di Mauro Tosi
Caro lettore del blog “Duc in altum”, perché dovresti leggere queste righe su un piccolo libro dedicato a un allenatore di pallacanestro e magari poi, chissà, anche leggerlo?
Questo blog ospita riflessioni e informazioni su temi religiosi ed etici, su questioni teologali ed ecclesiastiche. Un ex magistrato sulla cresta dell’onda negli anni Novanta del secolo scorso direbbe: “Ma che c’azzecca?”. Vale a dire, espresso in italiano più corretto: che c’entra?
Magari, inoltre, il tuo interesse per il basket e il mondo sportivo in generale è prossimo allo zero.
La prima risposta, banale, è che il piccolo libro l’ha scritto l’autore di questo blog, il giornalista ed ex vaticanista Rai Aldo Maria Valli.
Ti basta? Forse no.
Provo a convincerti.
La domanda che dovresti porti è: perché Valli ha scritto di un allenatore di pallacanestro? In specifico, Dante Gurioli, detto Gurio, ex giocatore di serie A e carismatico coach, conosciutissimo e apprezzato in tutto il mondo del basket nazionale, sia maschile sia femminile, ad alto livello?
La risposta più immediata è che Valli è stato un “Gurio boys” (come il sottoscritto, d’altra parte), vale a dire, in gioventù, è stato allenato da Dante Gurioli, fondatore, nell’ormai lontano 1969, e anima del CMB Rho, vale a dire il Centro minibasket della città dell’hinterland milanese, prima tappa della sfolgorante carriera sportiva di Gurioli.
Tutto qui? No. Il libretto ha un sottotitolo illuminante. Trattasi di una storia di amore e di canestri. Forse più del primo che dei secondi.
Già mi sembra che il tuo tasso d’interesse cominci a crescere. Mi sbaglio?
Valli mette subito nero su bianco il motivo che lo ha spinto a scrivere questo libro: “Da quando sono andato in pensione, e sono tornato a vivere a Rho, uno dei miei primi pensieri è stato questo: restituire. Che significa? Restituire ciò che ho ricevuto in quegli anni, quelli indimenticabili del CMB, il Centro minibasket Rho. Ciò che ho ricevuto dal Dante, da suo fratello Mauro, da Angelo Garavaglia. La tecnica, certo. Ma soprattutto la passione. E diciamolo pure: l’amore. L’amore per questo gioco. E per la squadra”.
L’ex vaticanista Rai, molto onestamente, ammette che come giocatore di basket non era granché. Ma riconosce che quell’esperienza sportiva giovanile, seppur breve (“ho fatto il minibasket, poi le giovanili e poi stop. Dovevo studiare e non riuscivo più a star dietro a tutto”, sei anni in totale, dalla quinta elementare alla quinta ginnasio), è stata preziosa per la sua crescita umana e professionale.
“Quando, nel mio lavoro di cronista televisivo, mi sono trovato in situazioni difficili e stressanti, come una diretta in mondovisione dal Vaticano, da qualche parte dentro di me il ricordo dell’esperienza nel CMB mi è stata d’aiuto. C’è una certa analogia tra l’andare in onda davanti a un pubblico di milioni di persone, non poter sbagliare e sapere che da te dipende l’esito della trasmissione, e trovarsi in lunetta per un tiro libero a un secondo dalla fine e sapere che da te dipende l’esito della partita. E se da bambino ti sei trovato in quella situazione (il canestro che sembra lontanissimo e altissimo eppure devi provare a buttarci dentro la palla), da grande non dico che non avrai mai paura ma sarai già un po’ corazzato. Quindi capite perché il mio grazie al Dante va ben oltre la pallacanestro”.
Vi do anche un altro dettaglio biografico-professionale illuminante. Sapete qual è stato il primo articolo scritto da Aldo Maria Valli? La cronaca di una partita di pallacanestro del CMB, pubblicato dal settimanale locale di Rho, nel 1976, quando il futuro vaticanista aveva diciotto anni. Capite bene, quindi, quale sia il legame che lo unisce alla società cestistica rhodense.
Quindi il filo rosso dell’ultimo lavoro di scrittura di Aldo Maria Valli mi sembra sia molto chiaro.
È una lunga intervista giornalistica all’allenatore rhodense (anche se egli preferisce autodefinirsi istruttore: “Mi sono sempre sentito istruttore. Mi è sempre piaciuto insegnare la pallacanestro, trasmettere la mia visione di questo gioco”), nella quale si delinea un aspetto fondamentale del lavoro di Gurioli, che travalica la dimensione solo sportiva per raggiungere quella etica, filosofica: “L’interesse concentrato non sul risultato, sul vincere o perdere, ma sul gioco, sullo sviluppo del gioco in tutti i suoi aspetti”.
E comunque di traguardi sportivi Gurioli può vantarne tanti, fra cui: essere il più giovane allenatore di una squadra di serie A e detenere col suo CMB il record ancora imbattuto in Italia di una squadra che ha vinto ogni anno, consecutivamente, i campionati dalla Prima Divisione alla serie B (e con un nucleo di giocatori tutti di Rho, sfornati dallo stesso CMB).
Un’altra caratteristica dell’etica “guriolana” che Valli fa emergere è la sua umiltà: “Agli allenatori lo dico sempre: non siete voi che fate in modo che un giocatore arrivi al top. Certo, lo potete aiutare ad affinare il suo talento e a migliorarsi, ma il segreto di un campione non è l’allenatore: è lui stesso. Questione di talenti. La cui distribuzione non dipende da noi!”.
Due le parole che riassumono l’avventura umana e sportiva di Dante Gurioli, ben tratteggiata da Valli: felicità e soddisfazione.
Felicità perché ha fatto quello che desiderava fare, assieme a tanti amici, andando ben oltre le aspettative. Soddisfazione nel lasciare una traccia forte che va anche al di là del campo da gioco: una semina virtuosa e fruttuosa.
Impreziosiscono il volumetto alcune fotografie storiche molto significative e alcune testimonianze di persone che hanno conosciuto Gurioli, fra le quali spiccano quelle di Dan Peterson (leggendario coach dell’Olimpia Milano) e Arthur Kenney (il “rosso” centro della medesima squadra meneghina).
Caro lettore, sono quindi riuscito a interessarti almeno un poco? Spero di sì.
Ah, se poi magari vuoi leggere il libretto di Aldo Maria Valli non cercarlo in libreria. Non lo troverai. Devi ordinarlo come indicato qui sotto e ti arriverà a casa senza neppure dover uscire.
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Il libro di Aldo Maria Valli “Dante Gurioli e il CMB Rho. Una storia di amore e canestri” è acquistabile cliccando qui.