Lettera / Ancora sulla rivolta dei ragazzi

di Fabio Battiston

Caro Aldo Maria,

queste note non vogliono essere una risposta al tuo articolo [qui] sui fatti di Milano, quanto piuttosto una riflessione ad alta voce su certe ignobili storture che, da sempre, connotano il modo di giudicare gli eventi da parte di settori non banali della società italiana.

Desidero infatti esternare un pensiero a proposito delle reazioni espresse dalla Chiesa, da gran parte del cattolicesimo e, ovviamente, da tutta la socio-politica e “intellighenzia” progressista sulle violenze giovanili di queste settimane. Reazioni quasi sempre ispirate da amorevole comprensione, da ostentati tentativi di dialogare, capire, approfondire e, spesso, giustificare.

Sono convinto che tali atteggiamenti siano direttamente figli dell’appartenenza certa di questa frangia di delinquenti alla galassia ideologico-sociale della sinistra e ultrasinistra, del catto-sinistrismo estremista, nonché di quel mondo multietnico, multiculturale ed eco-talebano che tanto piace ai fautori di una società mondialista.

Pensa un solo momento, caro Aldo, a quali sarebbero state le reazioni se queste violenze fossero state, come si diceva una volta, di “chiara marca fascista”. Pensa cosa sarebbe accaduto se gli spaccavetrine, i saccheggiatori, gli incendiari e gli assalitori di una polizia incapace di reagire fossero stati individuati (e subito bollati di infamia) come appartenenti a gruppi del mondo della destra giovanile e del neofascismo o come gruppuscoli di sovranisti, patrioti, remigrazionisti e compagnia cantando. Avremmo forse visto il medesimo stracciarsi le vesti da parte di preti, cardinali, sociologi, intellettuali, psicologi e politici contro questa società infame, contro questo governo repressivo, contro questo capitalismo cannibale che distrugge speranze, valori e istanze di una generazione che vuole solo immaginare e costruire un grande futuro? No caro Aldo, certo che no! Avremmo invece assistito – da parte di quegli stessi personaggi che oggi pontificano dalle colonne di “Avvenire”, “Il Manifesto”, “Corriere della sera”, “Stampa” e “Repubblica” oppure da canali come Sat2000, Rai Tre, Rai News, La7 – al consueto, nauseante spettacolo nel quale sarebbero stati vomitati insulti e contumelie di ogni genere contro quei manifestanti. Avremmo dovuto sorbirci gli appelli della Cei (con l’immarcescibile Zuppi in testa) e dei loro sinistri amici contro i rigurgiti di una destra violenta, razzista, xenofoba, islamofoba e negazionista, che mette in pericolo il vivere civile e democratico del nostro Paese. E al diavolo qualsiasi forma di giustificazionismo, comprensione o riflessivi studi per capire nel profondo questi fenomeni. Gli effetti pratici? Attivazione immediata dei tribunali mediatico-popolari con sollecita messa in moto della macchina giudiziaria che, mai come in casi del genere, è capace di agire in tempi rapidissimi; tutti a marcire in galera, poi si vedrà. Ecco ciò che sarebbe accaduto.

Penso che queste mie considerazioni, per molta parte dei cattolici di oggi, siano viste solo come isolati, insignificanti e retrogradi pensieri di un borghese piccolo piccolo. Per mia fortuna, a settant’anni suonati, tali giudizi contano poco o nulla: O beata solitudo, o sola beatitudo!

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