X

Australia / Nel Queensland sempre più persone morte per eutanasia

Nello Stato australiano del Queensland i decessi per eutanasia sono aumentati del 57,14% in due anni, raggiungendo la cifra record di 836 persone nel periodo 2025-2026. Dopo questo dato, da parte dell’organo ufficiale che sovrintende alla legge, il Voluntary Assisted Dying Review Board, è stato manifestato l’intento di studiare una modifica dei requisiti di accesso.

Secondo la relazione annuale della commissione di revisione, tra il 1° luglio 2023 e il 30 giugno 2024 sono stati registrati 532 decessi per eutanasia, ovvero mediante somministrazione di una sostanza letale da parte di un medico, pari al 67,09% di tutti i decessi effettuati ai sensi della legge. Tra il 1° luglio 2025 e il 30 giugno 2026, i decessi sono stati 836, pari al 77,26% del totale nello Stato.

Il rapporto, il quarto dall’entrata in vigore della legge, specifica che nell’ultimo anno fiscale 2256 persone sono state sottoposte a una valutazione iniziale per determinare se soddisfacessero i requisiti per l’eutanasia o il suicidio assistito. A 1308 di queste è stata somministrata la sostanza letale e 1082 sono decedute in seguito alla somministrazione.

Tre su quattro (836 persone) sono decedute dopo che la sostanza era stata loro somministrata da un medico, mentre una su quattro (246) se l’è auto-somministrata. Nell’anno precedente, 2024-2025, i decessi dovuti a somministrazione medica erano stati 779 e quelli dovuti ad auto-somministrazione 293, il che indica che l’eutanasia sta guadagnando terreno anno dopo anno rispetto al suicidio assistito.

Le persone decedute avevano un’età compresa tra i 18 e i 103 anni, con un’età media di 75 anni. Il 56% era di sesso maschile, il 54% risiedeva in aree rurali o remote dello Stato e il 77% aveva una diagnosi di cancro.

La commissione di revisione chiede un’ampia consultazione al fine di valutare opportunità e fattibilità di una modifica degli attuali requisiti di ammissibilità. Tra i punti su cui confrontarsi c’è il periodo di tempo previsto per il decesso stabilito dalla legge, che attualmente richiede una malattia con una prognosi infausta entro dodici mesi. Da discutere anche le implicazioni per le persone affette da demenza.

infocatolica

 

Aldo Maria Valli:
Post Correlati