Monsignor Viganò / Dalla Compagnia di Gesù alla Compagnia di Satana

di monsignor Carlo Maria Viganò

Thomas Reese SJ, anima nera dei gesuiti negli Stati Uniti, intitola così la sua “confessione”: «Perché odio la vecchia Messa in latino». E chiama quella Messa «uno zombie»: la credeva morta, e invece ritorna.

In fondo Reese non inventa nulla di nuovo. L’eresiarca agostiniano Lutero vomitava bestemmie analoghe: la Messa papale è «la più grande e orrenda abominazione», «la più alta idolatria sulla terra»; «tutti i lupanari, gli omicidi e gli adultèri hanno commesso meno abominio della Messa papista». E precisava il suo programma: «Quando la Messa sarà tolta, avrò rovesciato il Papa del tutto».

Calvino la chiamava «ordinanza diabolica», «la più efficace macchina di Satana».

Cranmer voleva che il popolo odiasse la Messa che un tempo aveva amato.

Reese non odia le rubriche liturgiche: detesta il concetto di Santo Sacrificio. Odia il Canone che non parla al mondo, ma a Dio. Odia la voce della Santa Chiesa che smentisce sessant’anni di eresie e abusi.

Per questo “quella Messa” deve scomparire, essere tolta ai giovani, bandita nelle festività: non perché sia morta, ma perché è viva.

Lo zombie non è la Messa di sempre: lo zombie è il gesuita Reese! Lo zombie è il prete rinnegato che, dopo aver giurato nelle mani del Vescovo di celebrare quella Messa “ad majorem Dei gloriam”, rimesta nella cloaca del protestantesimo cercando di dare vita al cadavere inanimato del Novus Ordo montiniano.

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