Chiesa in uscita (di testa) / 34
“Di lei ho sempre apprezzato l’onestà intellettuale e il coraggio che solo chi combatte per le proprie idee può conoscere e comprendere pienamente”.
Questo uno dei tanti peana diffusi dopo la dipartita di Emma Bonino. Ma che cos’ha di particolare?
Appartiene a una suora. Esatto. Una religiosa che, pur premettendo timidamente che “non ho condiviso alcune delle battaglie alle quali Emma Bonino ha dedicato la sua vita”, sente comunque di dover dichiarare: “Di Emma Bonino ho sempre apprezzato il suo desiderio di vivere la propria libertà in una prospettiva di responsabilità: questo è un messaggio che trovo davvero bello e condivisibile, quanto mai opportuno e utile per i nostri giovani”.
Che dire? A parte l’orrido pleonasmo (di lei ho condiviso il suo…), non si riesce a capire come una suora possa esprimersi così. O forse si capisce fin troppo bene, considerando la qualità media della vita religiosa oggi.
E sentite ancora: “Confido che questo messaggio [della Bonino] sia raccolto e portato avanti dai suoi collaboratori e sia un esempio per l’intera società in cui il concetto di libertà è quasi sempre separato da quello della responsabilità e diviene il presupposto per la mancanza di rispetto per la persona in tutte le sue forme. Che l’eredità di Emma Bonino diventi un monito per la responsabilità di tutti”.
Un messaggio da portare avanti, un esempio per l’intera società…
Inutile commentare. Non abbiamo più parole.



