tante correnti del sedevacantismo, concordano sul fatto che il Concilio Vaticano II è stato un disastro, che ha introdotto idee incompatibili con la Tradizione cattolica, che la Chiesa postconciliare ha abbracciato la libertà religiosa e l’ecumenismo in modi che i papi precedenti avevano condannato, e che la nuova messa è, nella migliore delle ipotesi, profondamente carente, nella peggiore malvagia o addirittura dannosa per la fede cattolica.
La grande differenza sta nel fatto che molti, se non la maggior parte, dopo aver ammesso tutto ciò, aggiungono: “Ma il papa resta pur sempre il papa”.
Ora spero di dimostrare che, se si accetta la critica tradizionalista alla Chiesa postconciliare, sulla quale tutti noi tradizionalisti concordiamo, si è già accettato gran parte del ragionamento che rende necessario il sedevacantismo.
Cerchiamo quindi di semplificare il più possibile l’argomento.
- La tradizione cattolica non può contraddirsi
Se sei cattolico, non puoi fare a meno di concordare sul fatto che la Tradizione cattolica non può contraddirsi. In parole semplici, questo significa che un papa non può insegnare come dottrina cattolica qualcosa che un papa precedente ha condannato o su cui ha insegnato il contrario. Questo per la semplice ragione logica che due proposizioni opposte non possono essere contemporaneamente vere.
Poiché alla Chiesa non è consentito contraddire la fede ricevuta da Cristo e dagli apostoli, possiamo dedurre da questo principio che la fede cattolica è il criterio in base al quale vengono giudicate le affermazioni teologiche.
Fin qui tutto bene.
- Il Concilio Vaticano II contiene insegnamenti contrari alla tradizione
Possiamo anche concordare sul fatto che gli insegnamenti del Concilio Vaticano II contraddicono o si discostano dal precedente insegnamento della Chiesa cattolica. Se non siete d’accordo su questo punto, purtroppo non posso aiutarvi. Non essere d’accordo su questo punto, e lo dico con tutta la carità possibile, significa essere stati ingannati e aver creduto che il cattolicesimo sia una falsa religione. Vi consiglio di approfondire l’argomento.
Esistono molti di questi falsi insegnamenti o deviazioni, ma i più comunemente citati dai cattolici tradizionalisti sono la libertà religiosa, l’ecumenismo, il rapporto tra la Chiesa cattolica e le altre religioni e la concezione del rapporto della Chiesa con il mondo moderno. La terminologia che usiamo per descrivere questi insegnamenti anticattolici può variare, ma in linea di principio concordiamo sul fatto che si oppongono alla dottrina cattolica precedente.
Ciò significa che state giudicando un concilio associato a un papa secondo uno standard preesistente al concilio in questione, giungendo alla conclusione che quel concilio, il Vaticano, II presenta seri problemi dottrinali. Il che equivale a riconoscere correttamente che la Tradizione viene prima e che, pertanto, gli insegnamenti conciliari devono essere valutati alla luce di essa.
Congratulazioni. Siamo ancora d’accordo.
- La nuova messa è gravemente carente
Ora dobbiamo affrontare l’altro aspetto estremamente importante della nostra fede cattolica, ovvero il culto.
Sebbene la musica hippie con la chitarra, le lingue vernacolari, l’architettura moderna e le pratiche liturgiche grottesche siano di per sé terribili, non sono la ragione principale per cui noi tradizionalisti rifiutiamo la messa del novus ordo.
La respingiamo e la consideriamo dannosa per le nostre anime perché non esprime le dottrine cattoliche riguardanti il Sacrificio della messa, il sacerdozio, la Presenza Reale e la natura del culto cattolico. Il novus ordo è intrinsecamente un rito neo-protestante e come tale difettoso, pericoloso, ambiguo e gravemente dannoso per la nostra fede. I suoi frutti negli ultimi sessant’anni lo hanno dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio.
Quando giungiamo dunque all’importante conclusione che la riforma liturgica conciliare non rappresenta un legittimo sviluppo del culto cattolico e che qualcosa è andato seriamente storto, è importante porsi la seguente semplice ma cruciale domanda: chi ha promulgato la messa del novus ordo?
La risposta è, naturalmente, Paolo VI, il quale, così facendo, affermò di esercitare l’autorità del Romano Pontefice.
Ed è qui che la situazione si complica e la vostra onestà intellettuale verrà messa alla prova. Non arrendetevi proprio ora.
- Chi aveva l’autorità di fare queste cose?
Se si afferma che il Concilio Vaticano II ha insegnato degli errori e che Paolo VI ha promulgato la messa del novus ordo, allora il problema va ben oltre pochi teologi, sacerdoti e vescovi “cattivi” che hanno sbagliato. Riguarda i più alti livelli dell’autorità ecclesiastica.
Ecco perché ora vi trovate in un territorio che richiede grande e coraggiosa onestà, poiché non potete più limitarvi a dire che “il Concilio Vaticano II ha sbagliato”. Ora dovete chiedervi: come ha potuto la suprema autorità della Chiesa cattolica imporre qualcosa di contrario alla Tradizione cattolica alla Chiesa universale?
E dovrete porvi la stessa domanda anche riguardo alla liturgia. Come può un uomo che si proclama vero papa promulgare una riforma liturgica che danneggia e compromette seriamente la fede cattolica?
È qui che guardare nell’abisso diventa troppo per molti, perché le risposte possibili sono poche.
O il Concilio Vaticano II è stato effettivamente cattolico e la nuova messa non è difettosa, oppure il Cattolicesimo e tutte le sue affermazioni sono false, oppure – Dio non voglia – l’uomo che si proclamava papa in realtà non lo era.
Se a questo punto senti il bisogno di versarti un bicchiere di qualcosa di forte, fallo pure. Ti capisco.
- Renditi conto che stai già utilizzando lo standard sedevacantista
Se vi trovate fuori dalla vostra zona di comfort, preparatevi. La situazione sta per diventare ancora più scomoda, ma questa è la natura della verità.
Se dici di rifiutare questo o quell’insegnamento perché contraddice la Tradizione cattolica, allora hai già accettato il metodo di analisi fondamentale impiegato dal sedevacantismo. E ti stai comportando da vero cattolico, perché stai dicendo che l’uomo che rivendica l’autorità suprema può essere confrontato con uno standard più elevato: la fede cattolica stessa!
Vedete, non si può essere cattolici e affermare: “Riconosco il papa, ma rifiuto i suoi errori”, perché se il papa insegna qualcosa di contrario alla fede cattolica, secondo la dottrina cattolica non può più essere il papa.
Limitarsi a spiegare la situazione dicendo che “il papa ha commesso un errore” sarebbe gravemente disonesto e insufficiente, poiché è dimostrabile che si è verificata una crisi sistemica che ha coinvolto concili, dottrina, liturgia, ecumenismo, libertà religiosa, catechesi e l’intero orientamento della Chiesa. Pertanto, la questione dell’autorità papale non può più essere elusa.
- Seguire l’argomentazione fino alla sua conclusione logica
Ora useremo il cervello e le facoltà razionali che Dio ci ha donato per mettere insieme tutti i pezzi.
Se credete che la Tradizione cattolica non possa contraddirsi, che il Concilio Vaticano II contenga insegnamenti incompatibili con tale Tradizione, che le riforme postconciliari si siano allontanate seriamente dal culto cattolico, che la nuova messa sia oggettivamente dannosa o carente, che questi cambiamenti siano stati imposti da uomini che pretendevano di esercitare l’autorità papale e che un vero papa non possa usare la suprema autorità della Chiesa cattolica per imporre una religione contraria alla fede cattolica, allora cosa ne dobbiamo dedurre?
Qui forse dovresti versarti un altro bicchiere di qualcosa di forte, magari doppio, perché ora ti trovi a un bivio.
O rivedi il tuo giudizio sul Concilio Vaticano II e sulla nuova messa e ti convinci, tramite autoinganno, che sia tutto perfettamente cattolico, oppure devi spiegare come mai gli uomini che hanno imposto l’errore possedevano l’autorità del Romano Pontefice.
Ma non puoi. È impossibile.
Ciò significa che esiste una sola risposta che garantisce l’integrità della fede cattolica e al contempo spiega la crisi: quegli uomini non avevano, e tuttora non hanno, l’autorità papale.
So che questa risposta non ti piace, ma andiamo avanti.
- Le domande ineludibili
Come ho spiegato più volte, detesto le etichette, e in particolare non mi piace essere chiamato sedevacantista, quindi mettiamo da parte tutte le etichette.
Dimentichiamo per un attimo di essere “tradizionalisti” o “sedevacantisti”. Dimentichiamo anche tutti i nostri dibattiti su cappelle, vescovi, usanze liturgiche e discussioni su internet, e poniamoci alcune domande inevitabili.
Se questi uomini fossero stati davvero papi cattolici, come avrebbero potuto fare cose del genere?
Come ha potuto un vero papa promulgare un concilio contenente insegnamenti contrari alla Tradizione cattolica? Come ha potuto un vero papa imporre una riforma liturgica che danneggia gravemente il culto cattolico? Come ha potuto l’autorità suprema istituita da Cristo diventare la fonte di insegnamenti e pratiche che noi tradizionalisti rifiutiamo e diciamo a tutti i cattolici di rifiutare?
Se avete risposto che non potevano, avete ragione, perché la dottrina cattolica ci dice che un vero papa non può fare nessuna di queste cose. Ma allora siete obbligati a rispondere alla domanda successiva: erano davvero papi?
La conclusione difficile ma liberatoria
Se hai affermato che “questo insegnamento non è cattolico”, “questa riforma liturgica non è cattolica”, “ciò contraddice quanto insegnato dalla Chiesa prima del Concilio” e “i cattolici non possono accettare questi errori”, amico mio, hai perfettamente ragione.
Ma allora non resta altra scelta che chiedere: chi li ha imposti?
Tu lo sai, come io lo so: la risposta è “il papa”.
Ma sappiamo entrambi che un vero papa non può farlo!
Se decidete di rispondere “sì, un vero papa può farlo”, allora dovete accettare che tutti questi errori, compresa la messa del novus ordo che sta distruggendo la Chiesa, sono effettivamente cattolici.
Ciò renderebbe false le affermazioni della Chiesa cattolica su sé stessa e sul papato, e quindi il cattolicesimo non sarebbe la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica fondata da Cristo, ma semplicemente un’altra denominazione.
Se invece la tua risposta è “no”, congratulazioni: hai usato la Tradizione cattolica per giungere a una risposta cattolica.
Se la fede cattolica non avrebbe mai potuto produrre ciò che è emerso dalla Chiesa postconciliare, allora gli uomini che hanno prodotto tutto ciò non possedevano l’autorità della Chiesa cattolica. Se il Concilio Vaticano II non è cattolico, se la nuova messa non è cattolica, allora queste cose non sono possono essere state imposte ai fedeli dalle autorità supreme della Chiesa.
Ecco, la strada per giungere a questa conclusione non inizia con le parole “la Sede è vacante”, ma con parole molto più semplici: “Tutto questo non è cattolico”. E se non è cattolico, allora un vero papa non avrebbe potuto imporlo, e allora…
Non devo dirti l’ultima parte.



