Sul Giubileo LGBTQ. Occasione di conversione?
di Vincenzo Rizza
Caro Aldo Maria,
sul blog hai già affrontato la notizia sull’incontro che Papa Leone XIV avrà con alcuni fedeli di un’associazione pro LGBTQ e donne preti.
Condivido le perplessità espresse sia da te che dal professor Trabucco. Vorrei aggiungere un paio di ulteriori considerazioni.
Personalmente non trovo scandaloso il fatto che il Papa incontri questi fedeli. Siamo tutti, nessuno escluso, peccatori e Gesù non è venuto per pochi ma per salvare tutti. D’altronde se fossimo stati perfetti e immuni dal peccato non ci sarebbe stato bisogno del sacrificio del Redentore.
L’Anno Giubilare è anno di misericordia e perdono, ma questo non significa indulgenza verso l’errore o complicità con il peccato: presuppone che il fedele abbia consapevolezza del peccato e si proponga di seguire la giusta Via. Solo l‘infinita misericordia di Dio ci salva, ma la libertà che ci è stata donata ci consente, ahinoi, di rifiutare la salvezza e di allontanarci da Lui.
È per questo che compito del Papa è, innanzitutto, confermarci nella Fede indicando quella Via, soprattutto a coloro che non la vedono o, peggio, fingono di non vederla.
Ritornando, allora, all’incontro che è stato preannunciato, non vedo motivo di scandalo nell’incontro in sé: ciò che importa è quello che verrà detto in quell’occasione.
Siamo purtroppo ancora come cani bastonati, reduci dall’esperienza passata di un Pontefice che invitava coloro che platealmente si distaccavano dalla sana Dottrina a “continuare così”, ad “andare avanti per la tua strada”, ignorando gli insegnamenti del Maestro.
Gesù non ha mai evitato l’incontro con chi era lontano dalla Legge di Dio; anzi, lo ha cercato, ma sempre con uno scopo: aprire gli occhi, indicare la Verità, richiamare alla conversione. Gesù non ha condannato l’adultera, ma le ha detto “va’ e d’ora in poi non peccare più”. Gesù “amò” il giovane ricco e proprio per questo non lo ha lusingato per essersi limitato ad osservare i comandamenti ma lo ha invitato a vendere tutto e a seguirlo.
Spero, allora, che il Papa accolga filialmente quei fedeli, con la franchezza di un padre che ama davvero i suoi figli ricordando loro qual è la sola Via, quella stretta e faticosa che conduce alla salvezza, e mettendoli in guardia dalle scorciatoie illusorie che portano lontano da Dio.
Sarebbe il segno che questo Giubileo non è un evento mondano, ma una vera occasione di conversione. Il mondo ci offre già tante parole accomodanti; non ne servono altre. Ciò di cui ha urgente bisogno è invece la chiarezza della Verità, proclamata senza esitazioni e senza timore, per la salvezza di tutti.



