Don Camillo
Don Camillo: – Gesù, avete visto?
Gesù: – Che cosa, don Camillo?
Don Camillo: – Per la festa di san Luigi Gonzaga, a Rovereto sulla Secchia, diocesi di Carpi, dopo la processione con il vescovo è stata organizzata un’esibizione di drag queen a sostegno della causa LGBTQ.
Gesù: – Don Camillo, come parli? Non capisco.
Don Camillo: – Gesù, una drag queen è… E gli LGBTQ sono… Vabbè, un’altra volta ne parliamo. Comunque, sappiate che quella roba è fuori luogo.
Gesù: – Nel senso che non c’entra con san Luigi?
Don Camillo: – Proprio così.
Gesù: – San Luigi… un grande santo. Esempio di generosità e cura dei malati. Patrono della gioventù cattolica… Il santo della purezza e della castità… Magari volevano renderlo più simpatico ai giovani…
Don Camillo: – Con quella roba lì?
Gesù: – Don Camillo, non fare il processo alle intenzioni.
Don Camillo: – Nessun processo, Gesù. È che nella Chiesa qualcuno ha perso la trebisonda.
Gesù: – Solo nella Chiesa, don Camillo?
Don Camillo: – No, Gesù, un po’ dappertutto. Ma vorrei che la Chiesa, la vostra Chiesa, non fosse così oltraggiata.
Gesù: – Don Camillo, e chi c’è di più oltraggiato del sottoscritto? Prega per i figli della Chiesa che peccano e stai sereno.
Don Camillo: – Lo farò, Gesù.
Gesù: – Comunque mi sembra che l’esibizione di quelle… drag queen, o come si chiamano, sia stata abolita. Al suo posto c’è stata la sagra del gnocco fritto.
Don Camillo: – Dalla gnocca al gnocco…
Gesù: – Don Camillo!
Don Camillo: – Scusatemi Gesù. È che qui di fritto non c’è solo lo gnocco. Mi sa che siamo fritti tutti.
Gesù: – Mai disperare, don Camillo!
Don Camillo: – Scusatemi ancora. E chiedete scusa da parte mia al grande san Luigi. I santi devono avere una grande pazienza al giorno d’oggi.
Gesù: – Non solo loro, don Camillo!



