Consegnata una petizione che chiede la scomunica della governatrice Healey
Giorni fa, in questo articolo, abbiamo parlato della governatrice del Massachusetts Maura Healey, femminista, democratica e cattolica, già invitata a parlare in Vaticano e ricevuta due volte da Francesco, che ha firmato una legge che permette l’aborto fino al nono mese e abolisce la norma che prevedeva l’obbligo di eseguire gli aborti tardivi solo in ospedale.
Ora negli Stati Uniti, per iniziativa di LifeSiteNews, è partita una petizione (al momento ha raccolto circa trentamila firme) che chiede alla gerarchia cattolica la scomunica di Maura Healey.
La richiesta fa riferimento a una dichiarazione del 2021 del cardinale Raymond Burke, ex prefetto della Segnatura Apostolica, il quale affermò che coloro che “violano pubblicamente e ostinatamente la legge morale” si trovano in stato di apostasia secondo il canone 751. Pertanto vengono automaticamente scomunicati secondo il canone 1364 e non devono essere autorizzati a ricevere la Santa Comunione. In quell’occasione il cardinale aggiunse che anche la negazione ostinata o il dubbio sulla malvagità intrinseca dell’aborto potrebbero costituire eresia, punibile con la stessa pena automatica.
La petizione è stata consegnata alla nunziatura apostolica negli Stati Uniti, alla Conferenza episcopale Usa e all’arcivescovo Richard Henning di Boston, il quale ha dichiarato che “l’approvazione e la firma di una legge che amplia radicalmente l’aborto nel Massachusetts è una grave offesa alla sacralità e alla dignità di ogni persona. Mi rendo conto che coloro che si adoperano per difendere e promuovere tale dignità possano sentirsi scoraggiati in questo momento. Vi incoraggio a continuare a proclamare la bellezza e il miracolo della vita. La Parola di Dio ci comanda: ‘Scegliete la vita, affinché possiate vivere’ (Deuteronomio 30:19). Possa questa verità darci forza e speranza”.
La petizione si può sottoscrivere qui.



