Lettera / L’ingenuità di monsignor Strickland e un benvenuto a don Leonardo Maria Pompei

di Catholicus

Caro Valli,

monsignor Joseph Strickland, ricordando [qui] quanto affermava san Pio X nella “Pascendi”, e cioè che “il Modernismo è la sintesi di tutte le eresie”, afferma coraggiosamente: “Queste parole si sono rivelate profetiche e dobbiamo estirpare il Modernismo ovunque si manifesti. Mi piacerebbe vedere ripristinato il giuramento contro il Modernismo”, perché “ne abbiamo bisogno oggi più che ai tempi di Pio X”.

Da queste semplici, chiare parole emerge un candore e un’ingenuità quasi commoventi. Come si può pensare, rimanendo all’interno del carrozzone sinodal-conciliare, che le gerarchie attualmente al potere possano accogliere una tale richiesta? Sarebbe come se, tanto per rimanere nel mondo angloamericano, nei turbolenti e violenti anni Trenta si fosse chiesto a John Dillinger o ad al Capone di diventare catechisti!

Evidentemente il pur coraggioso monsignore non vuol dispiacere troppo agli attuali capi della setta conciliare, dimostrando un’ingenuità che mal si accompagna alla sua militanza antimodernista. Preghiamo quindi per lui, affinché esca dalla metà del guado dove si è fermato, dalla caverna di Platone dove l’oscurità impedisce di valutare correttamente il degrado a cui è giunta la gerarchia vaticana, trascinando con sé il basso clero e oltre un miliardo di fedeli, ingenui e fiduciosi in chi di fiducia non ne merita alcuna.

Auguriamoci che il monsignore possa presto entrare a far parte a pieno titolo della Resistenza cattolica antimodernista, che vanta personaggi di spicco quali monsignor Viganò, don Claudio Crescimanno e don Leonardo Maria Pompei, che ha appena ricevuto la medaglia al valor cattolico con la scomunica [qui] inflittagli dal vescovo Mariano Crociata, nomen-omen, parte attiva nella crociata intrapresa dalla Curia vaticana contro i pochi, residui veri cattolici rimasti in circolazione. Coraggio, quindi, caro monsignor Strickland, sursum corda. Facciamo nostro il motto di santa Giovanna d’Arco: “A noi la battaglia, a Dio la vittoria!”

E al caro don Leonardo Maria Pompei diciamo: benvenuto nel piccolo gregge di evangelica memoria, nel ristretto club della Resistenza cattolica antimodernista, dove si entra solo se si è in possesso di indubitabili credenziali cattoliche.

L’uscita dal carrozzone sinodal-conciliare, eretico ed apostata, è sicuramente un’ottima credenziale, che fa divenire fratelli nella fede e nella persecuzione, al pari di monsignor Viganò, di don Claudio Crescimanno ed altri, motivo di quella gioia che è sigillo della vera sequela di Nostro Signore Gesù Cristo, della vera cattolicità.

“Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.” (Mt 5, 11-12). Caro don Lorenzo, queste parole di Nostro Signore sono una specie di lettera di presentazione per san Pietro, che inchioderanno i responsabili di tanta malvagità alle loro responsabilità dinanzi al tribunale del Sommo Giudice, Cristo Re.

Laudetur Jesus Christus!

 

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