In occasione del viaggio di Leone XIII in Francia (25 – 28 settembre), la Conferenza episcopale francese ha confermato che alcune ragazze presteranno servizio insieme ai maschi durante le messe celebrate dal papa.
Si dirà: niente di strano, in tante parrocchie ormai è così e la Chiesa non vieta espressamente la presenza delle chierichette.
D’accordo, ma occorre sapere che il servizio delle ragazze all’altare è stato deciso in seguito alle pressioni di Magdala, l’associazione cattolica (?) femminista nota in passato come Comité de la jupe.
Il quotidiano “Le Parisien”, dando notizia della conferma da parte dei vescovi, ricorda che secondo Magdala la distinzione tra i ragazzi che prestano servizio in chiesa e le ragazze che svolgono altre funzioni liturgiche è una “rara violenza simbolica”. Denunciando la “discriminazione”, il gruppo rivendica l’uguaglianza battesimale e di genere e sottolinea che in una chiesa sinodale il servizio delle ragazze alle messe papali costituisce un “segnale forte”.
Schierata per l’ordinazione sacerdotale femminile, affinché le donne possano governare in modo paritario nella chiesa, Magdala ritiene che il celibato sacerdotale obbligatorio sia una forma di oppressione, sostiene l’inclusione delle persone LGBTQ, promuove l’accesso alla contraccezione e all’aborto e auspica una profonda trasformazione della Chiesa cattolica.
Ecco, questa è l’organizzazione alla quale l’episcopato francese è andato incontro.
Magdala, ben sapendo che i cambiamenti avvengono attraverso i simboli, ha colto al balzo l’occasione della visita papale. E i vescovi, davanti all’ex Comité de la jupe (Comitato della gonna) come al solito si sono calati le braghe.